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Flashback - prima parte

2011-03-07 05:09 by elfa (letto 880 volte)

di Jean Claude Riviere

Data una occhiata all’orologio, Simona chiuse il computer, mise a posto le cose sulla scrivania, s’alzò e prese il cappotto.

Come quasi tutte le sere, era l’ultima a lasciare gli uffici della Società Editrice. Salutò l’addetto alla sorveglianza e prima di andare a prendere la macchina si diresse verso la libreria poco distante. Per lei era una consuetudine legata al suo lavoro, ma quella sera c’era un motivo particolare.

Salutate le commesse che ormai la conoscevano, si diresse verso la sezione Cinema e prese il libro che le stava a cuore: Storie semplici per gente semplice, il cinema di Frank Capra, di Alex Marchi.

Sulla copertina figurava una foto di scena del film You can’t take it whith you (distribuito in Italia con il titolo l’Eterna Illusione), dove erano riconoscibili alcuni interpreti del film: James Steward, Jean Artur, Lionel Barrymore, Misha Auer e Donald Meek.
Simona lo sfogliò. Nella prima pagina era riportata una frase dello stesso Frank Capra:
“Il Cinema è una malattia, quando entra nel sangue, prende il sopravvento e come per l’eroina l’unico antidoto ad un film è un altro film.”
Nella contro copertina, c’era una fotografia dell’autore. Malgrado i suoi quarantadue anni, aveva conservato quella sua aria di ragazzino che Simona conosceva bene: lo sbarbatello come lo chiamava la sua collega Tiziana.

Erano passati ventidue anni dall’ultima volta che si erano visti nella primavera dell’ottantadue, da quell’addio al tramonto, doloroso per tutti e due. Erano ormai ventidue anni che Simona aveva lasciato Roma per trasferirsi a lavorare a Torino. Ventidue anni che non avevano minimamente offuscato il ricordo di quei sei mesi meravigliosi.

Simona aveva allora vent’otto anni e lavorava in una libreria in Piazza Esedra, dove Alessandro ci si recava spesso, più che per i libri di testo universitari (era iscritto alla facoltà di Scienze politiche) per trattati di Cinema. Ma secondo Tiziana, alludendo al feeling nato tra lui e Simona, non era quella l’unica ragione per la quale frequentava la Libreria.

Simona era molto gentile con lui e l’aiutava nella ricerca di testi di suo interesse, segnalandogli eventuali nuovi arrivi. Sicuramente Alessandro provava una certa attrazione per Simona, malgrado lei avesse nove anni di più di lui, ma era troppo timido per tentare qualsiasi avance. L’occasione arrivò in un giorno di sciopero dei trasporti.

Alessandro era entrato nella libreria mentre lei stava lamentandosi con Tiziana per i disagi derivati dallo sciopero.
E proprio Tiziana gli fece cenno che era arrivato il suo sbarbatello. Giratasi, Simona, lo salutò quindi andò a prendere il terzo volume della Storia Generale del Cinema di Georges Sadoul, che aveva appositamente richiesto per lui alla Casa Editrice.

- Ho sentito che ha avuto difficoltà nel venire in ufficio- le disse Alessandro, cogliendo l’occasione per restare a parlare con lei. - Avranno senz’altro le loro ragioni per scioperare, ma chi ci va di mezzo siamo noi … e poi una intera giornata è veramente esagerato.
- Se pensa di avere problemi per tornare a casa, le potrei dare un passaggio in lambretta…
- Davvero faresti questo? Sei proprio molto gentile, ma non vorrei recarti troppo disturbo.
- Nessun disturbo, le assicuro… mi farebbe piacere…passerò a prenderla all’ora di pranzo.


Simona colse il sorrisetto malizioso di Tiziana che fortunatamente sfuggì ad Alessandro.
All’una precisa si fece trovare davanti al negozio. Accomodatasi sul sellino, Simona gli mise il braccio attorno alla vita per reggersi e a Alessandro non sembrava vero.

- Dove vuole che l’accompagni, signorina Simona?
- A piazza Melozzo da Forlì… però dammi del tu, con quel lei mi fai sentire vecchia!


Arrivati davanti al portone, mentre lei lo ringraziava, lui le chiese a che ora doveva passarla a prendere nel pomeriggio.
- No, guarda mi sembrerebbe di approfittare troppo della tua gentilezza…
- Penso che nel pomeriggio la situazione non sarà certo migliorata: non è il caso di fare complimenti… per me è un piacere…anzi, se non ha… scusa, se non hai, impegni, potrei venirti a prendere anche alla chiusura del negozio e magari potremmo andare insieme a un Cinema…


Era riuscito a dire quella frase che pensava proprio di non trovare il coraggio di pronunciare. Simona lo guardò in modo affettuoso, poi, sorridendogli, disse che sarebbe andata al Cinema con lui a patto che avesse offerto lei, per ricambiarlo della sua cortesia.

