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TRADIZIONI E CURIOSITA'

2010-12-23 18:23 by elfa (letto 640 volte)
E FESTIVITA' NATALIZIE SONO ALLA PORTA E SEMPRE PIU' SPESSO SI ATTENDE QUESTO PERIODO CON GRANDE TREPIDAZIONE PER I PIU' PICCOLI E CON GRANDI ASPETTATIVE PER I PIU' GRANDI SPERANDO IN UN PO' DI RELAX....



LE FESTIVITA' NATALIZIE SONO ALLA PORTA E SEMPRE PIU' SPESSO SI ATTENDE QUESTO PERIODO CON GRANDE TREPIDAZIONE PER I PIU' PICCOLI E CON GRANDI ASPETTATIVE PER I PIU' GRANDI SPERANDO IN UN PO' DI RELAX....

SI ASPETTA UN PERIODO DI CUI A VOLTE NON SI CONOSCONO LE ORIGINI
NOI DI ELFA QUEST'ANNO VOSGLIAMO CONTRIBUIRE FACENDO NOTA LA TRADIZIONE NATALIZIA VISSUTA IN DIVERSE NAZIONI COSI TUTTO PER TUTT IL MONDO SARA' NATALE.....

TANTISSIMI AUGURI DA PARTE DI ELFA PROMOTIONS


NATALE NEL MONDO

In MESSICO, i giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare.
«Dar posada» vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue portate dai bambini) che vanno a chiedere «posada», cioè ospitalità, in una casa. Prima di arrivare alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Poi la processione riprende al suono degli strumenti musicali, intervallato da preghiere e canti di litanie.
Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta, al gruppo nella strada che domanda «posada» con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione un secondo coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti con Giuseppe e Maria.
Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta (pignatta) appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.

In POLONIA, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.

In FINLANDIA, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per... gli uccellini.
Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un paio e addobbato con semi appetitosi.
Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
In Svezia, invece, si mette un mazzo di spighe di grano sul davanzale della finestra.
Nella città di Vienna, in Austria, i bambini (ma anche gli adulti) gettano briciole di pane agli uccelli durante l'ormai tradizionale passeggiata nel parco.

In FRANCIA, nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali che riporrà nelle scarpe dei bambini disposte, per l'occasione, con tanta cura e trepidazione dai bambini stessi. Inoltre, durante la sua visita appenderà dolci e frutta all'albero di natale.
Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi è una torta che nella forma richiama al ceppo che, soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle campagne, viene acceso per riscaldare Gesù Bambino.
Il presepio anche in Francia occupa un posto privilegiato tra le tradizioni natalizie. Molto belli e famosi sono i presepi della Provenza (regione nel sud della Francia), composti da statuine in argilla che vengono vestite con costumi realizzati con grande precisione e realismo anche nei minimi particolari, e poi, a seconda dei personaggio, si aggiungono i minuti attrezzi da lavoro o gli accessori che servono per identificare la statuina.
Insieme a Gesù Bambino, Maria, Giuseppe e i re Magi trovano posto altre statuette che rappresentano le persone più comuni mentre svolgono la loro attività, proprio come si incontrano nella vita di tutti i giorni. La statuetta è chiamata Santoun che in lingua provenzale vuoi dire « piccolo santo». Ogni anno a Marsiglia, in occasione dei periodo natalizio, viene organizzata la: «fiera di santoun».


Le case in GERMANIA sono rallegrate dalla presenza dell'albero di Natale, una delle tradizioni più vecchie, insieme alla corona d'avvento.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario d'avvento con le 24 finestrelle che scandiscono il tempo che manca alla grande festa natalizia; ogni giorno, aprendo una finestrella, il bambino promette di compiere una buona azione.
Al termine dei calendario (sarà quindi il giorno di Natale) appare l'immagine del presepe.

