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Flashback - seconda parte

2011-03-23 09:53 by elfa (letto 709 volte)

Simona si chiedeva se non stesse giocando un po’ troppo con quel ragazzino molto più giovane di lei.

Era reduce da una brutta situazione sentimentale e lui sicuramente l’avrebbe aiutata a superare il momento difficile. Ma non era forse egoista? Cosa sarebbe successo a lui quando, come era inevitabile, sarebbe finita? Tanto più che lei aveva preso contatto con delle Case editrici di Torino e Milano, alle quali aveva inviato il suo curriculum ed era in attesa di una risposta.

Si sentiva una Maga Circe, che non si sarebbe fatta scrupolo di tramutarlo in un cucciolo per giocarci a suo piacimento, salvo poi metterlo alla porta incurante di sentirlo guaire dietro l'uscio.

Ma aveva troppo bisogno di lui. Era innamorato di lei e anche lei sentiva una forte attrazione per lui. Non si sentiva la forza di rinunciare a un po’ di felicità. Sarebbe stato un fuoco di paglia che rischiava comunque di procurare delle dolorose bruciature, ma anche rinunciare a lui le avrebbe procurato un grosso rimpianto e anche per lui vedersi negare un affetto nel quale cominciava a credere, l’avrebbe fatto soffrire.

Qualche sera dopo, usciti dal Cinema, traversando Villa Borghese per rientrare a casa, Simona chiese ad Alessandro di parcheggiare lo scooter e di passeggiare a piedi.

Alessandro aveva il cuore che batteva forte, cercò di parlare del film che avevano visto, ma Simona l’interruppe: erano in un punto semibuio e lei lo baciò con tanta passione come lui non era stato mai baciato e non pensava neanche che ci si potesse baciare così.

Per loro ebbe inizio un periodo indimenticabile. Alessandro non sapeva se doveva considerarsi fidanzato, ma quello che per lui contava era unicamente il suo amore per Simona e quello di Simona per lui.

Simona disponeva di una casa a Bracciano e la domenica decisero di fare una fuga d’amore. Il tempo incerto aveva consigliato di non avventurarsi in motoscooter e preferirono prendere il treno. Arrivarono che era quasi ora di pranzo. Dopo una breve passeggiata, Simona lo condusse in una trattoria sul lago dove la proprietaria li colmò di attenzioni. Il mangiare era ottimo ma ad occupare la mente di Alessandro era il pensiero di potersi dopo poco trovare tra le braccia di Simona.

Sul treno che li riportava a Roma, tenendole la mano tra le sue, Alessandro le sussurrò che avevano passato la loro prima dolcissima luna di miele. Lei si strinse forte a lui e in quel momento non pensò a cosa sarebbe successo domani.

- Mi sento molto fortunata d'averti incontrato… sei un ragazzo non comune: hai l'entusiasmo e gli slanci propri di un ragazzino ma anche il modo di fare e pensare d'un uomo maturo..

Alessandro si sentiva veramente al settimo cielo. L’andava a prendere e la riportava a casa quasi tutte le sere e ci fu qualche altra fuga d’amore.

Per loro il Natale di quell’anno fu il più bello della loro vita e ancora di più lo fu l’inizio del nuovo anno.

Alessandro era riuscito a trovare una scusa con i suoi per passare la notte di San Silvestro insieme a Simona a Bracciano, dove ci sarebbe stato un veglione organizzato nel Castello Orsini-Odescalchi.

In mezzo a tanta gente festante si sentirono ancora più vicini. E poi c’era il pensiero di poter passare la notte insieme. Per Alessandro era la prima volta che accadeva una cosa simile e quando la mattina, svegliandosi al suono delle campane, trovò Simona accanto a se provò una sensazione stupenda e pensò che non avrebbe potuto iniziare l’anno in un modo più felice.

Avrebbe voluto che il loro amore potesse durare per sempre e non finire mai. Sapeva che questo non sarebbe stato possibile: era troppo giovane, soprattutto nei confronti di lei, e oltretutto dimostrava anche meno degli anni che aveva.

E quella fine che Alessandro temeva ma che riteneva lontana, arrivò invece molto presto.

A Simona era arrivata finalmente una offerta di lavoro da Torino. Se fosse giunta sei mesi prima l’avrebbe resa felice, anche perché le offriva ottime possibilità di carriera, ma ora significava la fine della bella relazione con Alessandro. Certo lui l’avrebbe potuta raggiungere a Torino, ma Simona pensava che troncare tutto era molto più saggio anche se doloroso.

