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RECENSIONE : IL GIUDIZIO DI ELEONORA@CONTESTACCIO (28-09-2010)

2010-10-07 21:28 by elfa (letto 508 volte)
Grinta, dolcezza, esotismo e senso dell'umorismo: tutte le caratteristiche migliori della femminilità si alternano e si mescolano nel rock esplosivo di una voce non comune, quella di Eleonora Giudizi, leader e vocalist della band che da lei stessa prende nome ,



Grinta, dolcezza, esotismo e senso dell'umorismo: tutte le caratteristiche migliori della femminilità si alternano e si mescolano nel rock esplosivo di una voce non comune, quella di Eleonora Giudizi, leader e vocalist della band che da lei stessa prende nome , "Il Giudizio di Eleonora".

Il gruppo capitolino si è distinto negli anni passati per la partecipazione a rassegne di rilievo anche internazionali, da Rock targato Italia, MTV a cut e Marte live fino al Festival de Musique du Monde de Saint-Paul-Le Dax, in Francia, e al YAMAHA Music Contest, dove nel 2006 i giudiziosi musicisti hanno conquistato anche Milano e vinto la prestigiosa manifestazione. Se la musica parla più lingue, d'altra parte, anche Eleonora non è da meno: al suo attivo ha pezzi firmati per artisti spagnoli come Chenoa ("Nada es igual", disco di platino), e Gisela ("Cuando estoy sola", disco di platino).

Il 2010 è stato finalmente l'anno della svolta discografica, che ha visto l'uscita del primo album della band, che porta appunto come titolo "Il Giudizio di Eleonora", e che è stato al centro del frizzante concerto electric live tenutosi la settimana scorsa al locale ConteStaccio di Roma.

Un'anonima serata autunnale di metà settimana trasformata in un trionfo di ritmo e colore dall'energia del gruppo e della sua voce fuori dal comune. Prodotto da Max Minoia (legato a nomi quali Morandi, Marina Rei e Califano) il disco è stato infatti composto proprio dalla dinamica Eleonora, con la collaborazione ai testi di diversi autori quali Francesco Testa e Vittorio Centrone. Il risultato sono canzoni graffianti e travolgenti come "Borderline" o "Femmina", due inni gridati a suon di rock all'indipendenza delle donne e a quel pizzico di dolce crudeltà che spesso caratterizza le più ribelli.

Stesso elogio che si percepisce tra parole e musica di brani più melodici come "Ci manca il pane", che ha l'insolito pregio di saper trasformare i piccoli dettagli del quotidiano in note amare di uno spartito malinconico.

Spazio però anche a maggior impegno e sofisticazione, con il rock metafisico di “Dimmi“, mentre colpiscono le sonorità etiche, esotiche e quasi tribali che la settimana scorsa hanno fatto risuonare di tinte calde il conviviale, eppur scatenato, ConteStaccio.
Un luogo intimo e amichevole dove scatenare in tranquillità tutta la propria voglia di ritmo (oltre che l'eventuale languorino di mezzanotte, visto che le cucine sono aperte fino a tardi).

Anche se quando un gruppo come "Il Giudizio di Eleonora", con una voce come quella della camaleontica cantautrice, spara in finale una versione a tutto volume di "Helter Skelter", l'unica scorpacciata da desiderare è quella di rock a volontà.





a cura di Laura Croce
REDAZIONE ELFA PROMOTIONS

PROMOZIONE WEB A CURA DI ELFA PROMOTIONS


 
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