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INTERMEZZO

2012-05-28 05:10 by elfa (letto 484 volte)

Gian Luca si stava dirigendo in aereo verso Parigi, dove si sarebbe incontrato con la produzione per accordarsi sulla sua partecipazione come attore non protagonista, in un film di spionaggio da girarsi in Marocco.

Per lui si sarebbe trattato del secondo film. Aveva infatti terminato da poco un remake di un film del ’40, Intermezzo, interpretato da Ingrid Bergman e Leslie Howard. Anche in quel film si era trattato di una parte non da protagonista, ma tutt’altro che secondaria. Nei confronti del vecchio film, era maggiormente incentrato sull’epilogo ormai prossimo della bella storia tra la giovane pianista e il maturo maestro. E’ la protagonista che la racconta, con relativi flash back, a un giovane con il quale era nata una sincera amicizia.

Il film era stato ambientato a Spoleto dove la coppia si sarebbe esibita al Festival dei Due Mondi, in quello che sarebbe stato la loro ultima esibizione insieme, e Gian Luca interpretava un giovane addetto all’organizzazione del festival, Proprio a lui lei confidava le sue pene d’amore. Nel soggetto cinematografico il giovane è innamorato dell’artista, ma è troppo timido per manifestare il suo amore. Gian Luca aveva interpretato molto bene il ruolo in quanto anche lui si era innamorato della giovane e bella Natalie Kent, che interpretava il ruolo che era stato della Bergman. Un amore, come quello del personaggio da lui interpretato, senza speranza.

Nel nuovo film in Marocco, l’interprete femminile sarebbe stata Judith Moore un tipo di bellezza opposto a quello della Kent. Se Natalie era bionda con un viso dolce, la Moore era bruna, aggressiva con un aspetto (e un ruolo) da mangiatrice di uomini. Nella sceneggiatura non era comunque prevista nessuna scena in cui Gian Luca avrebbe recitato insieme alla Moore.

L’incontro con i produttori era fissato per lunedì mattina e Gian Luca aveva pensato di approfittarne per passare il weekend nella Ville Lumiere.

Giunto all’Aeroporto Charles De Gaulle, si recò in Albergo. Gli avevano riservato una stanza all’Angleterre, nel cuore di Saint-Germain-des-Prés. Sapeva che in Francia era completamente sconosciuto (ma non è che in Italia lo fosse molto di più) ma non era niente male e se ne rese conto dalle occhiate delle ragazze in strada e sul metrò.

Non aveva fatto un programma preciso, preferendo l’estemporaneità. Comunque una mezza idea ce l’aveva. Andò a prendere il metrò alla Stazione Odeon, fermandosi a comprare Le Figaro, per scegliere quale spettacolo andare a vedere la sera. Arrivato alla fermata Grenelle cambiò e prese il metrò per la Tour Eiffel. Salì su fino all’ultimo piano per osservare il panorama della città.

Stava andando alla ricerca di un posto dove poter prendere un panino o crepes, quando notò una ragazza bruna in un chiosco di souvenirs intenta a rifarsi il trucco. Incrociò il suo sguardo attraverso lo specchietto e le sorrise.

La ragazza girò la testa verso Gian Luca che se ne uscì con una battuta e lei rispose scherzosamente. Si presentarono: lei si chiamava Paulette e sembrava piuttosto disponibile, così, Gian Luca le chiese a che ora terminava il turno e se potevamo andare a mangiare insieme e poi a ballare. Lei lo guardò e sembrò voler riflettere un momento, quindi rispose che aveva già un appuntamento per andare a ballare con degli amici, ma: se voleva poteva aggregarsi a loro, aggiungendo che si trattava di gente simpatica. Si dettero appuntamento per le sette e Gian Luca proseguì il suo giro turistico, quindi all’ora stabilita si fece trovare all’appuntamento con Paulette.

Prima di raggiungere gli amici che aspettavano davanti al locale, si fermarono a mangiare in un bistro.

Gli amici erano simpatici e Paulette lo presentò come Jean-Luc, senza aggiungere altro, d'altronde non sapeva molto di più e agli amici non sembrava importare molto.

Entrarono in una specie di cantina, affollatissima con luci psichedeliche. Paulette volle che fosse tutto suo, carezzandolo e baciandolo.

Ad un tratto dopo aver chiesto di aspettarla, si avvicinò ad una sua amica, che stava ballando. Parlottarono un po’ quindi tornata verso di lui, lo abbracciò felice e gli sussurrò all’orecchio che la sua amica Giselle, che abitava con lei, quella sera avrebbe dormito a casa del suo ragazzo e così potevamo andare liberamente a casa sua.

