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Lo strano circo dei folli

2013-01-10 02:32 by elfa (letto 2098 volte)
Lo strano circo dei folli - Quando la saggezza ti porta a seguire il matto.

Lo strano circo dei folli

Quando la saggezza ti porta a seguire il matto.

 

Piatta la vita se la si imposta solo sui binari soliti della normalità, routine fatta degli usati suoni, sapori odori: la conseguenza più immediata è la noia.

Molto meglio è condire la propria quotidianità con la sapida spezia della follia, del pensiero sghembo ed imprevedibile, del guizzo creativo che spiazza e spazza le nubi della ripetitività.

Seguire il matto è la parola d'ordine, Follow The Mad la band giusta per insaporire momenti musicali con prospettive gradevolmente differenti.

Lo strano circo dei folli è l'album d'esordio della travolgente band romana, un lavoro

scritto ed arrangiato con energica onestà, dove raffinatezza e semplicità sono mescolati con sapienza.

Non si tratta di un lavoro freddo, impostato a tavolino: l'istinto e la passione dominano sul freddo calcolo, restituendo ai brani un'inusitata palpitante vitalità.

La prima impressione che si ricava dall'ascolto dell'album è che i pezzi siano stati concepiti per una loro fruizione live, ambiente principe della musica di qualità.

Successivamente ci si rende conto che il lavoro si presta anche ad un ascolto più meditativo, introspettivo, complici anche i testi, mai banali e taglienti come rasoi.

Le alchimie sonore sono fresche, innovative e gradevoli, puntigliosamente curate ed essenziali; estremamente funzionali alla complessità narrativa dei testi.

La Follia (la maiuscola è d'obbligo) intesa come impeto di vita, prismatica rappresentazione della nostra frammentaria esistenza è la vera protagonista di questo album; essa emerge in modo multiforme, cambiando continuamente maschera, sparigliando le regole del gioco dell'esistenza.

Essa emerge in tutta la sua ottocentesca sensualità in brani come Nancy e Bambola di cera (vero e proprio singolo di sfondamento); vibra di sarcastico humor macabro e nonsense in Due Ragazzi morti, Dottore o la disperatamente caustica Elefante; si veste di cosmica meditazione in Panta Rei; diventa labirinto di specchi e false illusioni in Sulle scale; si esibisce in  gran parata di vacuità in Si apre il sipario; auspica l'apertura di nuovi orizzonti in Il treno 2336 che, per soprammercato, ci riporta all'utopia  circense di Magical Mistery Tour.

Completano l'album We come in peace from Mars e Save Me, due brani che riflettono in modo fedele la vocazione internazionale dei Follow the Mad.

In conclusione siamo in presenza di un album che, caso ben raro, riesce ad affrancare la musica italiana dal goffo provincialismo che (ahimè) di solito la contraddistingue; un lavoro raffinato e complesso che porta il marchio della longevità, adatto al posto d'onore sui nostri scaffali.

 

a cura di Antonino Giorgianni

REDAZIONE ELFA Promotions

www.elfapromotions.com

 
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