In INGHILTERRA, fu sant'Agostino da Canterbury (t 604) a introdurre la tradizione natalizia allorché, con i suoi monaci, fu inviato da papa Gregorio Magno a svolgervi la propria missione apostolica, verso la fine dei Vi secolo.
In ogni casa l'albero di Natale occupa il posto d'onore. Persino l'austera città londinese si riempie delle festose luci di multicolori lampadine che addobbano un gigantesco albero allestito per la strada. Mentre sarà Father Christmas (Babbo Natale), passando per il camino con il sacco dei doni, a portare ai bambini inglesi i regali che riporrà nelle calze ordinatamente.

IN ITALIA

Il Natale presenta tutti i caratteri e le manifestazioni dei giorni che segnano l' inizio di un ciclo annuale. Periodo preparatorio è la "novena di Natale" che in Sicilia viene allietata dai ciaramiddari (suonatori di cennamella). Originario carattere purificatorio ha il cenone della vigilia di Natale, tutto di "magro" a cominciare dal capitone che a Roma si vende per tradizione al portico di Ottavia, ma ha soprattutto significato di affratellamento e di amicizia.
Nella più antica tradizione popolare, il centro della festa è però costituito dal ceppo. Nell' accensione del ceppo, che rimane sul focolare fino a Capodanno, si fondono due elementi propiziatori: il valore del fuoco, immagine del sole, e il simbolico consumarsi del vecchio anno con tutto ciò che di male vi si era accumulato.
Anticamente a Genova, il ceppo natalizio veniva offerto al Doge dalle genti della montagna in una pittoresca cerimonia pubblica chiamata col bellissimo nome di "confuoco", il Doge poi versava sul tronco vino e confetti tra la gioia dei presenti. San Bernardino invece si scagliava sia contro chi buttava vino sul ceppo, o si serviva del ceppo per scongiurare le tempeste.
Entrambe gli usi si sono conservati in Abruzzo fino ai tempi moderni. In Puglia si crede che l' accensione del ceppo simboleggi la distruzione del peccato originale. Alcuni spiegano l' aspersione col vino, col ricordo del sangue di Cristo.
A Polena, in Abruzzo, si mettono ad ardere tredici piccoli legni "in memoria di Cristo e degli apostoli".
A Isernia il capo di casa benedice il ceppo con l' acqua santa, mentre i familiari gridano "viva Gesù". Nella notte di Natale si crede avvengano prodigi e incantesimi, e che solo in essa si possano trasmettere segreti e scongiuri per guarire gravi malattie. Secondo un'antica tradizione chi nasce in quella notte diventa lupo mannaro, perchè essa è riservata per l' eternità alla nascita di Gesù, e chi osa violarla viene così punito. Tra le credenze positive vi è quello che l' acqua attinta alle fontane a mezzanotte e in perfetto silenzio ("acqua muta") rechi benessere e ricchezza.
Un tempo si festeggiava il Natale in modo semplice. La maggior parte della popolazione era costituita da contadini la cui vita nel periodo di Natale era molto diversa rispetto al resto dell'anno; non c'era infatti lavoro nei campi e perciò si aveva più tempo per trovarsi, raccontare e ricordare mille cose sorseggiando un bicchiere di vino caldo.
La sera della vigilia alcune persone giravano per le vie del paese portando una stella, cantavano e suonavano le pastorelle e sul carro si teneva una damigiana di vino, che veniva man mano riempita dai più generosi.
Le donne la sera della vigilia, con tanto amore e gioia, preparavano il pranzo di Natale con i semplici prodotti della terra (polli, conigli, patate). Gli uomini accatastavano tanta legna per il fuoco, il ceppo più grande veniva messo a bruciare e doveva durare per tutto il Natale.
Spesso c'era anche la neve alta, ma tutti dovevano assistere alla messa di mezzanotte. Il giorno di Natale, euforici e pieni di allegria, si alzavano molto presto e si scambiavano gli auguri , qualcuno portava un regalo al parroco (cappone, gallina, dolce).
A mezzogiorno erano tutti a tavola. Il pranzo era in genere frugale: per le famiglie più facoltose consisteva in tortellini, cappone o gallina ripiena e cotechino, ma molte erano però le persone che anche quel giorno si dovevano accontentare di un pò di latte con la polenta.
Non vi erano illuminazione, alberi addobbati, vetrine con strenne e regali lussuosi; solo qualche modesto fiocco rallegrava alcuni alberi. Nella chiesa vi era un semplice presepio con un Gesù di gesso: per farlo si utilizzava molto muschio, la capanna e le montagne erano fatti di ceppi di legno, carta e frasche, le strade erano realizzate con sassolini oppure con farina gialla, le poche statuine erano di gesso e cartapesta, piccole e semplici (ora qualcuna di queste si può trovare nei mercatini dell' antiquariato); il presepio era tutto spruzzato di farina bianca e ricordava un paesino di montagna.
Anche l'arrivo dei Magi era festeggiato con semplicità. Per l'Epifania i fedeli dopo aver assistito alla messa e alle funzioni partecipavano alla processione dei re Magi. Era tradizione fare per tale ricorrenza,o nella sera di San Silvestro, un grande falò detto "buriel".

