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Star Trek 2 – Into darkness

2013-07-03 04:04 by Antonino Giorgianni (letto 477 volte)
Star Trek 2 – Into darkness. Uno sguardo nel profondo buio


Nuove avventure per l'equipaggio dell'Enterprise. Kirk, Spock e compagni si troveranno a fronteggiare un'attacco alla federazione da parte di un terrorista geneticamente modificato; dovranno affrontare un ammiraglio della Flotta stellare che medita ungolpe militarista e, possibilmente, dovranno impedire la guerra totale con i Klingon.

Non c'è che dire, JJ Abrams non fa mancare nulla ai suoi affezionati spettatori. Se col primo film aveva riscritto le basi del mito (eh si, Star trek lo è) con eleganza, rispetto ed un pizzico di anarchia, con questa pellicola il regista prende possesso a pieno titolo dell'universo creato da Roddenberry.

Il film contiene tutti gli elementi più caratteristici della serie, rimiscelati in un modo inusitato e coinvolgente. La pellicola fa perno su un'idea semplice e geniale: il nemico viene dall'interno. In seno alla federazione ci sono ben due serpi: un genocida geneticamente modificato (Kahn) ed un ammiraglio che lavora sottotraccia per sovvertire l'ordine costituito della federazione. Un fedele ufficiale della federazione si trasforma, suo malgrado, in un pericolo letale per essa. I dubbi corrodono i protagonisti, costringendoli ad affrontare paure che neanche osavano confessare di avere. Il motore di curvatura stesso , vero nucleo della nave, si ritrova ad essere un avversario da fronteggiare. Il nemico viene dall'interno.

Non siamo però di fronte ad una trama cervellotica e contorta, tutt'altro. Lo svolgimento è serrato ed adrenalinico, con ritmi che toccano vertici di parossismo difficilmente riscontrabili in altre pellicole. La comprensibilità del film non ne risente e lo spettatore, pur pienamente rapito nel vortice dell'azione, non perde mai di vista la trama, godendo appieno di ogni sfumatura.

Come detto sono presenti molti degli elementi caratteristici della serie originaria. Kahn, il dottor Carol Marcus e la stessa sequenza del nucleo di curvatura sono presi di peso dal secondo film della saga: l'ira di Kahn. In effetti in questa pellicola ad immolarsi per riparare il nucleo di curvatura era Spock e non Kirk, ma anche questo fa parte del paziente lavoro di riscritura effettuato da Abrams.

I personaggi sono delineati alla perfezione. Anche alle figure minori è stata conferita tridimensionalità, perfezionando quindi quell'impressione di verità fondamentale alla buona riuscita di una pellicola.

Uno sguardo particolare viene rivolto alla dualità di Spock, incastrato tra due identità culturali diametralmente contrapposte, ed al suo sforzo di autoaccettazione , strenuo come strenua è la ricerca del sè.

Deliziosi i rapporti tra i personaggi, su cui troneggia l'amicizia armata tra il volitivo Kirk ed il granitico vulcaniano.

L'impatto di questo film sul pubblico è decisamente robusto e coinvolgente, e su questo Abrams ci ha abituato piuttosto bene oserei dire. Il film scorre piacevole, commovendo, strappando risate, mozzando il fiato, lasciando un piacevole senso di appagamento alla fine. I più golosi tra di voi potrebbero provare l'irresistibile voglia di precipiratsi al botteghino per comprare immediatamente un'altro biglietto.... Fatelo.


Antonino Giorgianni


 
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