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Tutto parla di te

2013-04-11 03:54 by elfa (letto 357 volte)
Spesso le emozioni si rintanano da qualche parte, dietro le quinte del palcoscenico della vita, per poi uscire pian piano allo scoperto ed assumere dei volti chiari, trasparenti, finendo per concedere

Spesso le emozioni si rintanano da qualche parte, dietro le quinte del palcoscenico della vita, per poi uscire pian piano allo scoperto ed assumere dei volti chiari, trasparenti, finendo per concedere una sorta di serenità interiore. Alina Marazzi, regista–documentarista scrive sulle emozioni e coglie quel lato messo spesso a tacere per mera convenzione. Quel lato fragile, lo sviscera, lo porge al pubblico con eleganza e sobrietà riuscendo a comporre senza sforzo una poeticità mortificata ma vitale. Così è stato per il suo primo film-documentario "Un'ora sola ti vorrei", un ritratto struggente ed appassionato della madre scomparsa tragicamente, ricostruzione ottenuta attraverso il montaggio di sequenze filmate dal nonno paterno. Anche in "Vogliamo anche le rose", la Marazzi affronta il delicato equilibrio dell'identità della donna italiana, ripercorrendo una storia di genere attraverso più di un decennio che va dalla metà degli anni sessanta fino alla fine degli anni settanta. Il suo ultimo lavoro di regia è il film"Tutto parla di te", un messaggio forte e complesso sul rapporto sofferto madre-figlio, rapporto naturale ma a volte messo in discussione da contrasti impalpabili e profondi che il ruolo di madre sprigiona. Pauline (Charlotte Rampling) torna a Torino, sua città natale, dopo molti anni d'assenza. Contatta Angela (Maria Grazia Mandruzzato), che dirige un Centro per la Maternità. In questo centro Pauline si avvicina con interesse a particolari problematiche che caratterizzano il ruolo dell'essere mamma. Pauline si lascia coinvolgere da video, testimonianze, racconti e fotografie, materiale raccolto da Angela. Conosce Emma (Elena Radonicich), di professione danzatrice, mamma di Matteo. La giovane Emma sta attraversando una profonda crisi esistenziale. Il rapporto che s'instaura tra Pauline ed Emma è bidirezionale. Entrambe hanno un sentimento di sofferenza profonda legato al ruolo di madre. Per Pauline, il rapporto con Emma, darà finalmente spazio ad una personale liberazione, una sorta di rinascita, sarà la conquista di una forza vivificatrice che stanerà sentimenti segreti, oscuri, attraverso un dialogo quasi purificatore della sua coscienza tormentata ed offesa. Per Emma tutto questo aprirà ad un lento cammino di consapevolezza. "Tutto parla di te" argomenta sul realismo della maternità da più punti di vista. E come è stato nei due precedenti lavori della Marazzi, anche in quest'ultimo la valenza del messaggio sociale è di forte impatto emotivo. Qui la Marazzi, avvalendosi di una simbologia a più significati e con un insieme di linguaggi diversi, pone il ruolo di madre in un intricato crocevia tra natura e cultura, tra biologia e storia. L'immutabilità e l'atemporalità del ruolo materno viene smascherato dalla potenza di un sentimento soggettivo che scaturisce da relative esperienze di vita, che spesso implodono nelle coscienze femminili tormentate e sole, fino a far compiere atti scellerati. Come sempre la mano registica di Alina Marazzi ha il pregio di raccontare storie anche inquietanti, senza giudicare ed accusare, intrise solo del loro puro realismo. Un film che affronta con coraggio lo spaccato di una quotidianità spesso ignorata, figlia di un'indifferenza sociale che non sa o non vuole valutare nel modo corretto la delicata dinamica intersoggettiva del sentimento materno. Da non perdere! 

a cura di Rosalinda Gaudiano

Si ringrazia per la collaborazione 

il portale Cinema4stelle

 
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