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IL BRUTTO ANATROCCOLO - PARTE 1°

2012-01-10 12:02 by elfa (letto 589 volte)
Vi invitiamo di cuore ad immergervi in questa versione tutta moderna de "Il Brutto Anatroccolo" e a farci sapere se è di vostro gradimento. a presto le altre 2 puntate....

Dopo aver preso accuratamente le misure per le tende, Ludovica uscì per recarsi al negozio di tessuti all’inizio del Corso. Era l’unico in quella piccola cittadina e non si poteva certo dire che fosse ben fornito ma in fondo a lei occorrevano delle tende semplici écru, che sicuramente non dovevano mancare.

Era in attesa di essere servita, quando una ragazza sui venticinque anni che sembrava indecisa nella scelta delle stoffe, le chiese un parere. Ludovica fu lieta di consigliarla.

- Lei non è di qui? - le chiese la ragazza avendo notato il suo aspetto raffinato.

- Io qui ci sono nata – le rispose Ludovica – e ci ho vissuto fino alla licenza magistrale.

- Allora sicuramente avrà conosciuto mia madre: i miei nonni sono i proprietari della farmacia di fronte al Comune…

- Chi Elisabetta? Ma certo che la conosco: i miei hanno la merceria a pochi metri dalla farmacia. Io e tua madre siamo state amiche d’infanzia e abbiamo fatto le scuole insieme… allora tu sei Barbara. E come sta tua madre?

- E’ la classica moglie d’un Notaio…

Ludovica non capì a cosa alludesse ma dal tono sprezzante con cui l’aveva detto non le fu difficile intuire che i rapporti tra madre e figlia non fossero idilliaci.

- E tuo padre?

Questa volta il viso di Barbara s’illuminò.

- Lui è stupendo: bello e interessante… non capirò mai mia madre che lo ha lasciato… e poi per sposare… lasciamo perdere…

- E pensare che era innamorata di tuo padre sin da bambina… d’altronde lo eravamo un po’ tutte…

- Ho visto le foto di quando erano giovani:formavano una bellissima coppia e sembravano molto innamorati uno dell’altra…

- Lo erano, infatti. Al matrimonio c’ero anche io… e ho assistito anche al tuo battesimo…

- D’altronde tra i due avvenimenti non era passato molto tempo…- commentò in modo sarcastico Barbara, facendo capire che sapeva benissimo di non essere nata prematura…

Uscite insieme dal negozio s’andarono a sedere al Bar del Duomo. Restarono a parlare e Ludovica invitò Barbara a darle del tu in quanto in un certo senso si sentiva sua zia.

Barbara accennò ancora ai dissapori con la madre e con il patrigno dicendo che aveva preferito passare più tempo possibile con i nonni ma i momenti più belli erano stati quelli in cui poteva stare con suo padre. Ormai questi problemi erano superati in quanto si era laureata in Farmacia e tra meno di una settimana si sarebbe sposata con un giovane medico dell’Ospedale… tanto per restare nell’ambito della Sanità.

Da parte sua, Ludovica le raccontò che era giornalista di moda e viveva ora a Roma. La nonna le aveva lasciato una casa in paese e lei l’aveva risistemata in quanto voleva venirci spesso per riposarsi e smaltire lo stress.

Al momento di separasi, Ludovica promise a Barbara che si sarebbe recata a casa sua per darle qualche ulteriore suggerimento.

- Salutami tuo padre quando lo vedi… - poi però ci ripensò - no, non gli dire niente… sicuramente non si ricorda di me e se si ricorda ha una immagine molto diversa da adesso…”


Arrivata a casa, Ludovica, andò a prendere il vecchio album delle fotografie e trovò subito la foto fatta in terza media insieme a Elisabetta e Giordana. La prima cosa che pensò vedendo la foto fu:

Dio mio quanto ero brutta…”

Aveva un corpo infantile con due braccette magre e, come le dicevano i ragazzi, sul petto c’era passato San Giuseppe con la pialla…

Le uniche a salvarsi erano le gambe, abbastanza ben fatte, ma la parte più brutta era il viso: con un naso sgraziato, l’attaccatura dei capelli piuttosto bassa e sopracciglia foltissime che sembravano combaciarsi.

Certo loro tre costituivano un trio veramente male assortito: Giordana era la più procace, con un bel seno, un altrettanto bel di dietro e (diciamolo) una faccia da puttanella ancor più di quanto in realtà lo fosse. La più carina era Elisabetta, curata nel vestire, un bel personalino, capelli biondi e un bel viso.

Come aveva accennato a Barbara tutte e tre, come tante altre del paese, erano innamorate di suo padre, Guido, allora studente d’Ingegneria.

Lui, pur essendo cordiale con tutte, non si era lasciato abbindolare da nessuna ragazza del luogo e poiché stava spesso a Roma per frequentare l’Università, erano convinte che lì avesse la ragazza e forse più d’una.

Ludovica era completamente fuori gioco ma le altre due invece nutrivano qualche speranza.

La prima a provarci fu Giordana. Una mattina che pioveva, pensò bene di uscire senza ombrello e di marinare la scuola. Salì a casa di Guido che stava preparandosi per un esame e gli chiese se poteva ripararsi dalla pioggia. Non gli avrebbe dato alcun fastidio, lasciandolo studiare mentre lei si sarebbe seduta in salotto a leggere. Poiché aveva i vestiti zuppi (Giordana aveva appositamente cercato di bagnarsi il più possibile) Guido l’invitò ad andarsi a spogliare in bagno e mettere i vestiti ad asciugare sul termosifone. Le diede una vestaglia per coprirsi mentre i vestiti si asciugavano.

Giordana fece quanto lui le aveva detto togliendosi tutto, anche se non era necessario, e uscita dal bagno, con la vestaglia semi aperta si avvicinò a Guido e per ringraziarlo lo baciò. La ragazzina aveva fatto in modo che piegandosi verso di lui il seno uscisse allo scoperto. Guido era fatto di carne e l’attirò a se. Lei gli si avvinghiò mentre lui la frugava per tutto il corpo. Ma ad un tratto Guido si fermò pensando (giustamente) che la ragazzina poteva aver escogitato quel marchingegno per incastrarlo e riuscì a fermarsi prima di addentare l’invitante esca.

Giordana ci rimase male ma non voleva ammettere, davanti alle amiche, di aver fallito. Così rivoltò la frittata dicendo che lui aveva fatto di tutto per farla sua ma lei non aveva ceduto. L’aveva visto strisciare ai suoi piedi e ora si sarebbe divertita a giocare come il gatto col topo.

Chi ci rimase veramente male fu Elisabetta che da quel momento, quando incontrava Guido, voltava la testa dall’altra parte lasciandolo piuttosto perplesso in quanto con lei si era sempre mostrato gentile.

Passato un po’ di tempo, però a Elisabetta venne più d’un sospetto che quello che aveva raccontato Giordana non corrispondesse a verità e il suo atteggiamento verso Guido cambiò nuovamente. E poiché Elisabetta diventava ogni giorno più carina, ben presto lui cominciò a farle la corte che lei fu ben lieta di accettare. E questa volta Guido, non evitò di far scattare una trappola che lui sapeva essere d’oro. E non appena Elisabetta si diplomò, si sposarono.


di Jean Claude Riviere

REDAZIONE ELFA Promotions

 
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