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Monopoli, e quella regola sconosciuta

2013-06-05 23:27 by elfa (letto 334 volte)
Pensate di sapere tutto sul Monopoli?

Pensate di sapere tutto sul Monopoli? Siete convinti che le interminabili partite con gli amici durante le vacanze estive o nelle fredde serate invernali siano state sufficienti per scoprire tutti i segreti di uno dei più diffusi giochi da tavolo? Aprite bene gli occhi perché probabilmente vi state sbagliando! A meno che non siate dei veri appassionati, infatti, è difficile che conosciate questa regola: se finite su un terreno libero con la vostra pedina, potete metterlo all’asta al miglior offerente invece di acquistarlo. La segnalazione, partita da un blog americano e rilanciata anche da molti siti di informazione, ha già fatto il giro del mondo, soprattutto virtuale. E anche se non sconvolge le sorti dell’umanità, la notizia sta producendo un dibattito piuttosto acceso. Da una parte chi ne vede i vantaggi, con possibili soluzioni strategiche in grado perfino di velocizzare il gioco. Dall’altra, invece, i detrattori che, restii a cambiare le proprie abitudini, disdegnano la ‘nuova’ regola. Secondo il gruppo degli oppositori, infatti, gli svantaggi sono notevoli. Il rischio, in particolare, sarebbe quello, a lungo andare, di guadagnare molto meno del valore di mercato di una proprietà. Insomma per avere la gallina oggi, si perderebbe l’uovo domani. Con l’aggravante di avvantaggiare gli avversari, che, avendo nelle mani più possedimenti, possono condurre il gioco fino a distruggere l’avido concorrente. Il consiglio degli esperti del Monopoli, insomma, è quello tradizionale: far circolare al meglio il denaro a disposizione nella fase iniziale della partita e investire sulle proprietà attraverso l’acquisto di case. Il resto dovrebbe venire di conseguenza. E la vittoria, che per i professionisti del gioco da tavola arriva nel giro di un’ora e mezza al massimo, è quasi assicurata. E’ difficile dire se la regola di mettere all’asta un terreno libero prenderà piede o meno tra i giocatori meno incalliti del Monopoli. Una cosa è, però, certa sin da ora. Il meccanismo che è alla base di questo strumento del tempo libero continua ad appassionare, nonostante gli anni che passano. Era, infatti, il 1903 quando Elizabeth Magie inventò “The Landlord’s Game”, un gioco concepito come uno strumento didattico per insegnare la teoria dell’imposta unica. Nel 1935 quell’idea, parzialmente rivista, divenne un successo commerciale grazie a Charles Darrow, un ingegnere disoccupato e alla casa editrice Parker Brothers. Il Monopoli sbarcò anche in Italia, dove le proprietà assunsero i nomi reali delle vie di Milano. Compreso il costoso Parco della Vittoria, che più recentemente è stato intitolato ad Indro Montanelli. Oggi il Monopoli è diffuso in quasi tutto il mondo. A parte Cuba, dove le autorità lo considerano troppo vicino alle idee del capitalismo. Chissà che la ‘nuova’ regola faccia cambiare opinione anche a Fidel Castro.

 

 
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