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Mai arrendersi senza combattere

2011-01-19 07:17 by elfa (letto 587 volte)


Dopo aver disputato un incontro ad Innsbruch, la squadra di Hockey su ghiaccio del Davos, stava facendo ritorno in Svizzera in treno.

Erano da poco partiti, quando Christian venne ad avvertire Mark che nel vagone accanto c’erano delle studentesse di un Liceo di Ginevra, di ritorno da una gita scolastica in Austria. Mark seguì l’amico nella carrozza vicina. Diverse ragazze erano nel corridoio a parlare tra loro, ma c’era anche una professoressa Cerbero che le teneva d’occhio.

Con fare disinvolto i due ragazzi passarono per il corridoio dando qualche furtiva occhiata alle ragazze. Mark incrociò due stupendi occhi azzurri che l’osservavano dall’interno di uno scompartimento.
Proseguirono arrivando fino al vagone successivo poi tornarono indietro. Quando giunsero davanti allo scompartimento della ragazza con i begli occhi, i due ragazzi approfittando che la professoressa era rientrata nel suo, s’introdussero all’interno e si sedettero in due posti liberi. Le ragazze sembravano tutt’altro che contrariate e a Christian e Mark non fu difficile attaccare discorso.

C’era pericolo che passasse il cane, come le ragazze chiamavano la loro professoressa, ma al minimo allarme i due ragazzi si nascondevano sotto i cappotti delle ragazze.
Restarono a parlare e scherzare con loro fino a quasi alla fine del viaggio. Naturalmente l’interesse di Mark era tutto per la ragazza dai begli occhi che avevano attirato la sua attenzione. Si chiamava Henriette e anche lei sembrava attratta da Mark, che ad un certo punto si alzò per assentarsi un momento, cercando di schivare la vigilanza del cane e ritornò con una sciarpa della squadra che donò ad Henriette, firmandola con un pennarello.

Il treno stava per arrivare a Zurigo e si dovettero salutare. Sul marciapiede della Stazione, mentre la squadra s’avviava a prendere il treno per Lucerna e le studentesse quello per Olten e Ginevra, Mark s’accorse che Henriette lo guardava con molto interesse, seguendolo con lo sguardo fino a quando furono costretti a prendere direzioni diverse.

Mark pensò molto ad Henriette nei giorni successivi. Non era riuscito ad avere il suo indirizzo ma sapeva quale scuola frequentava e decise di recarsi da lei.
Arrivò a Ginevra e trovò il Liceo. Le aveva portato un mazzo di fiori e dei cioccolatini e in attesa dell’uscita, si sedette a un tavolo di un bar proprio di fronte alla scuola.
Quando gli studenti cominciarono ad uscire, la cercò con lo sguardo e finalmente la scorse.
S’apprestò a traversare la strada ma la vide avvicinarsi ad un ragazzo che l’attendeva con il motorino. Henriette salì e si allontanò tenendosi abbracciata a lui.

Mestamente Mark si diresse verso la stazione, dopo aver regalato i fiori ad una anziana signora e i cioccolatini alla bambina che era con lei.

Tre sere dopo Henriette, con la sciarpa del Davos, seguiva in televisione la partita di hockey dove era impegnato il suo campione.
Le era sembrato di averlo visto all’uscita della scuola, proprio come aveva sempre sperato, subito dopo che il suo compagno aveva messo in moto. Lei l’aveva pregato di tornare indietro ma non era stato facile con il traffico e quando erano arrivati davanti alla scuola lui era sparito: indubbiamente doveva trattarsi di un frutto della sua immaginazione e del suo cuore innamorato.

REDAZIONE ELFA PROMOTIONS
a cura di Jean Claude Riverie

 
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