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RECENSIONE - Sinister

2013-03-15 12:49 by elfa (letto 451 volte)
Checchè se ne dica, fa paura. Sinister, ragazzi, è un horror di quelli convinti, che non camuffa la tensione col sangue e non annacqua le visioni.

Checchè se ne dica, fa paura. Sinister, ragazzi, è un horror di quelli convinti, che non camuffa la tensione col sangue e non annacqua le visioni. Nel sottoinsieme del genere dedicato al sovrannaturale, è una proposta interessante.

Le premesse, è vero, sono all'insegna del déja-vu: lo scrittore Ellison Oswalt si trasferisce con moglie e figli in una casa che, anni prima, era stata teatro di un'ecatombe familiare.

E, mentre rinviene alcuni nastri che lo illuminano sulla vita delle vittime, si accorge che un'oscura presenza incombe ancora sul luogo dei delitti. E' proprio la scelta di dilazionare la soluzione insinuandola nel tremolio inquietante del super 8 la vera chicca del film di Scott Derrickson: lo sdoppiamento dell'azione su due piani temporali e visivi paralleli aumenta la suspense e aliena totalmente lo spettatore, affogandolo nella tensione.

Ethan Hawke ha il giusto repertorio di espressioni sgranate da prestare all'affannoso protagonista. E l'intera confezione gronda terrore allo stato puro, gonfia com'è di topoi ultrarodati della migliore tradizione. Sinister è un horror da manuale, la proiezione in 2d di un racconto ispirato di Stephen King. Eppure, qui e là, pecca di appiattimento sull'ortodossia dei suoi canoni.

Nonostante Mr Boogie spaventi davvero, meglio sarebbe stato, forse, rimandare lo svelamento della sua identità alle sequenze finali.

Condensare l'aspettativa in un climax angosciante e prorogare la curiosità avrebbe evitato l'eccesso di apparizioni improvvise e scioccanti, annunciate da esplosioni di suoni cupi e urla strozzate, che ripiomba un buon film nel limbo affollato degli horror mainstream. E' la generosità con cui Derrickson semina soluzioni prevedibili, probabilmente con l'intento preciso di fare un film classico sul fronte tematico, che lascia un pò perplessi.

Detto ciò, se il fine ultimo era terrorizzare senza troppi artifici, rifiutando le scorciatoie splatter a favore di un girato scarno e realistico e affidandosi al vecchio prototipo del ghost movie con lo spettro assassino dai tratti mostruosi, Sinister va a segno. I salti sulla sedia, per un pubblico anche solo mediamente esigente, sono assicurati.


a cura di Elisa Lorenzini

Si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4Stelle

www.cinema4stelle.it

 
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