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Intervista alla Banda POPolare dell'Emilia Rossa

2014-10-07 14:06 by Michela Zanarella (letto 1922 volte)
Nel cuore dell'Emilia nel 2011 prende forma la Banda POPolare dell’Emilia Rossa

Nel cuore dell'Emilia nel 2011 prende forma la Banda POPolare dell’Emilia Rossa, composta da militanti operai pronti a far sentire la propria voce e a far valere con impegno e determinazione i propri diritti di lavoratori.

Il loro obiettivo è fare politica attraverso la musica, riproponendo le canzoni di lotta tradizionali del movimento operaio, riarrangiate in chiave rock, prog, folk. I componenti della Banda sono Francesca Parlati (Studentessa molto precaria, Tastiera e voce), Giuseppe Violante (Rsu Fiom Maserati, batteria), Matteo Parlati (Rsu Fiom Ferrari, Basso), Marco Pastorelli (Rsu Fiom Crown, percussioni autoprodotte), Manuel Carrabs (Dipendente arci per forza, chitarrista per professione), Federico Ferrara (Insegnante precarissimo, Tastiera), Paolo Brini (Comitato Centrale Fiom, Voce). Hanno all'attivo un album autoprodotto "Rivoluzione Permanente".



D- Un nome d'arte sicuramente singolare "Banda POPolare dell'Emilia Rossa" con un chiaro riferimento politico. Come nasce il vostro gruppo?

 

R- Il nome del nostro gruppo, così come il simbolo, è una evidente storpiatura sarcastica ma allo stesso tempo esplicitamente legata alla tradizione della storia della resistenza delle nostre zone, del nome di una delle icone finanziarie di quel modello Emiliano degenerato e che di sinistra non ha più nulla da molto tempo come dimostra quel che sta accadendo in questi giorni con il governo PD che cancella lo statuto dei diritti dei lavoratori.

Il gruppo nasce dalla militanza politica e sindacale nelle principali fabbriche metalmeccaniche della nostra città (su tutte Ferrari e Maserati). Dall'esigenza da un lato di porre fine al conformismo vuoto e revisionista con cui si celebra ogni anno il 25 aprile e dall'altro di riprendere gli ideali veri, anticapitalisti e rivoluzionari della Resistenza oggi più attuali che mai.

 

D- Riproporre le canzoni di lotta tradizionali del movimento operaio, riarrangiate in chiave rock, prog, vi rende da un certo punto di vista originali nel panorama musicale odierno, cosa vi ha portato a fare questa scelta artistica?

 

R- Ci piace definire il nostro genere con il termine “internazionalista” che mi pare sintetizzi bene il senso del nostro far musica. La scelta di riprendere brani tradizionali sta proprio nell'attualità ed efficacia del messaggio che essi racchiudono. L'obbiettivo è rendere tale messaggio fruibile per le nuove generazioni. A tali brani si aggiungono anche brani inediti, scritti da noi. Nel secondo disco attualmente in elaborazione ed incisione, il numero di brani inediti sarà pari a quello di canzoni popolari già esistenti.

 

D-Come può la musica guidare l'umanità all'abbattimento del capitalismo per costruire una società migliore? Che messaggio volete lanciare in chi vi segue e sostiene?

 

R- La musica, e l'arte più in generale, sono la più alta forma di comunicazione umana. Perciò la musica, come sempre accaduto nella storia (si pensi per esempio al sostegno di Mozart e Beethoven attraverso alcune delle loro opere più famose alla rivoluzione francese), è uno strumento efficacissimo per diffondere e propagare “il virus” di idee rivoluzionarie. Sarebbe naturalmente ridicolo e banalizzante pensare che la musica possa sostituire libri e giornali, tuttavia può aiutare enormemente in termini di efficacia comunicativa. Di più, potremmo dire che la musica e l'arte sono una condizione non sufficiente ma necessaria per la rivoluzione.

 

D- Per voi gli ideali sono un valore indiscutibile, per cosa lotta la "Banda POPolare dell'Emilia Rossa"?

 

R- Crediamo che il motto del surrealista Andrè Breton e della sua F.I.A.R.I (Federazione Internazionale dell'Arte Rivoluzionaria e Indipendente) “Indipendenza dell'arte per la rivoluzione. La rivoluzione per la liberazione definitiva dell'arte”  sintetizzi bene il senso e la finalità del nostro fare musica. Noi lottiamo per il comunismo in fabbrica, al lavoro, come nella società usando ogni strumento, compreso la musica che ha per di più il pregio di far divertire e divertirci. Cosa che non guasta mai.

 

D-Come è avvenuta la realizzazione del vostro album "Rivoluzione Permanente"?

 

R- L'album è completamente autoprodotto ed autofinanziato. Questo per noi è un elemento qualificante perchè ci permette di poter fare la musica che ci piace e come ci piace senza dover sottostare ad esigenze commerciali. Ciò non vuol dire essere per principio contro a qualsiasi etichetta discografica, ma significa che se mai una Label fosse a noi interessata, dovrebbe subordinare il denaro all'arte e non viceversa. Il disco è stato inciso nello studio Decibel di Sozzigalli, in provincia di Modena, sotto la regia del nostro preziosissimo fonico ormai divenuto a tutti gli effetti e suo malgrado, l'ottavo irrinunciabile componente della nostra Banda.

 

D- Progetti ed ambizioni futuri.

 

R- Tutto il potere alla classe operaia...e un secondo disco attualmente in fase di realizzazione.

Grazie per la cortese attenzione che avete voluto dedicarci.


a cura di Michela Zanarella

per ELFA Promotions

 
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