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Imaginaerum { 2011 } - NIGHTWISH

2014-07-27 07:10 by Jackie (letto 1001 volte)
Recensione musicale - Imaginaerum è il settimo album in studio della band symphonic metal finlandese Nightwish

Genere: Symphonic Metal, Power Metal

Compositore: Tuomas Holopainen, Marco Hietala e Pip Williams

Tracce

Taikatalvi

Storytime

Ghost River

Slow, Love, Slow

I Want My Tears Back

Scaretale

Arabesque

Turn Loose The Mermaids

Rest Calm

The Crow, The Owl And The Dove

Last Drive Of The Day

Song Of Myself

Imaginaerum


Artista:

Anette Olzon; voce

Emppu Vuorinen; chitarra

Tuomas Holopainen; pianoforte e tastiere

Marco Hietala; basso e voce


Jukka Nevalainen; batteria e percussioni


Imaginaerum è il settimo album in studio della band symphonic metal finlandese Nightwish, l’ultimo in cui partecipa la cantante Anette Olzon, dopo 5 anni il suo debutto con l’album “Dark Passion Play”.

Le canzoni sono sempre scritte dal compositore e tastierista del gruppo Tuomas Holopainen, coadiuvato dal collega bassista Marco Hietala nella composizione del secondo singolo estratto “The Crow, The Owl And The Dove”.

L’album in sé per sé è già spettacolare, se poi i Nightwish vengono coadiuvati dalla London Philarmonic Orchestra per l’esecuzione dei brani, l’album diviene un capolavoro.

Come suggerisce il titolo, tutto l’album è basato sul mondo della fantasia e dell’immaginazione, appunto; un mondo dove possiamo rifugiarci in caso di necessità, un mondo che, seppur legato con l’infanzia, non muore mai con l’avanzare dell’età.

Infatti, per questa sua particolarità, dall’album è stato tratto un film omonimo, “Imaginaerum” ,di cui l’album è colonna sonora e anticipazione videografica.

 

 

I brani, a differenza degli altri presenti in precedenti album, come “Nemo” dell’album “Once” hanno toni molto più graffianti e decisamente metal per meglio adeguarsi alla voce potente di Anette Olzon, come può notarsi in “Storytime” o in “Amaranth” di “Dark Passion Play”, a differenza di quelli decisamente più sinfonici in cui l’ex-cantante del gruppo Tarjia Turunen, con la sua voce lirica rendeva possibile l’impossibile: la lirica con la potenza del metal.

La Olzon, però, dà il meglio di sé nella canzone “The Crow, The Owl And The Dove” dove, accompagnata da Marco Hietala, in cui la sua dolcezza ben rappresenta la colomba in netto contrasto con la voce aggressiva e roca del bassista che ben rappresenta il corvo.

 

Jackie


 

 
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