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I Momix a Bologna

2011-01-24 20:51 by elfa (letto 643 volte)

I Momix hanno riempito il Teatro EuropAuditorium di Bologna dal 18 al 23 gennaio, per festeggiare i trent’anni di attività con Momix Remix, uno spettacolo di Moses Pendletor

Non è da tutti riuscire a riempire per quattro giorni consecutivi il Teatro EuropAuditorium di Bologna (senza considerare lo spettacolo doppio del sabato!). I Momix ci sono riusciti e, neanche a dirlo, gli applausi sono fioccati da ogni angolo della sala.

Vederli per la prima volta è un’incredibile sorpresa. Non possono non colpire lo spettatore ignaro! Rivederli a distanza di tempo è sempre entusiasmante e piacevole. Diretti da Moses Pendletor, storico fondatore della compagnia, i Momix sono tornati a ballare con "Momix Remix", un super-condensato di tutte le migliori performance messe in scena fino ad oggi.

I balletti provengono dagli spettacoli che in questi ultimi anni hanno segnato il grande successo del gruppo:
“Bothanica”, “Momix Classics”, “Opus Cactus”, “SuperMomix” e “Sun Flower Moon”, più due inediti intitolati “Baths of Caracalla” e “If you need some body”.

Sul palco, i dieci fantastici ballerini/illusionisti sono dei veri e propri maghi nel fondere insieme effetti visivi, giochi di luce, costumi, corpi, coreografie e intrecci.

La direzione di Moses Pendletor, aiutato dal coordinamento artistico della moglie Cynthia Quinn, è magistrale come sempre. Si va dal duetto di Rebecca Rasmussen e Steven Marshall, già visto più volte in televisione, ai balletti di sole donne o di soli uomini, fino ai pezzi più vivaci, che coinvolgono l’intero corpo di ballo.

Presentato da Julio Alvarez, "Momix Remix" è uno spettacolo che intende festeggiare i trent’anni di attività della compagnia, fondata nel 1980 e ormai affermata a livello internazionale.
Proprio per questo motivo non potevano mancare le figurazioni di “Passion” sulle musiche di Peter Gabriel (che nel 1992 resero i Momix improvvisamente conosciuti in tutto il mondo), come pure il noto pezzo “Baseball”, ispirato nel 1994 dall’esperienza con i San Francisco Giants.

Insomma, sul palco si succedono, per due ore di giocoso intrattenimento, cactus, uomini primitivi, ragni e pupazzi, giochi di specchi, ombre e tanti colori.

di Chiara Giacobelli

 
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