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LA CONTESSINA GIULIA - I° PARTE

2011-04-11 12:15 by elfa (letto 719 volte)

Campagna Ferrarese - estate 1914

Sul treno che sbuffava lasciando dietro di se una scia di fumo, il giovane Dagoberto (che tutti chiamavano Berto) guardava fuori del finestrino nell’attesa di veder presto venirgli incontro i paesaggi familiari. Avevano lasciato Ferrara già da un po’ e ormai la sua stazione non doveva essere lontana. Sapeva che ci sarebbe stato ad attenderlo con il carretto suo padre. Per mandarlo a studiare a Bologna aveva dovuto fare i salti mortali e carte false. Ma tornando con il suo bravo diploma di ragioniere, Berto sapeva di averlo ripagato dei sacrifici.

E il ragazzo era contento non solo per lui, ma anche per il signor Conte, che gli aveva sempre mostrato fiducia e affetto. Quando il capo contabile gli aveva fatto rilevare come i conti del Fattore presentassero parecchie falle, il Padrone aveva voluto ignorare la cosa. Suo nonno gli aveva insegnato che “a fa men dan un ladar int n’ort ch’un sumar... fa meno danni in un orto un ladro che un somaro” e il Fattore il suo lavoro lo sapeva fare molto bene. E poi visto che la cresta era servita a far studiare il giovane e promettente Berto, per il Conte era un po’ come se gli avesse pagato lui gli studi, per poi prenderlo alle sue dipendenze.

Con tutte le Aziende che possedeva, il signor Conte gli avrebbe trovato un lavoro e lui avrebbe così potuto sposare Maddalena. D’altronde era da quando erano piccoli che giocavano a marito e moglie nel fienile, anzi a fare quello che fanno marito e moglie, almeno fino all’età in cui il gioco, perso il suo sapore ingenuo, stava rischiando di diventare pericoloso.

Il fischio acuto e prolungato della locomotiva avvertì il giovane Berto che stava finalmente giungendo a destinazione. Sceso dal treno fu investito dalle grida, dalle pacche sulle spalle e dagli abbracci dei suoi due cugini, Marcello e Bernardino.. Il padre di Berto non era potuto venire perché alla fattoria erano tutti in subbuglio e agitazione in quanto stava arrivando il signor Conte con la signora Contessa e la Contessina Giulia.

Avendo molte proprietà, il Conte non si faceva vedere molto spesso nella fattoria, preferiva convocare il fattore nel suo palazzo a Ferrara. Ancora più raro che venisse con tutta la famiglia.

Berto fece il conto che dall’ultima volta che aveva visto la Contessina erano passati almeno cinque anni. “Chissà - pensò - come deve essersi fatta bella”.

Si ricordò di quando la vide per la prima volta. Il Signor Conte, insieme al fattore, aveva voluto ispezionare la proprietà e la piccola Giulia era voluta andare con lui. Quando entrarono nelle scuderie, Berto, che allora aveva nove anni, era intento ad accudire la giumenta con il suo puledrino. La bambina avrebbe voluto rivolgergli alcune domande, ma non avendo il coraggio di farlo direttamente, preferì sussurrarle a bassa voce al padre che poi le riferì al ragazzo.

All’inizio un po’ timidamente, poi sempre più rinfrancato, Berto rispose alle domande dimostrando una non comune conoscenza dei cavalli, tanto che il Signor Conte si complimentò facendo inorgoglire il padre.

Ogni volta che tornava alla fattoria, la piccola Giulia non mancava di recarsi nelle scuderie e, senza aver più bisogno di intermediari, si fermava a parlare a lungo con Berto affascinata da quanto lui le rivelava sui cavalli e sugli animali in genere. Maddalena era un po’ gelosa di quelle visite e quando, partita la Contessina, Berto le si avvicinava, faceva la sostenuta.

Ma i ricordi di Berto vennero ben presto interrotti dalle domande dei suoi cugini interessati a sapere quante volte era andato in quelle Case di cui Bologna era rinomata. Naturalmente non immaginavano quante ristrettezze e privazioni sarebbero occorse per compensare una visita anche in una di quelle più a buon mercato. Ma Bernardino aveva anche delle battute su Maddalena che, secondo lui, da giorni era intenta a rinfrescare la nespolina da offrirgli come benvenuto.

Finalmente arrivati nel cortile della fattoria, Berto poté finalmente riabbracciare i genitori orgogliosi di lui e visibilmente commossi.

Posati i bagagli e messosi un po’ in libertà, Berto s’offrì di dare una mano a sistemare la casa per l’imminente arrivo dei padroni. E, dovendo scegliere, preferì aiutare Maddalena, intenta a preparare le camere da letto. Come i due cugini, anche lei fece qualche allusione a quelle case e Berto non poté fare a meno di pensare che avevano tutti un chiodo fisso. Ma a ben più maliziose allusioni si lasciò andare la ragazza mentre preparavano il letto della Contessina, tanto che Berto le corse dietro per darle una lezione e dopo qualche corsa e piroetta Maddalena si lasciò afferrare e baciare, ma non appena il giovane cominciò a farsi più intraprendente, lei lo scansò e scappò dicendogli d’andare a cercare la Contessina...

Quando il Conte con la famiglia e il suo seguito arrivò alla fattoria, Berto era andato a sistemare le bestie e non aveva così potuto vedere Giulietta. Dalla finestra della cucina riusciva a scorgere le finestre illuminate della sala da pranzo padronale, ma non la Contessina.

Aveva appena finito di cenare, che lo vennero ad avvertire che il Signor Conte voleva parlargli. Berto entrò nel salotto, piuttosto emozionato, insieme al Conte c’erano anche la moglie e la figlia. Il Conte si congratulò con lui e gli comunicò che aveva dato disposizioni che fosse assunto presso la sua Azienda di Suzzara.

Gli chiese se era contento: rosso in viso, Berto lo ringraziò di cuore. Anche la signora Contessa volle complimentarsi con lui, mentre la Contessina era rimasta in silenzio. Berto avvertiva il suo sguardo ma non osava guardare verso di lei. Forse interpretando il pensiero della figlia, il Conte chiese al giovane se era ancora appassionato ai cavalli. Berto rispose che avrebbe approfittato dei giorni di permanenza nella fattoria per dedicarsi a loro.

Preso commiato, il giovane corse subito a dare la bella notizia ai genitori. La madre era un po’ dispiaciuta perché dopo la lunga assenza per gli studi ora dovevano nuovamente separarsi, ma il padre le fece presente che restare nella fattoria voleva dire fare il contadino ed era proprio per evitare questo che l’avevano mandato a studiare a Bologna e sopportato tanti sacrifici.

Berto voleva andare a comunicare la novità anche a Maddalena. Uscì, ma passando vicino alla finestra della camera della Contessina la vide illuminata. La sua speranza, di poter scorgere Giulietta andò delusa. Ma se Berto non poté vedere la Contessina, Maddalena vide lui guardare quella finestra e il suo cuore ne soffrì.


a cura di  Jean Claude Riviere

 
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