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L'incontro 1° parte

2011-08-10 13:58 by silvana puschietta (letto 737 volte)
Due amiche si incontrano dopo trentacinque anni di vita vissuta

Aveva deciso d'incontrarla. Era stata la sua compagna di gioventù. La ricordava con i suoi capelli lunghi, color biondo scuro, la voce squillante, gli occhi vivaci e la sua gran voglia di vivere. Il ricordo era là, fermo. C’erano tante zone d’ombra, ma la sua immagine era ancora nitida.

Forse per le fotografie che aveva cercato quella sera? Le aveva passate una ad una e finalmente l’aveva trovata.

Eccola! Nel suo miniabito, davanti alla casa della signora inglese che l’aveva ospitata. Poi in un gruppo di ragazze compagne di scuola, durante una visita agli uffici del primo quotidiano della città, con a fianco un famoso campione di pugilato.

Poi con gli abiti da sciatrice mentre sorrideva felice e ancora insicura sugli sci. Sì, la ricordava molto bene, ma ora come sarebbe stata? L’avrebbe riconosciuta al momento dell’incontro? Si erano scambiate alcune telefonate.


Tutto cominciò da una ricerca fatta su Internet. Da quando era in pensione aveva tanto tempo libero e le piaceva passare ore davanti al computer a navigare. Un giorno, la nipote che si trovava a casa sua, le disse che esisteva la possibilità di comunicare via Skype con il mondo intero, senza costi, a condizione che anche l’ altro utente avesse lo stesso collegamento. Poteva quindi trovare persone dimenticate nel tempo.

Fu così che cominciò a cercare in rete gli ex clienti, che avevano fatto parte della sua vita lavorativa. Lei aveva avuto contatti con persone di tutte le nazionalità e ci teneva a mantenere rapporti, che le avrebbero permesso di continuare a parlare questa, o quella lingua straniera. Poi passò alle vecchie amicizie, che non sentiva da molto tempo, ed erano oramai nel mondo dei ricordi.

Fu proprio in quegli attimi di passatempo che le venne in mente il nome di Daniela: l’amica degli anni del liceo. Digitò il suo nome sulla tastiera. Apparvero più contatti. Uno solo poteva essere quello giusto. Quello che aveva come luogo il paese di Pinerolo. Ricordava molto bene che Daniela abitava, quando era giovane, in un paesino nei pressi di Pinerolo.

Ogni giorno lei prendeva il treno e arrivava nella città di Torino per frequentare le lezioni al liceo linguistico di via La Grange. Immancabilmente, alle otto del mattino, c’era lei, la sua amica Silvana, che l’aspettava all’angolo di Via Nizza, per fare il tragitto insieme. Erano compagne di banco, amiche di studio, complici quando bigiavano la scuola, confidenti dei primi amori, solidali nel viaggio all’estero, raggianti sui campi da sci, e soprattutto belle e giovani. Non esitò a pigiare sui tasti il nome, chiedendone l’autorizzazione di riconoscimento. Immediatamente vide apparire una scritta in basso sullo schermo.

La risposta dell’amica ritrovata era piena di gioia e d’emozione…: “Incredibile, ma come hai fatto a rintracciarmi?”, “Ho pensato a te tante volte”, “Che cosa fai, dove vivi?”, “Io abito sempre a Torino”, “Ecco i miei numeri di telefono, posso chiamarti stasera?”, “Certamente”, rispose lei, “Anch’io sono emozionata”

Le prese un forte batticuore, non credeva ai propri occhi; come aveva fatto? Era riuscita a trovare un’amica che non vedeva, pensò in quell'istante, da ben trentacinque anni. L’ultima volta era stata al suo matrimonio o, forse, quando stava andando in vacanza in Tunisia e lei andò a salutarla alla stazione del terminal aeroportuale?

Sì, erano veramente trascorsi molti anni. Una lunga vita era passata! Si scambiarono così la prima telefonata. Sentì il cuore in gola, quando lei rispose al telefono. La voce che arrivava al suo orecchio era un po’ estranea, più roca, più da donna matura. Pensò! Poi sentì la sua risata e la riconobbe subito. Rivide all’istante quei momenti passati insieme. Il tono della sua voce allegro, era quello di allora. Una carica di gioia la pervase e si rilassò.

Cominciarono a raccontarsi tutto di loro: marito, figli, lavoro, salute, genitori, amici comuni e tutti quei ricordi affiorarono come formiche da un formicaio. Era adrenalina pura.

Eccitate, le loro voci si sovrapponevano allegramente. Parlavano tra loro come se tutto si fosse fermato a 35 anni prima, con la differenza che quel tempo era stato intensamente vissuto e le loro vite erano ricche di avvenimenti, che ora avevano una voglia matta di raccontarsi.

La telefonata durò a lungo. Sfinite e felici si salutarono con la promessa d'incontrarsi prestissimo. Si erano ritrovate, le due amiche e il linguaggio era lo stesso di tanti anni prima. Sopraggiunse la sera. I mariti, stupiti, guardavano le loro mogli che con occhi lucenti raccontavano nei minimi particolari ciò che era loro successo quel giorno.

Quando misero le teste sui cuscini, Daniela e Silvana, pensarono: “Come ho fatto a far passare così tanto tempo senza sentirmi più con lei?”; “Eppure, mi è sembrato di continuare un discorso lasciato in sospeso anni prima e mai interrotto”; “E' sempre lei, non è cambiata… ah, se la ricordo bene !”; “Cara amica, Daniela”; “Cara amica, Silvana”.


Continua......

 
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