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I VZ69 sono una band davvero particolare ed originalissima. La loro allegra musica è frutto di una mescolanza di generi quali il british rock, il blues e il jazz. La vita quotidiana, narrata nelle canzoni, viene sapientemente abbinata ad un andamento ritmico adatto.

In "Routine", per esempio, salta non all’occhio bensì all’orecchio, il classico giro di accordi alla base di ogni brano blues. Gli strumenti sanno far sentire la propria origine conferendo al track un aspetto fuori dal comune. Infatti sul fondamento musicale ispirato alle celebri “Sweet home Chicago”, “Before you accuse me” e poi chi più ne ha più ne metta, si uniscono atmosfere jazz alla Miles Davis.

Bisogna assolutamente ritagliare uno spazio alla descrizione della voce del cantante Mr Ciro. Ha un timbro particolare (proprio come il genere del gruppo) che sembra impersonare le grandi vocalità black, praticamente introvabili in Italia a parte eccezioni come Fausto Leali.

Già il titolo della canzone "Routine" suggerisce la tematica quotidiana presente di norma in tutti i pezzi, rigorosamente in italiano, dei VZ69. Parole e melodie allegre trascinano in un’atmosfera esclusiva di rilassamento.                                   E’ buffo, non trovate? Parlare di ciò che accade ogni giorno permette di allontanarsi da esso e distrarsi un po’, non cadendo così nella monotonia.

In "Immagini di un incubo", invece, l’introduzione martellante delle percussioni immerge immediatamente nel contesto dell’incubo. Segue qualche nota british, prima di rituffarsi nel blues più puro mescolato al rock. Entra in scena anche la voce femminile di Eleonora Di Dio che gioca un ruolo importante nel pezzo assieme a quella maschile (impossibile non sentirla).

La canzone è costruita ad ossimoro: mentre l’inizio sembra suggerire un’atmosfera cupa, la fine torna limpida e serena. Ecco come le sonorità inglesi, questa volta orientaleggianti e sempre con un pizzico di lento jazz, si appropriano invece dell’intro di "Sir Cliff" per poi trasformarsi nuovamente in rock energico e coinvolgente. L’incredibile voce principale sfocia all’improvviso in un acuto precisissimo, senza alcun tipo di imperfezione ed indecisione.

Anche in "Disperso in Medio Oriente", si viaggia su note orientaleggianti su base rock: la chitarra elettrica si occupa di trasferire la mente nei ritmi che ricordano quelli della danza del ventre.

Con "Don Bastiano" ci tuffiamo in una dolce ballata lanciata da violini e arpeggi, non dimenticando la vena allegra rockeggiante che contraddistingue la band a cui non si può attribuire alcun genere musicale già sentito.

Tuffatevi, quindi, in quest’avventura musicale del tutto nuova riconoscendovi in basi rock, british, blues e orientali.

Buon viaggio folletti!


Si ringrazia il portale  LIveMusicLombardia per la pubblicazione in esclusiva del 30 novembre 2011

http://www.livemusiclombardia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=75%3Avz69-un-viaggio-nel-tempo-ep&catid=45%3Arecensioni

 
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