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La caduta.

2013-10-12 01:41 by Mat H.Rogerson (letto 354 volte)

"Un bimbo, correndo a perdifiato al parco, inciampa e cade sul brecciolino, un po' di sangue sul ginocchio, e comincia a piangere. Suo padre, si alza dalla panchina, dove sedeva, e corre verso suo figlio, lo raggiunge, si inginocchia, e con un fazzoletto comincia a ripulirgli il graffio.
Il bimbo, tra lacrime e singhiozzi, parla a suo padre: "PapÓ, perchŔ si cade?"
Il padre: "Per ricordarci della forza di gravitÓ e della possibilitÓ di rialzarsi, ad esempio."
Di nuovo il figlio: "Ma come papÓ, la caduta significa due cose tanto diverse?"
Il padre: " Sý, e ti dir˛ di pi¨, nella prima dobbiamo per forza andare verso il basso e nella seconda dobbiamo per forza andare verso l'alto", il padre guarda il figlio, sorridendo a quel faccino coi lacrimoni, che si interroga su questioni che ancora non comprende ma immagina solo astrattamente. Replica il padre: "Figlio mio, t'accorgerai pi¨ avanti che ci sono tanti modi di cadere, tanti tipi diversi di caduta. Anche se dovessi cadere in centomila cadute diverse, tu vedrai due cose tanto diverse intorno a te e dentro di te, sempre prima una, e sempre dopo l'altra, in una dovrai per forza andare verso il basso e, nell'altra, dovrai per forza andare verso l'alto. La caduta obbliga a rialzarsi, la caduta ci insegna che si pu˛ cadere, la caduta, un giorno figlio mio scoprirai, serve a crescere e non solo a sbucciarsi le ginocchia." Il bimbo, si asciuga le lacrime rialzandosi, aggrappato alla mano tesa del padre, gli sorride". (Mat H.Rogerson)

 
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