Lui non poteva permetterglielo e così arrivarono al compromesso di pagare alla romana.
Alessandro, che si sentiva al settimo cielo: alle tre andò a prenderla nuovamente sottocasa e quando lei scese per entrare in negozio le confermò che sarebbe ripassato alle otto, come per sincerarsi che non l’aveva sognato.

Come aveva fatto all’ora di pranzo, aspettò fuori della Libreria che Simona uscisse. Suggerì d’andare a vedere La Donna del tenente francese e Simona che sapeva della sua competenza in campo cinematografico, si fidò pienamente di lui.

Durante la proiezione, Simona posò la mano sulla sua e quando lui si girò verso di lei, lo guardò con tenerezza.
Malgrado facesse freddo e fosse tardi, quando la riaccompagnò a casa, si fermarono a parlare davanti al portone.

Commentando il film appena visto, Alessandro volle mettere in evidenza che si trattava di un altro esempio di cinema nel cinema, come lo era stato Effetto notte di Truffaut, con la sovrapposizione in parallelo tra le vicende dei protagonisti con quelle dei personaggi chiamati ad interpretarle.

Simona lo ascoltava interessata e ammirata. A quel punto, lui le rivelò che presso la sua Facoltà, avevano costituito un Cine Club, di cui era uno degli oirganizzatori, che la domenica mattina proiettava film d’essai, per lo più in edizione originale, con conferenze e dibattiti.

- Domenica prossima è in programma Le jour se léve di Marcel Carnè ed è previsto un mio intervento sulla costruzione a flashback del film, che prima d’allora era stata poco usata.
- Mi piacerebbe molto assistere… Alessandro non credeva alle sua orecchie: la proiezione aveva luogo al Cinema Rialto. Simona l’assicurò che sarebbe sicuramente intervenuta e nel salutarlo, lo baciò amichevolmente.


Domenica mattina, Simona raggiunse Largo Magnanapoli. L’atrio del Cinema era piena di giovani e vide Alessandro indaffarato.
Si rese subito conto che aveva un ruolo importante nell’organizzazione. Appena la vide le venne incontro, e dopo averla presentata ad un paio di persone, l’accompagnò in platea dove aveva già riservato due posti, uno per lei e uno per lui che si sarebbe seduto accanto a lei subito dopo il suo intervento.

Al lato dello schermo c’era un piccolo podio con microfono e leggio ma Alessandro non aveva bisogno di leggere: il suo intervento l’aveva ben impresso nella mente.
Si fece silenzio e poté prendere la parola. Parlò del film Le jour se léve, in programma quel giorno, mettendo in risalto il tipo innovativo di narrazione (con il passato che ritorna nella mente del protagonista assediato nella sua stanza dalle forze di polizia) dovuta al soggettista e sceneggiatore Jacques Viot: un ricorso al flashback che in seguito sarebbe diventato tipico del cinema americano.

Al termine del suo intervento, applaudito, Alessandro prese posto accanto a Simona che gli strinse la mano congratulandosi con lui, e insieme assistettero al bellissimo film.
Terminata la proiezione, si sedettero al bar nell’atrio del Cinema, per un aperitivo commentando la pellicola. Simona volle esprimergli tutta la sua ammirazione.

- Sono impressionata dalle tue idee e dalla buona conoscenza delle tecniche in campo cinematografico. Mi chiedo perché non ti sei iscritto al Centro Sperimentale di Cinematografia, sono sicura che potresti diventare un buon regista.
- Francamente non ci ho mai pensato e non rientra nei miei progetti per l’avvenire. La mia aspirazione e quella di diventare critico cinematografico, anche se confesso che l’idea di partecipare alla sceneggiatura di un film mi attrae parecchio.
- Con la serietà e l’impegno che ci metti, qualsiasi cosa deciderai di fare finirai con il farti valere. In effetti Simona stimava moltissimo Alessandro che dimostrava una serietà e una maturità che contrastava con il suo aspetto da sbarbatello.


Si accordarono per andare ancora insieme al Cinema in settimana, dopo la chiusura del negozio. Bevuto l’aperitivo, Alessandro l’accompagnò a casa e come la volta scorsa nel salutarlo lei lo baciò ancora più affettuosamente.

Continua.... tra due settimane su ELFA in Sezione Editoria sempre su Scritti Inversi

 
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