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Sanremo 2013 - V° pagellone di Ghostrider

2013-02-16 17:11 by elfa (letto 509 volte)
Festival di Sanremo 2013. Quinta serata - Il pagellone di Ghostrider71

Eccoci nuovamente qui, per quella che è l'ultima (Deo Gratias) pagella di questa edizione del Festival. Libidine mi coglie se penso che dalla prossima settimana si ricomincia ad andare a letto in orari cristiani, ma sorvoliamo.

La serata si apre con la cavalcata delle walkirie di Wagner diretta dal maestro Daniel Harding (scusate se è poco), subito bissata dalla marcia trionfale dell'Aida. Notevole.

Dopo avere ammirato la Litizzetto camuffata da farfallona (e rimpianto la farfallina di Belèn) ci prepariamo a gustare la gara, di cui daremo un pagelluzzo più sintetico del solito.


  1. Raphael Gualazzi - Sai (ci basta un sogno). Che dire... Questo brano va accompagnato con un buon brandy ed un sigaro, in pacifica meditazione e somma goduria. 8

  2. Almamegretta – Mamma non lo sa. Passo del gambero per gli Almamegretta, che forniscono un'interpretazione decisamente incafonita del loro brano. 5,5

  3. Daniele Silvestri – A bocca chiusa. Decisamente intrigante quest'interpretazione, palpitante e vera, per un brano che abbatte le barriere, avvicinando noi normali a chi purtroppo vive a bocca chiusa. 7,5

  4. Modà – Se si potesse non morire. Di loro ho già detto tutto. Maturi e solidi, confermano quanto mostrato la seconda sera. 7

  5. Simone Cristicchi – La prima volta che sono morto. Speriamo che sia anche l'ultima. 4

  6. Maria Nazionale – E' colpa mia. Si conferma interprete di razza. 8

  7. Annalisa – Scintille. Interpretazione tutto sommato corretta, forse un pochino freddina. 6

  8. Max Gazzè – Sotto casa. Questo brano è un vero tormentone e Gazzè la butta sulla simpatia. 6.5

  9. Chiara – Ribadisco quanto detto la prima sera: che palle! Suggerimento: andasse a scuola di canto. 4

  10. Marta sui tubi – Vorrei. Vera e propria rivelazione, i Marta sui tubi meritano questo palco e quanto di buono verrà loro dopo questo festival. 7,5

  11. Malika Ayane – E se poi. Malika cresce di sera in sera, dominando il brano e il pubblico. 8

  12. Elio e le storie tese – La canzone mononota. Storie tese o storie obese? Che belve da palco che sono! 8

  13. Marco Mengoni – L'essenziale. Che il brano sia inutile (quasi dannoso direi) è lampante, che il birignao di Mengoni abbia superato ogni limite anche. Basta sopravvalutare questo signore. 4,5

  14. Daniela Molinari e Peter Cincotti – La felicità. Sempre più in palla, i due interpreti confermano il loro valore e quello del brano. 7,5


Il trio di brani che va in finale a disputarsi la vittoria è il seguente:

  • Elio e le storie tese – La canzone mononota.

  • Modà – Se si potesse non morire.

  • Marco Mengoni – L'essenziale.


Mentre Elio e le storie tese si agguantano il premio della critica e il premio per il migliore arrangiamento, vincitore assoluto di questo Festival risulta essere Marco Mengoni.

Come è ovvio non possiamo essere daccordo con cotanto verdetto, vista la pessima qualità tanto del brano incriminato quanto dell'interpretazione dimenticabile del buon Mengoni.

Anzichè ammonire la gente sull'impossibilità di prevenire i disastri causati dai call center in sede di televoto, per la prossima edizione gli organizzatori farebbero bene a cambiare sistema di votazione in favore di uno ben più trasparente e verificabile.

Lo zio Ghost è stanco, con le ossa (e qualcos'altro) in frantumi e vi augura la buonanotte, rimandandovi all'Eurofestival.


a cura di Ghostrider71


 
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