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Sanremo 2013 - II° pagellone by Ghostrider

2013-02-13 17:04 by elfa (letto 518 volte)
Festival di Sanremo 2013. Seconda serata - Il pagellone di Ghostrider71

Bentornati allo spazio del pagellone del vostro caro vecchio zio Ghostrider71.

L'eco delle polemiche e dei fischi a Crozza non si è ancora spento e già l'allegro carrozzone del Festival è pronto a ripartire.

Si comincia con Beppe Fiorello che, nei panni del grande Domenico Modugno, ci propone un bel monologo sulla nascita del più grande successo (nel blu dipinto di blu) del cantautore pugliese. Subito dopo è la volta di un medley di successi quali Vecchio frac, Tutto il mio folle amore e Tu si na cosa grande. Si finisce con l'abbraccio tra Beppe Fiorello e Franca Modugno.

Dopo la fugace apparizione di Bar Refali, si passa direttamente alla competizione.


1) Modà

  • Se si potesse non morire. Ballatone solido e ben strutturato. Interpretazione garbata e matura, testo pregevole. 7

  • Come l'acqua dentro il mare. Brano classico, rassicurante dal testo banalotto. L'interpretazione comunque vigorosa poco aggiunge. 6,5


Max Biaggi ed Eleonora Pedron annuncino che a passare il turno è Se si potesse non morire.


2) Simone Cristicchi

  • Mi manchi. Il brano è tedioso, l'interprete odioso e nemmeno troppo intonato. Per carità. 4,5

  • La prima volta che sono morto. A parte il titolo ispiratore di gesti apotropaici, il brano fa veramente cadere le braccia. Greve quando vorrebbe essere poetico, triste quando dovrebbe essere ironico, patetico quando dovrebbe essere toccante. Sull'interpretazione sorvoliamo. Eppure la gente applaude. De gustibus... 4


Jessica Rossi, oro olimpico di tiro al piattello, ci diche che passa il turno La prima volta che sono morto

L'ospite di stasera è Carla Bruni. Sorvoliamo pietosamente per evitare incidenti diplomatici...



3) Malika Ayane

  • Niente. Pezzo decisamente gradevole, delicato, soave, La voce della Ayane è una vampa calda e corroborante. 7,5

  • E se poi. Brano sbarazzino dal piacevole feeling anni '60. Viene in mente la migliore Vanoni, invece è Malika Ayane, e scusate se è poco. 7,5


Neri Marcorè nei panni di Alberto Angela annuncia il nome di E se poi.


4) Almamegretta

  • Mamma non lo sa. Il brano è duro, doloroso ed interpretato con rabbia. Disturbante, intenso. 6,5

  • Onda che vai. Brano pacato e sognante ben sostenuto da un'interpretazione sempre molto sentita. 6,5


E' Filippa Lagerbak ad annunciare la vittoria di Mamma non lo sa.


5) Max Gazzè

  • I tuoi maledettissimi impegni. Brano algido e cerebrale nel più puro stile Gazzè. Scontato e già sentito. 5,5

  • Sotto casa. Simpatica marcetta che ironizza sui venditori di fede porta a porta e sulla ricerca di una spiritualità fai-da-te. Divertente, null'altro. 6


Tocca alla squadra femminile di scherma annunciare che è Sotto casa a passare il turno.


6) Annalisa

  • Scintille. Brano arioso e accattivante interpretato con brio. 6

  • Non so ballare. Brano prettamente sanremese, scialbo quanto basta. L'interpretazione di maniera non aiuta. 5,5


Lo chef Carlo Cracco scodella il nome di Scintille.


E' il momento dell'ospite: Asaf Avidan, con la sua Reckoning song. Un timbro vocale inusitato, altissimo per il giovane cantante israeliano, che sembra cantare con la voce di Janis Joplin. L'interpretazione entra nella pelle ed incanta.



Elio e le storie tese

  • Dannati forever. Cattivi, irriverenti, perfidi ed impietosi. Questi sono Elio e Le Storie Tese, signori, prendere o lasciare. Feroce brano di satira di costume ben calibrato. Esecuzione impeccabile, che altro? 8

  • La canzone mononota. Simpatico divertissement alla Elio, ricco di giochi di parole e di capriole stilistiche. Gustoso. 8


Roberto Giacobbo comunica che passerà il turno La canzone mononota.


Terminata la kermesse dei Big, largo ai giovani.


  1. Renzo Rubino – Il postino (amami uomo). Canzonetta incauta e sciagurata che affronta con retorica e superficialità un tema delicato come quello dell'amore omosessuale. L'interpretazione manierista e ridondante peggiora le cose. Peccato. 5

  2. Il Cile – Le parole non servono più. Solida ballad che attinge alla tradizione. Nulla di nuovo dunque, ma ben eseguito con energia e passione. Adatto ad un pubblico di teenager. 6,5

  3. Irene Ghiotto – Baciami? Brano decisamente sghembo, non privo di un suo fascino, valorizzato da un'interpretazione speziata assai. 6,5

  4. Blastema – Dietro l'intima ragione. Brano solido e attuale, di ottima confezione. Interpretazione di rango, matura e carismatica. 7,5


Passano il turno Renzo Rubino (su cui nutro forti riserve) ed i Blastema.

In chiusura di puntata Beppe Fiorello ci regala il bis di Vecchio Frac.

Ci vediamo alla prossima pagellona.


a cura di Ghostrider71

 
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