Online: 2 | LOGIN | English

Home Servizi Roster Parters Contatti

Scritti Inversi Naturelfa

Quando farsi una pera voleva dire…

2012-05-07 07:43 by elfa (letto 676 volte)
Da sotto l’ombrellone, Lavinia guardò la nipote Sandra, di quattordici anni, stesa al sole con David, il suo boy friend, impaziente che arrivasse il nonno ...

- Ma quand’è che nonno si decide a darsi una mossa? Ho voglia di fare il bagno

Da sotto l’ombrellone, Lavinia guardò la nipote Sandra, di quattordici anni, stesa al sole con David, il suo boy friend, impaziente che arrivasse il nonno che li avrebbe portati con la barca al largo per potersi tuffare dove l’acqua era più limpida.

- Ah eccolo che arriva…- comunicò felice alla nipote avendo scorto il marito, con la sigaretta in bocca ed il giornale sottobraccio, che stava venendo verso di loro.

Alla buonora” stava per dirgli quando si accorse che aveva una faccia più nera del solito

- Che è successo, Nicola, come mai hai quella faccia?

Appena arrivato vicino a lei, senza rispondere, le porse il giornale e Lavinia poté leggere la notizia riportata in cronaca: “Anziano avvocato romano arrestato per droga” con la fotografia di Riccardo, un amico da lunga data del marito, di cui però da tempo avevano perduto le tracce.

- Allora, nonno, si va?

Nicola si tolse le scarpe e fece un cenno alla nipote che si alzò di scatto afferrando per la mano David e trascinandolo con lei verso la barca.

Nicola li fece salire e spinta l’imbarcazione fuori dal limite di divieto, mise in moto il motore.

Non riusciva a distogliere il pensiero da quanto era successo a Riccardo. Il giornale non dava molti particolari, solo che nel sottofondo della sua macchina sul traghetto proveniente da Istanbul, era stato rinvenuto un consistente quantitativo di droga.

Avevano fatto le scuole insieme e insieme si erano iscritti a Legge. E proprio all’Università, Riccardo aveva conosciuto Lidia figlia di un noto avvocato penalista.

I rapporti tra Lidia e Riccardo arrivarono ad assumere i connotati della convivenza, nel periodo prima della Laurea. Riccardo disponeva di una casa, ad Ariccia lasciatagli dalla nonna e con la scusa di potersi concentrare nello studio, ci si era trasferito e Lidia l’aveva presto raggiunto.

I genitori della ragazza, anche se non pienamente soddisfatti, avevano preso atto della situazione e il padre aveva offerto a entrambi la possibilità di lavorare nel suo Studio. Per Riccardo si trattava di una allettante prospettiva.

Oltre al lavoro, il padre di Lidia le aveva regalato un appartamento in Prati, vicino allo Studio Legale e così, appena laureati, Riccardo e Lidia avevano potuto coronare il loro sogno d’amore, anche se in realtà somigliava più ad una transazione d’affari.

Nicola era venuto a conoscenza che avevano divorziato dopo qualche anno e che il suocero l’aveva sbattuto fuori dallo Studio legale. Non avendo più rapporti con lui ne ignorava le cause, che certo dovevano ricercarsi nel carattere un po’ troppo spregiudicato e alle sue tendenze sessuali dissolute. Sul giornale si parlava di una sua amante ballerina turca.

Erano ormai arrivati a largo e Sandra e David si erano tuffati in acqua. Nicola li osservò con occhio compiaciuto; la nipote era veramente molto carina e anche David era un bel ragazzetto. Avevano superato gli esami di licenza media e avrebbe iniziato il ginnasio.

Nicola che non riusciva a distogliere la mente dalla notizia apparsa sul giornale, riandò con i ricordi al tempo del ginnasio quando lui e Riccardo avevano poco più dell’età di Sandra e David.

Quante ne combinavamo…” pensò fra se.

Ogni tanto Riccardo riusciva a sgraffignare da casa qualche posata d’argento e con il ricavato della vendite acquistava sigarette e liquori per bisbocciare con gli amici.

E quanti scherzi combinavano ai danni degli insegnanti e dei compagni.

Poi, osservando la nipote e il suo boy friend, non poté fare a meno di pensare al suo primo bacio (Come si chiamava lei? Ah sì, Adele): era stato durante una festa. Si erano poi seduti su uno scalino fumando una Nazionale in due, una tirata per uno, intervallata da un dolce bacio.

Non erano gli unici ad amoreggiare. Riccardo stava dietro a Rossana, la più procace della scuola, che non voleva saperne di lui. Riccardo non si voleva rassegnare e l’ossessionava finché lei, risentita, non gli disse ad alta voce:

Ma vatti a fare una pera…”

Aveva ancora nelle orecchie quella frase che aveva divertito un po’ tutti e non aveva scosso più di tanto Riccardo, che in fatto di faccia di bronzo non era secondo a nessuno…

Ripensando a quella frase, dopo quanto aveva letto, con amarezza e nostalgia, Nicola commentò fra se: quelli erano tempi in cui mandare qualcuno a farsi una pera, voleva semplicemente invitarlo ad andare a farsi un clistere…



a cura di Jean Cluade Riviere

 
Mi piace Non mi piace


I PIU' POPOLARI

I PIU' LETTI