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IL MIO NOME E' BARNABAS COLLINS

2012-06-12 11:24 by Tiziana Lungo (letto 1335 volte)
Oscure ombre, creature della notte che si risvegliano dalle loro bare per tormentare i vivi.

Oscure ombre, creature della notte che si risvegliano dalle loro bare per tormentare i vivi. Questo potrebbe essere lo scenario dell'ennesimo film horror ma se alla regia troviamo Tim Burton e come vampiro c'è Johnny Depp allora tutto cambia.

Ebbene si sono ben otto, in vent'anni di carriera, le volte in cui Depp e Burton hanno lavorato insieme e sicuramente ce ne saranno molte altre. La loro ultima fatica è “Dark Shadows”, dopo la tanto discussa parentesi di “Alice in Wonderland”. Già dalle prime battute lo spettatore viene accolto a braccia aperte in un mondo gotico in cui la macchina da presa si muove senza alcun problema tra i vivi e i (non)morti.

Il film è tratto dall'omonima serie TV/Soap Opera di Dan Curtis (1966/1971) e dalla sceneggiatura di Seth Grahame-Smith (l'autore di “Orgoglio e Pregiudizio” e “Zombie”): siamo negli anni sessanta quando la famiglia Collins comincia a battere i primi colpi nel modo televisivo, vampiri, licantropi, zombie e tant'altro sono racchiusi in un mondo fatto di mistero ma anche di molta comicità.

Nel 1752 i coniugi Naomi e Johsua Collins col figlio Barnabas, da Liverpool in Inghilterra partono per gli Stati Uniti d'America ed arrivano nel Main. Ed è proprio qui che nasce la loro fortuna avviando un impero commerciale sulla conservazione del pesce e fondando una cittadina che porta il loro nome: Collinsport.

Anni dopo, Barnabas è un giovin signore ricco e di bell'aspetto, che s'innamora perdutamente della dolce Josette e infrange così il cuore di Angelique Bouchard, che lo aveva servito e adorato. Assetata di vendetta, Angelique, che è una potente strega, lo tramuta in vampiro e lo fa seppellire vivo. Al suo risveglio, nel 1972, Barnabas scopre che il suo maniero e la sua famiglia sono andati in rovina e che l'intera città vive nel mito dell'intraprendente Angie, imprenditrice di successo e vecchia conoscenza di Barnabas. Il “vampiro dandy” cercherà di risollevare le sorti della sua famiglia.

Più di qualcuno ha detto che questo film sembra opaco e privo di mordente, che, invece, i precedenti film di Tim Burton avevano come arma per attirare la gente e soprattutto per soddisfarla. Ma non si può pretendere sempre un colossal ogni volta che un regista sforna un nuovo film.

Ultimamente vanno di moda i tipi “vampireschi” ed anche Tim Burton non si è tirato indietro tanto da dare al suo amico, l'attore Johnny Depp, il ruolo da protagonisca dove ci si ritrova perfettamete ed infatti ad un'intervista ha dichiarato che aveva sempre sognato di interpretare questo personaggio. Con questo film, il regista dimostra ad ogni inquadratura di essere superiore alle mode fino a renderle curiose e a volte anche divertenti. Potremmo facilmente paragonare i Collins alla famiglia Addams tanto sono strani ed a modo loro originali.

Mentre l'originale è un po' melodrammatico, qui Burton ha voluto dare una nota eccentrica ed umoristica a Barnabas. Prima tra tutte c'è il vampiro che esce dalla bara dopo due secoli e, spaesato in un'epoca che non riconosce, scambia la M del logo di McDonald's per la sigla diabolica di Mefistofole poi l e sue unghie che testano l'asfalto, la sua brama per la “lava rossa” della lampada, la sua perplessità per Scooby Doo ed il confronto con gli hippies.

Oltre a Johnny Depp, che in queste vesti lo vediamo più carismatico e più energico di Jack Sparrow, troviamo anche un'affascinante Eva Green ma la grazia di Michelle Pfeiffer non è da meno (la ricordate nei panni di Catwoman?)

I momenti di tensione ovviamente non mancano ma sono presenti altrettanti momenti comici grazie alle battute di Barnabas/Depp; anche stavolta, infatti, Tim Burton si è divertito a rifare un film mettendoci del suo che come al solito non è mai poco. Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo film, dalla mente creativa di Tim Burton?


a cura di Tiziana Lungo

per ELFA Promotions

 
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