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Ucroniutopia - Il tempo degli assassini

2012-04-04 02:26 by elfa (letto 898 volte)
Ucroniutopia è un neologismo forgiato dal cantautore Gianluca Lalli fondendo due vocaboli greci e significa

Ucroniutopia è un neologismo forgiato dal cantautore Gianluca Lalli fondendo due vocaboli greci e significa "senza tempo nè luogo".

Ucroniutopia è anche una chiave di lettura interessante per approcciare questo disco d'esordio, lavoro estremamente organico e pregno di fascinazioni di diversa origine.

La band si muove nell'ambito della scena folk-rock, ma questa etichetta è insufficiente a descrivere la vera portata del progetto, ben più ramificato e complesso di quello che la definizione lascia intendere.

"Il tempo degli assassini" è un lavoro estremamente maturo, denso di sonorità ricercate, richiami ad un altroquando musicale onirico, dimensione parallela della narrazione per emozioni.

I testi risentono della lettura matta e disperatissima di autori eterogenei, penso a Mallarmè,

Baudelaire, Villon, ma anche Orwell, Bukowski, Artaud. Grosso contributo alla poetica degli Ucroniutopia viene anche dalla sfera cantautoriale folk americana, quindi Dylan, ma anche Tom Petty, Johnny Cash. Ad un ascolto più attento, rimanendo in casa nostra si possono avvertire echi di De Andrè (ovviamente), del Guccini de "L'isola non trovata", di Rino Gaetano e di Branduardi.

Tanta complessità si riflette sulle musiche, come già detto incanalate nella vena folk, impreziosite da arrangiamenti pieni e raffinati.

Non ci si deve aspettare, da questo disco, un folk rock primigenio, come può esserlo (per esempio) quello dei Modena City Ramblers del primo album. Siamo di fronte, invece, ad un suono più ricco, sofisticato ed elegante. La metrica del cantato si piega di volta in volta alle esigenze dei singoli brani, dando l'impressione di trovarsi di fronte ad un cantastorie della tradizione medievale.

Cd adatto ad un ascolto a luci soffuse, "Il tempo degli assassini" è connotato da una buona dose di melanconia e pessimismo neanche troppo larvati.

Di sicuro siamo di fronte ad un lavoro che non sfigura di fronte a titoli più blasonati, riproponendosi di volta in volta all'ascolto con freschezza ed impatto inalterati.


di Antonino Giorgianni

Redazione ELFA Promotions


 
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