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SANREMO 2012 - 1° SERATA

2012-02-14 17:42 by Antonino Giorgianni (letto 742 volte)
E' tornato lo zio Ghostrider, un anno più vecchio, infinitamente pù cattivo, pronto per scodellarvi una cronacuzza con annesso pagellone per questa nuova edizione del Festival per eccellenza.

Sanremo 2012

Prima Serata

Le pagelle del Ghostrider71


E' tornato lo zio Ghostrider, un anno più vecchio, infinitamente pù cattivo, pronto per scodellarvi una cronacuzza con annesso pagellone per questa nuova edizione del Festival per eccellenza.

Bando alle ciance e cominciamo col racconto della serata.

Sorvoliamo sull'anteprima, triste backstage utile solo come contenitore pubblicitario e concentriamoci direttamente sull'intro dei comici (?) Luca e Paolo.

E' il trionfo del qualunquismo. Nella loro simpatica (?) canzoncina Luca e Paolo sciorinano tutta una serie di banalità trite e ritrite, lette milioni di volte negli articoli di due eminenti (?) quotidiani quali "Libero" e "Il Giornale". Tema portante: che faranno comici, satirici e giornalisti senza Berlusconi? Apoteosi della banalità ed insulto all'intelligenza degli spettatori. Sfortunatamente non finisce quì. Lo sproloquio susseguente aggiunge tristezza e noia ad una serata iniziata male. I due comici (?) infarciscono la loro performance di luoghi comuni polverosi e datati, propinati con solido mestiere certo, ma pur sempre stantii ed inutili. Il dubbio che si sarebbe potuto fare a meno di tanto squallore (ben pagato) è forte.

Fortunatamente l'entrata di Morandi ed il successivo"balletto lunare" di Ezralow (nulla di eclatante per la verità, ma almeno il livello è risalito) pongono fine alla tortura.

Comincia la gara, passiamo dunque ai pagelloni.

  1. DOLCENERA: Ci vediamo a casa. Il testo tutto sommato è interessante, blandamente ispirate alle traversie dei precari di oggi. La musica vorrebbe essere sostenuta ed energica, riuscendovi solo in parte. Si avvertono echi dei primi Mattia Bazar. Interpretazione elegante. 6,5

  2. SAMUELE BERSANI: Il pallone. Gradevole la metafora del pallone a rappresentare le traversie del lavoratore medio, sballottato tra incertezza e precarietà. Interpretazione inutile e dimenticabile per un motivetto banale e sciocchino. 4,5

L'impallarsi del sistema di voto (che, perdonate La malignità, puzza di bruciaticcio) permette a Morandi di introdurre il bravo Rocco Papaleo, vera boccata di acqua fresca dopo la tristezza dei due comici (?) Luca e Paolo. Il ritmo, pur rimanendo blando, ne guadagna.


  1. NOEMI: Sono solo parole. Un appunto a Morandi: il paragone con la Joplin è uno zinzino esagerato.Il brano presentato stasera sarebbe calzato a pennello, per testo e musica, a Mia Martini. Noemi, palesemente in pessima forma, lo maciulla gracchiandolo in modo querulo e vuoto. Dimenticabile. 4

  2. FRANCESCO RENGA: La Tua Bellezza. Il brano non è originalissimo ma funziona alla grande, anche grazie alla buonissima interpretazione di Renga. Sono lontani i tempi dei Timoria e si sente. 6,5

  3. CHIARA CIVELLO: Al posto del mondo. Brano godibile e fresco, di buon impatto, valorizzato da un'interpretazione improntata alla cifra dell'eleganza. 7

  4. IRENE FORNACIARI: Grande Mistero. Si esce dalla banalità con un brano robusto e coinvolgente. La Fornaiari onora Van De Sfroos, autore del pezzo, con la sua interpretazione grintosa. Decisamente sopra la media. 7

Esplosivo (è il caso di dirlo) l'ingresso di Celentano, Re degli ignoranti, Vate dell'apocalisse, Profeta nel deserto. Tra preformance musicali di alta fattura e concioni schiette e taglienti si riesce a passare sopra al mostruoso cachet corrispostogli. Adriano arringa il pubblico qual novello Battista, crudo, implacabile, senza peli sulla lingua. Può non essere condivisibile ma di sicuro è affascinante. Il suo intervento, concepito come un'ottima performance di teatro "off" anni '70, è lontano anni luce dai toni buonisti e rassicuranti del Benigni di un anno fa. Coinvolgente e magnetico.