Negli USA la Festa dei Sette Pesci (Seven Fishes Feast) è ritenuta la più italiana delle tradizioni, ovvero una cena di solo pesce, sette appunto, inteso come sette pesci diversi o sette modi diversi di cucinarne un paio di tipi, da tenersi la sera della Vigilia di Natale.
E' un vero “must” tra gli Italo-Americani negli USA, e di certo le sue origini sono da ricercarsi nella tradizione tipica di molte regioni italiane di consumare una cena di magro la sera della Vigilia, portata con sè dai primi emigranti in cerca di fortuna.
Il pesce veniva celebrato come simbolo di fertilità sin dai tempi degli antichi romani e fu usato come simbolo dai primi cristiani per riconoscersi vicendevolmente durante la persecuzione perpetrata dai Romani nel loro confronti. Questo perché le lettere della parola pesce in greco antico, “ichthys” formavano le iniziali di “Iesous Christos Theou Yios Soter”, ovvero “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”.
Il significato di cibarsene è però oggi più collegato al sacrificio di non mangiare carne, facendo penitenza la sera del 24 in attesa della nascita di Gesù il giorno dopo. Anche tra i piatti che vengono cucinati nel nostro Paese compaiono, così come ancora per questa festa, il baccalà e l'anguilla, ma la consuetudine che i tipi di pesce debbano essere sette, o comunque sette i piatti diversi presentati, fa della celebrazione in questione una peculiarità degli Italo-Americani negli Stati Uniti.
Ma perché sette? Non esiste una risposta definitiva, si suppone che il numero possa essere collegato ai sette sacramenti della Chiesa Cattolica, o ai sette giorni della Creazione, ai sette peccati capitali, o ancora ai sette giorni di viaggio di Maria e Giuseppe per arrivare a Betlemme, e in casi un po' meno prosaici ai sette colli di Roma o addirittura alle sette meraviglie del mondo...
Nel tempo, come già successo in innumerevoli casi simili, il significato religioso ha perso parte della sua importanza, ed oggi la sera del Seven Fishes Feast si traduce nella ricerca di nuove ricette per cucinare i vari tipi di pesce, o ancora in una gara: ebbene sì, molte famiglie non si accontentano di sette tipi, ma cercano di cucinare addirittura numeri di piatti che riprendano i multipli di sette. Comunque, perché la tradizione sia rispettata, i pesci che non possono mancare sono: i calamari (in genere fritti), baccalà, anguilla, cozze, vongole (servite con la pasta), gamberi e di solito un grosso pesce arrostito, come una cernia o un dentice.

REDAZIONE ELFA PROMOTIONS

 
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