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VZ69 DA APPLAUSO

2011-05-01 12:39 by Antonino Giorgianni (letto 1099 volte)
Ieri, 30 aprile 2011, nell’accogliente sala del “Teatro dell’applauso” di Tivoli, i VZ69 presentavano il loro primo CD “Un viaggio nel tempo”.

Ieri, 30 aprile 2011, nell’accogliente sala del “Teatro dell’applauso” di Tivoli, i VZ69 presentavano il loro primo CD “Un viaggio nel tempo”.


Più che di una presentazione si trattava di una vera e propria celebrazione festosa cui tutti, vecchi fan e nuovi amici, erano invitati a prendere parte.

La serata si apre con l’esibizione del gruppo spalla, The Blazers, robusta rock band di S. Polo dei Cavalieri (RM). La loro scaletta comprende quattro brani appena, sufficienti però a proiettare immediatamente il pubblico nella giusta atmosfera.
Le radici della band affondano direttamente nel rock degli anni ’70, vigoroso ed esplosivo.
Emergono influenze varie, pensiamo agli AC/DC, agli ZZ Top, a tanto power blues ed echi southern rock, sapientemente miscelate in un unicum dalla forte personalità.
Nonostante l’assenza del chitarrista ritmico, Antonio Romano, la performance dei Blazers risulta coinvolgente e carica di energia. I brani originali si giovano di sonorità grasse e possenti che rendono ancora più incisivi i testi, spietati e taglienti, per di più pervasi di una grossa dose di amara ironia.
Colpisce molto la resa scenica, carismatica e divertita, il cantante Simone De Bonis appare dotato non solo  di una vocalità potente e precisa, ma anche di un appeal quasi carnale.

La line up dei Blazers è la seguente:
Simone De Bonis - Vocal
Marco Valeriani - Lead Guitar
Alessandro Ruffini - Bass Guitar
Antonio Romano - Rhytm Guitar
Marco Bruni - Drums


Salutato il gruppo spalla, sotto

con l’evento principale.


I VZ69 mettono in scena un evento molto articolato, dove alla musica si alternano gustosi momenti di cabaret e di pura improvvisazione.

La performance si apre con il beneaugurale intervento di un Pinky Punk particolarmente ispirato che, vestito da Santo Padre, saluta l’avvento del cd con un gustoso “Habemus Discus”. Sullo schermo compaiono le immagini del “Marchese del Grillo” di Monicelli, più precisamente del monologo di Don Bastiano, che suscitano una vera e propria ovazione.
Sulle note del brano omonimo i VZ danno quindi inizio alle danze, agguantando il pubblico con la loro musica energica e raffinata.
La scaletta è intervallata dagli interventi del bravo Dani Bra, cabarettista di buon pregio, e dalla riscrittura di brani famosi in chiave umoristico-satirica (O’ Sarracino diventa “O’ Radioattivo”, With or without you si tramuta in “E’ una vitaccia”) dal succitato, eclettico Pinky Punk.

Elemento trainante rimane comunque la musica dei VZ69, dieci brani originali eseguiti con ottima perizia e fiero piglio dalla band tiburtina.
Mister Ciro, cantante, trombonista e frontman della band, agguanta il pubblico con un carisma degno del miglior John Belushi, ne aggredisce le orecchie con una voce ruvida come carta vetrata a grana grossa e con possenti esplosioni sonore del suo trombone.
La band macina musica con ispirato ardore, con un affiatamento difficilmente riscontrabile anche in gruppi ben più blasonati. L’intesa tra i musicisti è totale, vera anima pulsante ed espressiva, collante insolubile e valore aggiunto assoluto.


Vediamoli adesso nel dettaglio, gli altri elementi della band:
Mister Francesco alla batteria è una vera salva contraerea di ritmiche allo stato brado. infaticabile metalmeccanico dello strumento, costituisce la vera spina dorsale dei brani.
E’ felpato e sornione Mister Daniele, il rigoroso (e baffuto) bassista dalla faccia allegra e stralunata.
A chiudere la sezione ritmica Mister Roberto, un vero passista della chitarra con il vizio del coretto  ironico.
Ad attorcigliare note in treccioline elaborate c’è Mister Fabio,  chitarrista solista di solida formazione e valido estro.
Non si vede ma si sente, Mister Fabrizio, sempre nascosto dal suo Moog e dalle altre tastiere, che stuzzica e solletica amorevolmente.

Con elementi così viene fuori una miscela esplosiva, un tripudio sonoro vitale e sincero, immediato e di non difficile comprensione.
La musica dei VZ69 è un mix delicato di poesia ed impegno, sguardo disincantato sul mondo e sogno ad occhi aperti, disillusione e voglia di creder ancora alle fiabe e la performance di ieri sera ne incarna pienamente lo spirito.

Da segnalare il gustoso duetto di Mister Ciro e la special guest Eleonora Di Dio in “Immagine di un incubo”, caustica satira del rapporto di coppia. La voce della Di Dio è il giusto, squillante, aggressivo contrappunto per la voce abrasiva di Ciro e coglie a pieno l’anima ironica del pezzo.

La forza comunicativa del progressive dei VZ69 (vere macchine da palco) è tale da mettere d’accordo un pubblico assai eterogeneo come quello di ieri sera, con un’età compresa tra i 24 e i 60 anni. E si, perchè è di progressive che stiamo parlando, un genere che la band tiburtina sa affrontare con piglio divertito, non limitandosi alla sterile sperimentazione bensì lanciandosi in contaminazioni tanto curiose quanto efficaci. Ne esce una musica che, pur se raffinata ed intricata sa parlare alle emozioni di chi ascolta.

Lancio di gran livello quindi per “Un viaggio nel tempo”, EP d’esordio di una delle band più interessanti della provincia romana, lavoro che lascia onestamente ben sperare.







 
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