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INTERVISTA CON GLI AUDIOMATICA

2009-03-19 21:42 by elfa (letto 537 volte)
- Gli Audiomatica, si presentano al pubblico con un album dal titolo ??ontrofase?? Un disco che si compone di dieci pezzi estremamente curati. Cuore e passione convivono nel loro bel disco .......


Gli Audiomatica, si presentano al pubblico con un album dal titolo “Controfase”.
Un disco che si compone di dieci pezzi estremamente curati.
Cuore e passione convivono nel loro bel disco prodotto da U.d.U. Records. Ecco, di seguito, l’intervista con il gruppo composto da Gabriele Giorgi, Marco Girolamini, Giovanni De Luca e Lorenzo Varriale …

La prima domanda è quella classica.

In quale occasione sono nati gli Audiomatica?

La band nasce dalle ceneri di una precedente formazione. C’era la necessità di chiudere un’esperienza che, per così dire, aveva fatto il suo corso e la voglia di ricreare presto una realtà che desse la possibilità di esprimersi liberamente, composta da musicisti preparati nella condivisione di un progetto che fosse davvero importante.

Lavorare ad un disco come “CONTROFASE” ha rappresentato più una sfida o un gioco?
Ci sono entrambi gli elementi.

E’ stato tremendamente affascinante trascorrere oltre due mesi in studio di registrazione per lavorare alla nostra musica, al nostro disco d’esordio.
Con quella esperienza siamo cresciuti moltissimo da un punto di vista professionale e ci siamo divertiti come bimbi in un immenso parco giochi. Ma non abbiamo mai perso di vista il punto, la nostra sfida.
Si può facilmente comprendere che pubblicare un disco oggi è un azzardo, ma siamo convinti che ad una crisi si reagisce con la fantasia, la creatività ed una buona dose di coraggio!

E’ stato laborioso, portare a termine questo album?

Si molto. La realizzazione di un disco non si limita al solo lavoro in studio d’incisione. Prima di quella fase ci sono mesi in cui è necessario “testare” le canzoni con un assiduo lavoro di arrangiamento in sala prove e con i concerti: è centrale, a nostro avviso, la reazione del pubblico.
E poi nel nostro caso volevamo essere certi che tutto il filo conduttore dell’album fosse chiaro, nascondendo qua e là elementi celati tutti da scoprire…

Quali sono gli artisti che più vi piacciono?

Questa è una di quelle domande che ti fanno grattare il capo.
Abbiamo gusti simili per molti versi, ma ognuno di noi ha e conserva una propria identità anche musicale che contribuisce alla creazione delle nostre atmosfere. La lista dei nomi sarebbe molto lunga.
Diciamo che amiamo artisti che riescono a trasformarsi, reinventarsi e quelli che hanno una certa teatralità.

In linea di massima, come nasce una vostra canzone?

Solitamente dalla jam. Se uno di noi ha un’idea per un riff, un ritmo, una melodia la propone ed insieme si inizia a provarla per inquadrarla e comprenderla a fondo. A quel punto arrivano testo e melodie vocali.

Un vostro brano, prima di essere portato a termine, vede più stesure o in genere, rimane abbastanza fedele all’idea di base?

Come prima possiamo dirti che una canzone viene valutata con attenzione in sala e poi presentata dal vivo per vedere se abbiamo creato qualcosa di veramente valido.
Per Controfase abbiamo avuto la possibilità di testare i brani per due anni tra concerti e studio.
Abbiamo inciso le 10 che più avevano riscosso consenso e convinto noi.
In alcuni casi la canzone è cambiata, in molti altri è rimasta sostanzialmente la stessa di quando è nata.

La musica dovrebbe essere considerata cultura, eppure a volte si ha l’impressione che non sia così… che ne pensate?

Che a volte è più di un’impressione.
Non vogliamo entrare in polemiche ma c’è da considerare che qui da noi spesso tremiamo quando escono nuove regol , leggi, decreti, anche a livello amministrativo, che riguardano la musica. Forse c’è troppa gente che mette bocca.
In pochi possono parlare di scultura o cinema o teatro. Troppi vogliono parlare di musica.
Anche quando un’iniziativa che appare interessante si rivela essere nient’altro che uno spot elettorale.
La musica ha un legame antropologico con l’uomo, è nella nostra natura. Si tende forse a complicare troppo una cosa che è, per essenza, pura.

Vi piace di più il lavoro di creazione dei brani o la loro proposizione dal vivo?

E’ un insieme non divisibile. Amiamo la fase di composizione, ci emozioniamo quando un’ondata di ispirazione pervade tutta la band (come in questo periodo). Ma non è possibile prescindere dalla performance live.
Rappresentare, nell’accezione teatrale del termine, le nostre canzoni dal vivo è per noi la grande dimensione in cui mettere in luce i motivi che ci spingono in una certa direzione.

Quanto importanza riveste l’utilizzo della tecnologia nella vostra musica?

Abbiamo iniziato gli arrangiamenti di Controfase con l’idea di colorare il tutto con l’ausilio dell’elettronica in un disco registrato in analogico (questione di calore).
Pertanto possiamo dire che la tecnologia rappresenta un valido e sostanziale aiuto anche nella dimensione live.

Quali pensate siano le caratteristiche che danno ai vostri brani uno stile particolare?

L’omogeneità dello stile. Siamo soliti non cristallizzarci in un solo genere, ma la nostra vena è sempre decisamente rintracciabile!

Suppongo sia importante il rapporto con il pubblico. Un pubblico che si è evoluto con voi nel corso degli anni?

Siamo fortunati perché numericamente gli “audiomatizzati” sono cresciuti molto, specialmente dopo l’uscita del cd.
Per noi il pubblico è l’elemento principale. In questi 2 anni ci siamo presi le misure, abbiamo imparato a conoscerci e a costruire un gran bel rapporto.

Oggigiorno è difficile creare qualcosa di davvero nuovo?

Se un’idea, una visione è frutto di reale ispirazione merita l’appellativo di originale.
L’originalità in musica non è morta, è morente forse la voglia di scommettere in favore di cose che danno garanzia.

Che importanza riveste oggi l’immagine per chi fa musica?

E’ un elemento da tenere in grande considerazione, l’identità passa anche da come ci si presenta e da come ci si approccia in situazioni pubbliche.
È però un gioco di equilibrio: non deve esserci solo forma, ma anche sostanza.

E’ difficile mettere insieme le idee di ciascun componente del gruppo per far nascere una nuova canzone o concordate in pieno in ogni scelta?

Difficile no, sono sempre tenute in considerazione le opinioni di tutti. Le nostre canzoni sono tutte frutto del confronto, a volte anche serrato, ma che porta sempre alla soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

Un artista deve avere una sensibilità che va oltre la media?

Un vero artista HA una sensibilità sopra la media

A cosa vi ispirate per scrivere i testi delle vostre canzoni?

Alla vita, molto semplicemente. Ci piace osservare, catturare momenti, sensazioni, situazioni che val la pena di raccontare.
Quali sono i vostri prossimi progetti musicali?

Da ottobre stiamo facendo una lunga serie di concerti, portando avanti il nostro spettacolo, naturalmente anche per l’estate ci sono in programma dei festival a cui parteciperemo.
E magari stiamo già preparando il secondo album, chissà… vedremo….

a cura Di Andrea Turetta
Free Art News


Riferimenti web:
http://www.audiomaticaweb.it
http://www.myspace.com/audiomaticaband

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