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Si chiude il ciclo dei Batman di Nolan

2012-09-15 08:35 by elfa (letto 598 volte)
Bruce Wayne, otto anni dopo la sconfitta del Joker e di Due Facce, vive ritirato dal mondo, eremita nella sua stessa villa. Il commissario Gordon vive schiacciato dal rimorso per avere permesso che...

Il cavaliere oscuro – Il ritorno.

Si chiude il ciclo dei Batman di Nolan


Bruce Wayne, otto anni dopo la sconfitta del Joker e di Due Facce, vive ritirato dal mondo, eremita nella sua stessa villa. Il commissario Gordon vive schiacciato dal rimorso per avere permesso che le colpe dell'impazzito Harvey Dent ricadessero su Batman.

La comparsa di Bane, misterioso terrorista mascherato che minaccia di distruggere Gotham, sarà di stimolo per Wayne, che dovrà vestire di nuovo i panni del Cavaliere Oscuro...

Christopher Nolan, nel tentativo dichiudere in bellezza la sua trilogia sull'uomo pipistrello, scivola sulla proverbiale buccia di banana e confeziona un film imperfetto, sghembo.

Le scene d'azione sono, come sempre, impeccabili e spettacolari, ma tendono a diventare ripetitive e perfino noiose nella loro completa mancanza di pathos.

Dal punto di vista della cura dei personaggi andiamo anche peggio: guidato dalla sua ambizione di donare spessore psicologico ai personaggi, Nolan confeziona, suo malgrado, tutta una serie di figure monodimensionali.

Il ltema della paura e del rimorso accomuna tutti i personaggi del film, rendendoli simili fra di loro, noiosi e stereotipati.

Il cattivo, Bane, vorrebbe essere un misto tra il R'as Al Ghul di Neeson e il Joker di Heath Ledger, peccato però che non possegga ne l'oscura solennità del primo, ne l'anarchica follia del secondo. Il risultato è un energumeno crudele e verboso venato di patetismo, poco credibile sia nel ruolo del signore del male che in quello di "semplice" terrorista.

Stendiamo un velo pietoso sulla figura di Catwoman.

La pur brava Anne Hataway risulta completamente non a suo agio nel ruolo e, mal servita da una sceneggiatura maldestra, non riesce a dare al personaggio quelle movenze (ed atteggiamenti) feline che invece dovrebbe avere.

La trama è, a onor del vero, fitta di intrecci e sottotrame, troppe forse, ed il regista fatica a tenerne i fili, consegnando allo spettatore l'impressione di uno script incompleto, lacunoso e traballante.

Si ha una sensazione di vuoto durante tutta la troppo lunga durata della pellicola, nonostante la grande abbondanza di scene ad effetto che, come detto, a lungo andare diventano meccaniche e prevedibili.

Bersaglio mancato, e di molto, quindi per Christopher Nolan, che buca clamorosamente l'occasione di chiudere in bellezza la saga.


a cura di Antonino Giorgianni


 
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