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Morta Franca Rame lutto rosa del teatro della vita

2013-05-29 07:18 by elfa (letto 634 volte)
Franca Rame era figlia d'arte e la sua famiglia era legata al teatro dei burattini e delle marionette.

Nella collana di perle spezzata, perle che scivolano nella strada del mondo per essere raccolte e ricostruite di nuovo ce ne è una tra le tante da raccogliere è Franca Rame.

Tra burattini e burattinai si può creare, nascere e morire restando dentro l’immagine ideale dell’io perennemente in relazione con gli altri. Franca Rame era figlia d'arte e la sua famiglia era legata al teatro dei burattini e delle marionette. Moglie di Dario Fo con cui ha condiviso il palcoscenico e l’impegno politico, l’attrice Franca Rame è morta a Milano e aveva 84 anni, era malata da tempo. Nell’aprile 2012, un ictus l’aveva costretta ad un ricovero d’urgenza al Policlinico di Milano.

L’ Aula di Montecitorio le ha reso omaggio con un applauso corale, dopo un breve intervento dalla deputata Pd Barbara Pollastrini che ne ha annunciato la morte. In Senato un minuto di silenzio in segno di lutto, chiesto dal presidente Piero Grasso.

Tra le prime reazioni addolorate, quella di Antonio Di Pietro, che nel 2006 propose l’attrice come presidente della Repubblica e che la fece eleggere senatrice candidandola nel 2006 nelle file dell’Idv. Profondo cordoglio dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Massimo Bray, per la scomparsa di una “persona straordinaria, coraggiosa e instancabile, che ha contribuito in maniera indelebile alla diffusione della Cultura in Italia e all’estero, all’emancipazione dell’universo femminile e alla difesa dei diritti dei cittadini”. Sessantottina convinta, Franca Rame è stata una delle colonne del femminismo italiano.

Una vita dedicata al teatro, ma anche all’impegno civile. L’Italia perde una protagonista del panorama culturale, che tra il palcoscenico dell’arte e quello della vita, aveva calato un ponte da percorre in entrambi i sensi, da un lato per raccontare la realtà, spesso cruda, a sipario aperto, dall’altro per portare poesia nel quotidiano più aspro.


Roberta Valeriani

 
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