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Recensione - L'uomo d'acciaio

2013-06-19 00:22 by elfa (letto 491 volte)
La storia di Superman la conosciamo tutti e non è tanto per dire: la conosce davvero tutto il mondo.

La storia di Superman la conosciamo tutti e non è tanto per dire: la conosce davvero tutto il mondo. Il pianeta Krypton è abitato da creature dalle sembianze antropomorfe ma mille anni luce più all'avanguardia di noi terrestri, così avanti che, a corto di materie prime, hanno prosciugato il pianeta fino al nucleo e ora Krypton sta per esplodere. Jor-El e Lara Lor-Van, due splendidi esemplari kryptoniani, spediscono il loro unigenito Kal-El sulla Terra per salvargli la vita e dare al pianeta la speranza di rinascere. Kal atterra in Kansas nella fattoria dei Kent, che nascondono nel capanno la navicella spaziale e adottano il bambino dandogli nome Clark. Tutto bene fino ai trent'anni, quando il ragazzo, che nel frattempo è andato in giro per il mondo alla ricerca delle sue origini, scopre finalmente tutta la storia. A raccontargliela è il padre morto, una sorta di fantasma amletico che tutto sa e tutto può e ricompare periodicamente come guida spirituale o coscienza parlante. Quello che Clark non sa (e nemmeno il fantasma del padre) è che hanno attivato un segnale che li ha resi visibili ai superstiti di Krypton, tra cui il vendicativo Generale Zod, uccisore di Jor-El, che vuole ripopolare la Terra. Zod però non è disposto ad adattarsi alle condizioni atmosferiche del nostro pianeta come gli suggerisce Clark, perché ci vorrebbe troppo tempo, quindi decide che è meglio adattare l'atmosfera terrestre alle sue esigenze (maledetti alieni, vogliono tutto e subito!). Inizia in questo momento la guerra fra Clark, con tutina e mantellino d'ordinanza, un esiguo gruppo di kryptoniani e l'esercito U.S.A. che in 143 minuti di film sprecherà cinque tonnellate di piombo prima di capire che le pallottole non hanno nessun effetto sugli alieni e che è meglio lasciar fare a Superman. Dopo una quantità imprecisata di scene di combattimento tra Zod e Clark, tutt'e due velocissimi, capaci di volare e con una forza straordinaria, proprio quando sembra impossibile che uno prevalga sull'altro, in un crescendo di tensione, di spintoni e di rumore, Clark spezza il collo a Zod e finisce tutto. La prima mezz’ora di film era quasi convincente, fino a quando non è parso chiaro a tutti che ogni volta che compariva con il suo costume (su cui persino la madre ironizza), misteriosamente Clark cambiava anche acconciatura. Spettinato Clark/capelli all'indietro Superman. Ah! Ovviamente tutta la storia s'intreccia con l'idillio d'amore tra il nostro supereroe e la giornalista fresca di Pulitzer, Lois Lane: è lei che scopre la vera identità di Clark, lei che si arrampica tra i ghiacciai, lei che si allea con il fantasma di Jor-El per architettare un piano vincente. Insomma, lei la mente, lui il braccio. Alla fine, a pericolo scampato, chiaramente si baciano. Usare un soggetto così popolare ha i suoi rischi. Puoi prenderti la briga di chiamarlo Man of steel, puoi mettere Russel Crowe nei panni di Jor-El e anche Kevin Costner in quelli di Jonathan Kent, ma se non dai al film quel quid in più che lo distingua da tutti gli altri film sullo stesso argomento (e il 3D non conta), sarà soltanto uno in più. Il finale della storia è già noto al pubblico, è quindi necessario far leva su qualcos'altro. Non che sia facile intuire quale sarebbe potuta essere l'arma vincente, magari la narrazione dal punto di vista marginale di uno dei personaggi, o un'attenzione maggiore alla psicologia del protagonista, insomma qualcosa di inaspettato e in controtendenza. Invece no, tutto è prevedibilmente come da manuale, con una scarsissima attenzione ai dialoghi che finiscono per essere di una terribile ovvietà.


a cura di Francesca Cantore

si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4stelle

 
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