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STUDIATE - di Lorenza Boninu

2010-03-29 02:38 by elfa (letto 624 volte)

Studiate, ragazzi, studiate!



Prima di tutto una notazione di ambiente. Mentre scrivo, sto ascoltando la registrazione del concerto di Bob Dylan e Mick Taylor al Palaeur nel 1984.  Una vita fa: e io, poco più che ventenne, c’ero.  La Rete mi permette anche questo: il recupero di un frammento di memoria personale che, in qualche modo, posso tentare di condividere anche con chi, allora, nemmeno era nato.  Ma posso farlo davvero? 

Qualche tempo fa, girovagando su Youtube, mi sono imbattuta nel video di una straordinaria performance d’annata dei Jetro Tull,: ebbene, fra i molti commenti estasiati, ce n’era uno che mi ha fatto sorridere e pensare. “Prog my ass! 30 Seconds To Mars is_real Prog rock/Metal. Not this emo grampa shit “.

Diavolo, come si fa a definire Ian Anderson “emo” io proprio non riesco a immaginarlo: ma per qualcuno, evidentemente, non è così paradossale. Com’è ovvio, l’incauto commentatore è stato adeguatamente e rudemente redarguito: ma non so se si è convinto. I Jetro Tull sono una leggenda e, come direbbe l’ineffabile Pino Scotto, meglio non confondere la cioccolata con qualche altra cosa, se non si vuole fare la figura degli sprovveduti.


Resta tuttavia una perplessità di fondo. In un modo o nell’altro la musica di questa prima decade di XXI secolo deve moltissimo a ciò che è venuto prima. Ma i ragazzini che l’ascoltano e la suonano (e anche qualcuno che non è propriamente adolescente) ne sono completamente consapevoli? Può essere che proprio la mancanza di prospettiva impedisca di staccarsi davvero dall’ingombrante eredità dei padri storici del rock. Voglio dire: per fare qualcosa di nuovo, ma nuovo sul serio, qualcosa che colga pienamente l’atmosfera di questa epoca, la nostra epoca, quella in cui ci è toccato vivere, forse bisognerebbe conoscere con un minimo di consapevolezza in più il passato. Puoi rifiutare, superare, trasformare, stravolgere solo ciò che conosci e riconosci.

Almeno non corri il rischio di confondere quella che un tempo è stata reale trasgressione con le finte e annacquate provocazioni targate mtv, furbescamente promosse da un’industria discografica ormai priva, o quasi, d’anima. Insomma, bisogna documentarsi, non c’è nulla da fare. Se le riviste specializzate più serie danno una mano, se i libri non mancano, è soprattutto Internet, questo straordinario archivio di esperienze musicali anche remote, di conoscenze condivise fra generazioni, di immagini, emozioni, voci, accordi, a fornire il materiale più prezioso per chi, giustamente curioso e desideroso di uscire dal proprio recinto, voglia sul serio mettersi in gioco e uscire fuori dal comodo sentiero tracciato dal marketing musicale. 

Sia chiaro: dico questo non perché voglia lodare il passato, il mio passato, ad ogni costo. Non si tratta di giocare la solita noiosa partita fra vecchi e giovani. Quello che vorrei, visto che la musica ha una parte così importante nella mia vita, è imbattermi finalmente in qualcosa che mi spiazzi, mi scandalizzi, mi turbi, mi sorprenda. Qualcosa di non ancora sentito, qualcosa che rechi in sé la passione, i sogni, le contraddizioni del tempo, di questo tempo. Non la scialba ripetizione di ritmi e armonie già note spacciata ogni volta per epocale novità. Studiate, ragazzi, studiate: e poi buttate via quello che avete studiato e passate oltre.

 

REDAZIONE ELFA

di Lorenza Boninu


DIREZIONE ARTISTICA: Tommaso Busiello

PROMOZIONE WEB a cura di ELFA Promotions

 
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