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Prima i piaceri e poi i doveri

2012-11-27 07:01 by Misartik (letto 541 volte)
Testo destinato ad essere cantato. Critica sarcastica ai nuovi nati e al nuovo millennio.

Le cose, viste da vicino, sono così sfocate

Ma sembrano più belli i difetti mai apprezzati

Come un presbite senza occhiali e una notte senza fari


Cerco la cura dei dettagli troppo spesso ammalati

Un'iniezione di concentrazione su corpi maculati

Per il virus della distrazione che non ci rende fieri

E perché non prima i piaceri e poi i doveri?

Perché non prima i piaceri e poi i doveri?


Dov'eri? Figlio di un millennio infettato e viziato

Senza più secchiate in testa

Ma solo petardi per far festa

Risparmi sulle attenzioni e non sul fiato

E chi più dice più è premiato


Cerchi casa, cerchi lavoro, cerchi soldi

Trovi il vuoto, il male, il peggio e abbandoni il tutto

Non c'è ricchezza senza sorrisi, non c'è fierezza se ti privi

E allora perché non prima i piaceri e poi i doveri?

Perché non prima i piaceri e poi i doveri?


Dov'eri maledetta primavera

Proprio quando di fretta non ce n'era?

Non crescono nemmeno più i fiori

Perché il drogato non se li divori

Se fumassi gli anni sessanta

Del barbone non noteresti il cappotto di cotone

Ma solo la melodia che canta


Io cerco fortuna pestando escrementi

Tu ti stipendi servendo i parlamenti

Porto a casa un radioso sorriso

Sia sulla suola che sul mio viso

Perché ho seguito la regola del "non proibito"

Prima i piaceri e poi i doveri

Prima i piaceri e poi i doveri

 
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