  1. EMMA: Non è l'inferno. Un signor testo per un brano coinvolgente. Emma dimostra di essere maturata asssai con un'interpretazione solida ed emozionante. 7

  2. MARLENE KUNTZ: Canzone per un figlio. Imbalsamati, legati a stilemi obsoleti, residuato di uno pseudo-rock finto alternativo, i Marlene Kuntz annoiano. Il brano da loro stessi scritto ne esce penalizzato ai massimi livelli! La voce e l'interpretazione di Godrano sono, nella migliore delle ipotesi, imbarazzanti. 4

Per tamponare l'assenza della chiaccheratissima valletta (per le polemiche in merito consultare le maggiori riviste di gossip) vittima di una specie di infortunio, sono state convocate le vedettes dell'anno scorso: Belèn Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Glissiamo sulla patetica introduzione cantata e passiamo ad altro...

  1. EUGENIO FINARDI: E tu lo chiami Dio. Ben servito da un ottimo brano della cantautrice Roberta Di Lorenzo, Finardi si presenta in grande spolvero sul palco della kermesse sanremese. Interpretazione vibrante ed intensa per un testo delizioso ed introspettivo. 8

  2. GIGI D'ALESSIO E LOREDANA BERTE': Respirare. Brano banale e stantio, scritto tenendo d'occhio il portafogli più che il rispetto del pubblico. Se lo scugnizzo D'Alessio si difende col mestiere come un consumato cantante di night di quart'ordine, ad imbarazzare a tutti i livelli è la Bertè. Fantasma di se stessa, non si arrende all'ormai sopraggiuunta morte artistica, illudendosi di rinnovare i fasti dei giorni migliori. Peccato che risulti sgradevole e patetica. 3,5

  3. NINA ZILLI. Per sempre. Che voce, la fanciulla! Ricorda la Mina dei tempi migliori, esaltando il brano con un'interpretazione di gran lusso. Eh si, la Zilli svetta ampiamente sopra gli altri stasera. 8

L'ntermezzo "comico" di Rocco Papaleo merita una veloce menzione. Agrodolce, garbato ed intelligente, si distingue senza fatica nel mucchio di pattume che è la comicità di oggi. Bravo Rocco!

  1. PIERDAVIDE CARBONE E LUCIO DALLA: Nanì. La chioccia Lucio Dalla prende sotto la sua ala il pulcino Carbone e se lo cura con amore, confezionando assieme a lui una deliziosa canzone che parla dell'amore tra una prostituta ed un adolescente. Non canta, il buon Lucio, limitandosi a dirigere l'orchestra e a confezionare gustosi cori per la potente e personalissima voce del giovane cantante. 7,5

  2. ARISA: La notte. Che sorpresa! Arisa abbandona il look da befana dei cartoons e si scegli e un brano di tutto rispetto, che intepreta con eleganza e sentimento. 7

  3. MATIA BAZAR: Sei tu. Un brano in puro stile Matia Bazar (e ciò è bene) per la splendida voce di Silvia mezzanotte. Classe, fascino ed emozione. 7,5

Alla fine della trasmissione, come una doccia fredda, arriva la notizia: causa problemi tecnici sul sistema di voto, nessuno dei cantanti in gara stasera sarà eliminato! Non due ma quattro dei concorrenti della seconda serata subiranno l'onta dell'eliminazione. Il pubblico dell'Ariston reagisce a colpi di fischi, mentre chi scrive sente non puzza di bruciato ma tanfo di cadavere. Chi non si voleva buttar fuori stasera? Mah!

Curiosità: sono le 01:35 di mercoledì 15 gennaio 2012 e sul sito http://www.sanremo.rai.it ci sono tutti i video dei brani in gara tranne DUE: quello di Irene Fornaciari e quello di Nina Zilli. La cosa lascia da pensare.

Ma ora è tempo di fare le sante ninne e il vostro vecchio ed amorevole zio Ghostrider71 vi saluta e vi da appuntamento col pagellone della seconda serata.


P.S.

Anche l'intervento di Celentano è stato epurato dal sito ufficiale RAI! Luca e Paolo NO...

Meditate gente, meditate.


di Ghostrider71

Redazione ELFA

 
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