Francamente non gli era mai capitato di ricevere un invito così esplicito. Ma certo non se ne lamentava.

Ripresero a ballare e dopo poco Giselle venne ad avvertirli che andava via e chiese se volevano un passaggio. Salirono sulla Citroen del ragazzo di Giselle, Pierre che gli chiese di dove era e che lavoro faceva.

Gian Luca preferì rispondergli genericamente che lavorava nel cinema. Allora Giselle, che da quando si erano presentati lo scrutava attentamente disse che assomigliava ad un attore, ma non sapeva dire chi.

Quando arrivarono sotto casa Pierre domandò se volevano andare tutti insieme l’indomani in campagna dalla nonna che compiva gli anni. Dopo averlo consultato con lo sguardo, Paulette disse che sarebbero andati volentieri e restarono d’accordo sull’ora in cui sarebbero passati a prenderli.

Mentre stavamo per entrare nel portone Giselle augurò una bonne nuit, carica di sottintesi. E altrettanto allusivo rispose Gian Luca:

-Merci bien… la ménme chose à vous...

Paulette l’invitò a mettersi comodo mentre lei provvedeva a mettere un asciugami pulito in bagno. Poi continuando a parlare preparò il letto e Luca si offrì d’aiutarla. Si comportava come se dormire insieme fosse la cosa più normale di questo mondo. Si spogliò e in reggiseno e mutandine entrò in bagno dopo di lui che un po’ titubante si spogliò restando però in mutande. Quando Paulette tornò in camera era completamente nuda e gli domandò da che parte desiderava dormire. Mise un panno sopra al lume lasciando la stanza nella penombra, quindi s’infilò sotto il lenzuolo invitandolo a fare altrettanto.

Al risveglio, dopo averlo baciato, Paulette s’alzò e andò in bagno ad aprire l’acqua nella vasca, dicendogli che se voleva farsi la barba lei aveva l’occorrente.

Aveva appena iniziato ad insaponarsi, quando squillò il telefono. Paulette, ancora completamente nuda, gli chiese di controllare l’acqua e andò a rispondere in corridoio. Malgrado il rumore dell’acqua Gian Luca poté ascoltare quello che diceva:

No, mia zia non è ancora partita e oggi la devo accompagnare a far visite… non lo so quando parte… non ha ancora deciso…prova a chiamarmi domani… ma insomma! A te piace fare il comodo tuo? Ebbene anche io faccio quello che mi pare… sai che dispiacere… peggio per te se non mi richiami… stai tranquillo che io non ti cercherò di certo…”

Era piuttosto alterata e quando entrò in bagno aveva la faccia scura. Gian Luca l’attirò a se, la baciò con dolcezza e lei sembrò rasserenata. Avevano appena finito di prepararsi che si sentirono chiamare da Pierre e Giselle. Quando scesero, poiché non avevano fatto nessuno colazione, andarono a cercare un cafè aperto.

Dirigendosi verso la casa della nonna, Pierre chiese a Gian Luca se con il suo lavoro aveva la possibilità di girare parecchio ma Giselle volle sapere se aveva conosciuto attrici francesi.

Gian Luca menzionò un paio di attrici e naturalmente Natalie Kent

Arrivarono a casa della nonna all’ora di pranzo. C’erano parecchi parenti attorno una grande tavola in giardino, mentre per i bambini avevano apparecchiato un tavolo a parte. Dopo le presentazioni, loro quattro si sistemarono vicini. C’era un grande vociare e qualcuno, rivolse qualche domanda a Gian Luca. Un’anziana signora, saputo che era romano, volle raccontare che era venuta in pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo.

Come era facile prevedere il pranzo risultò buono e abbondante, accompagnato da ottimi vini. Erano in piena allegria e Gian Luca si ritrovò a raccontare anche qualche barzelletta in francese.

Terminato il lauto pasto, si stesero all’ombra a riposare. Poi i più giovani decisero d’andare a ballare in un posto vicino e anche loro si aggregarono.

Le ragazze sembravano piuttosto interessate e incuriosite dalla presenza di Gian Luca e volevano sapere da Paulette chi fosse.

Certo che tra tutti quei ragazzi, simpatici ma un po’ grossier, non poteva passare inosservato e anche lui ce la metteva tutta per risultare simpatico. Una cosa che gli fece notare Paulette, osservando che faceva il galletto con le ragazze:

“… un coq dans sa basse-cour …

In un momento in cui Paulette era occupata Giselle, ci tenne a dirgli che la sua amica non era sempre così…

Così come?”