L’ultima domenica di Aprile, dopo aver assistito al Concorso Ippico, Simona volle andarsi a sedere sulla terrazza della Casina Valadier, insistendo perché fosse lei a offrire e appena il cameriere portò la consumazione pagò subito il conto.

Faceva fatica a tirare fuori quello che non avrebbe voluto dire. Cominciò prendendola alla larga: quei mesi passati insieme erano stati bellissimi e ribadì che un ragazzo come lui era difficile trovarlo. L'aveva aiutata a superare un momento difficile, dopo una brutta delusione.

- Forse penserai che sono un'ingrata, che ti ho usato ed ora che m'accorgo di essere pronta ad affrontare altre situazioni sentimentali ti do il benservito… no, t'assicuro che non è così. Prima di conoscerti, proprio a causa di quella delusione, avevo cercato un lavoro che mi avrebbe permesso di allontanarmi da Roma. Mi è arrivata una offerta molto interessante da una Casa editrice di Torino. Ho già dato le dimissione e ai primi di maggio prenderò servizio. Forse è un bene perché ogni giorno di più mi rendo conto che mi sto troppo abituando a te e questo può essere pericoloso per tutti e due. So che ora potrà essere molto doloroso, ma spero che una volta che tutto sarà passato, quando nel tuo cuore si sarà insediato un nuovo amore, noi potremo incontrarci, parlare, confidarci uno con l'altro, perché io tengo molto alla tua amicizia. Sono sicura che sei avviato verso il successo e mi piacerebbe, un giorno, assistere ad un film scritto da te: sono sicura che sarebbe un film bellissimo ed io non potrei fare a meno di commuovermi…

Alessandro non riusciva più a sentire quello che Simona gli diceva. C'era solo il fatto che si risvegliava bruscamente da un sogno troppo bello che s'interrompeva prematuramente. Era tutto finito e si sentiva il mondo crollargli addosso e un grande vuoto spalancarsi davanti a lui.

Era incapace di reagire, di dire qualche cosa… aveva una gran voglia di piangere. Non lo faceva solo per dignità e sentiva che era così anche per lei.

Simona non volle che l'accompagnasse a casa. Aveva scelto appositamente quel posto con gente intorno per evitare scene patetiche.

S'alzò sorridendogli con tenerezza e s'avviò verso l'uscita.

Alessandro restò seduto sulla terrazza, come impietrito. La vide passare sotto di lui e dirigersi verso il Pincio senza voltarsi a guardarlo.

Era l'ora del tramonto: il sole era quasi scomparso lasciando il cielo ammantato di rosso. Una scena bellissima che non poteva non accendere i cuori innamorati: una scena che, in seguito, ogni volta che si rinnovava, avrebbe procurato loro, una fitta al cuore, riempiendoli di tristezza.

Era passato moltissimo tempo da quel giorno d’aprile in cui il tramonto del sole aveva coinciso con il tramonto del loro sogno impossibile, ma per Simona quel ricordo era ancora vivo.

Spero che una volta che tutto sarà passato, quando nel tuo cuore si sarà insediato un nuovo amore, noi potremo incontrarci, parlare, confidarci uno con l'altro” gli aveva detto quel pomeriggio. Non avevano più avuto modo di rivedersi e avevano perso definitivamente i contatti. Ma grazie ai libri che lui scriveva, Simona sapeva abbastanza di lui.

Sono sicura che sei avviato verso il successo e mi piacerebbe, un giorno, assistere ad un film scritto da te” si era augurata.

Anche se non aveva scritto il soggetto e la sceneggiatura di qualche film, Alessandro (in arte Alex) era diventato un quotatissimo critico cinematografico, aveva pubblicato diversi saggi e curato molte retrospettive, anche in televisione. Era sposato e aveva due figli, al contrario di Simona che non aveva trovato in nessuna delle sue relazioni, quella meritevole di solidificarsi.

Viveva sola, ma quella sera avrebbe avuto il libro di Alessandro a farle compagnia e leggendolo avrebbe avuto la sensazione di risentire la sua voce appassionata, come quella sera in Piazza Melozzo da Forlì, quando le parlava con fervore della Donna del Tenente francese


Sezione Editoria ELFA

a cura di Jean Claude Riviere

 
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