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RECENSIONE - MUFFA

2013-04-29 14:57 by elfa (letto 338 volte)
Negli anni 90 in Turchia l'idea di esprimere orientamenti politici critici nei confronti del regime imperante,...

Negli anni 90 in Turchia l'idea di esprimere orientamenti politici critici nei confronti del regime imperante, era considerata dissidenza e molto spesso, chi dimostrava contro il regime politico, veniva fatto sparire ed ucciso. Centinaia di persone sono scomparse nel nulla in questo modo, soprattutto giovani. Il regista Ali Aydin, di Istanbul, per sette anni ha elaborato una sceneggiatura che potesse concretizzarsi in un'opera cinematografica incisiva e convincente sulle famiglie dei figli "introvabili", sui figli scomparsi. "Muffa" Ŕ opera sua. Un film crudo e malinconico, carico di forte sentimento genitoriale. E' la storia di Basri (uno straordinario Ercan Kesal), uomo solo e solitario, guardiano delle ferrovie di un paese vicino ad Istanbul. Basri ogni giorno percorre 20 km, d'estate e d'inverno, sotto il sole e la pioggia, per compiere il suo lavoro di controllo dei binari. Nella sua rassegnata solitudine, l'anziano Basri scrive due lettere al mese, una al Ministero degli Interni, l'altra alla Questura del suo paese. Quelle lettere rappresentano per lui la perseveranza costante nella ricerca di notizie di suo figlio Seyfi, scomparso 18 anni prima a causa delle sue idee politiche contrarie al regime. Vivo o morto, Basri rivuole suo figlio. Lo vuole riabbracciare o piangerlo su una tomba. Pi¨ di una volta l'uomo dal volto contrito, dallo sguardo mansueto, dalla volontÓ imperterrita, Ŕ stato torturato e messo in isolamento nei sotterranei della Questura, ma come una spada tagliente non ha mai cessato di scrivere le sue lettere. In una ottomana Istanbul illuminata dalle bellezze della chiesa di S. Sofia, Basri, tra confusioni , rimorsi e tensioni della sua coscienza, guarda, dalla finestra dell' albergo che lo ospita, il grigiore annebbiato del Bosforo e si consola nella speranza di un'attesa che forse lo ricompenserÓ e sarÓ per lui liberatrice per sempre. Con un chiaro richiamo alla forza dei sentimenti raccontata da Dostoevskji, "Muffa" Ŕ un gioiello di pura arte cinematografica, in cui si coniugano una scrittura essenziale ed una capacitÓ registica encomiabile. Ali Aydin racconta un mondo di dolore e solitudine, un mondo che non si arrende alla sopraffazione, alle angherie, agli insulti. Il personaggio di Basri Ŕ lo specchio di sentimenti implosi, raccontati attraverso le parole del silenzio, degli sguardi bassi, dell'attesa, della sopportazione. La fotografia di Murat Tuncel restituisce un universo immenso, una natura selvaggia in cui l'uomo Ŕ un punto minuscolo ed inerme. Ed il piccolo, solo, uomo Basri, custodirÓ il suo dolore, alla fine come un dono, conquistato con una tenacia irremovibile, estenuante, disarmante. Premio "Sarajevo CineLink 2011, The Work in Progress", premio "Leone del Futuro-Premio Venezia Opera Prima(Luigi de Laurentiis)", "Muffa" Ŕ un film assolutamente da non perdere!!


a cura di Rosalinda Gaudiano

Si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4stelle

 
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