Non è una che va in giro à draguer les garçons. Quello che ha fatto con te è forse per ripicca con Philippe o perché tu non sei un ragazzo che si incontra tutti i giorni e le piaci, oppure tutte e queste cose insieme…”

In macchina, Giselle tornò alla carica sul fatto che era sicura che fosse un attore:

- Non me la dai a bere: sei proprio un attore cinematografico e da come ti sono brillati gli occhi parlando di Natalie Kent, sono sicura che tra voi c’è, o c’è stato, qualcosa di più di una semplice conoscenza…

Allora, sicuro che non l’avrebbero preso sul serio, rispose:

- Ebbene, sì…e tra qualche giorno partirò per l’Africa dove girerò un film con Judith Moore e tra le sue braccia cercherò di dimenticare Natalie che ha preferito un altro a me…

Aveva già avvisato Paulette che non avrebbero potuto passare la notte insieme in quanto la mattina dopo aveva un appuntamento molto presto.

Pierre lo volle accompagnare fino all’Angleterre osservando che alloggiava in un Albergo di lusso. Gian Luca volle precisare che non pagava lui e Pierre commentò che lo trattavano bene.

Paulette volle scendere dalla macchina per accompagnarlo all’ingresso e baciarlo. Su suggerimento di Giselle, gli chiese di salutare Natalie e lui le rispose di salutare Philippe.

Merde!” fu la sua risposta…


Quando tornò a Roma dopo aver girato il film in Marocco, nelle sale, non solo italiane, era uscito il film Intermezzo.

La scena in cui, con il cuore ferito, ascoltava e confortava la protagonista aveva fatto breccia nel cuore delle spettatrici e trovò parecchie lettere, con foto, di giovani samaritane pronte a curare le sue ferite d’amore. E ce n’era anche una proveniente da Parigi.

Cher Jean-Luc,

Siamo andate a vedere il film Intermezzo e appena sei apparso tu, Giselle ha detto ad alta voce “ma quello è proprio Jean-Luc”. In fondo c’eravamo accorte che non eri un ragazzo qualsiasi, anche se hai tenuto a restare in incognito…

Non posso che farti i complimenti, anche a nome di Giselle che secondo me deve essere amouruese de toi, perché si è mostrata gelosa di Natalie… Pensiamo che anche il film in Africa era una cosa vera. Ne girerai ancora? Facci avere tue notizie e magari mandaci tue foto con autografo. Giselle farebbe salti di gioia e anche a me farebbe piacere.

Beaucoup de saluts sincères

Paulette.

P.S. Con Philippe va sempre più di merda ma non mi so decidere a lasciarlo...


Qualche mese dopo Gian Luca ebbe l’opportunità di tornare a Parigi

Provò a chiamare Paulette e riuscì a parlarci.

- Jean-Luc, ma sei proprio tu… che bella sorpresa. Quando lo saprà Giselle! Che ci fai a Parigi? Sei venuto per girare un film?

Rimasero d’accordo che sarebbe passato a prenderla lunedì sera.

Salì fino al suo box nella Tour Eiffel.

Paulette lo stava aspettando e gli gettò subito le braccai al collo, poi disse che aveva una sorpresa, anzi due, la prima era Giselle che sbucò fuori per abbracciarlo, la seconda era costituita dal fatto che la stessa Giselle avrebbe dormito fuori e lasciava l’appartamento tutto per loro. Si erano avvicinate anche altre ragazze dei box vicini e Gian Luca dovette rilasciare qualche autografo. Con Giselle si fermarono al bar della Tour Eiffel e poi si separarono. Con Paulette entrarono in un bistro e quindi andarono a casa sua.

Paulette non nascondeva la sua gioia di ritrovarsi nuovamente con lui.

Era veramente una ragazza solare che si accingeva a fare l’amore con la stessa ingenua felicità di una bambina che ha trovato una ciotola di ciliegie e si appresta a mangiarle con un suo amichetto.


Disse che finalmente si era liberata di Philippe. Gian Luca le chiese se c’era un altro e lei ridendo rispose “più di uno” aggiungendo che così era bello, senza legami, libera di andare con qualcuno solo finché ti piace…

Poiché non sarebbe ripartito prima di lunedì, Gian Luca le prospettò di passare insieme il fine settimana, ma lei disse che sabato e domenica sarebbe andata a trovare i suoi fuori Parigi.

Ricordando la telefonata di quella mattina, le domandò se era una scusa come quella che aveva messo con Philippe. Rise e guardandolo con aria furba gli chiese che scusa aveva messo con Natalie…


a cura di Jean Claude Riviere


 
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