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FESTIVAL DI SANREMO - LA QUARTA SERATA

2011-02-19 13:01 by elfa (letto 922 volte)
Siamo arrivati alla quarta serata, la penultima, quando questa spossante maratona canzonettistica finalmente comincia ad avvicinarsi alla sua conclusione. Ritorniamo ad osservare più da vicino i Big,

Siamo arrivati alla quarta serata, la penultima, quando questa spossante maratona canzonettistica finalmente comincia ad avvicinarsi alla sua conclusione. Ritorniamo ad osservare più da vicino i Big, che avevamo lasciato in secodo piano per concentrarci di più sulle nuove proposte, più coinvolte nel vivo della gara.

Un motivo di interesse in più è dato dal fatto che i 12 Big reinterpreteranno le loro canzoni assieme ad una special guest.
Alcuni abbinamenti sono, sulla carta, davvero sfiziosi e promettono scintille. Per la prima volta azzarderò una sorta di pronostico sui Big, certo dettato in parte dal gusto personale, ma che pure vuole restituire nel modo più fedele possibile l’equilibrio dei valori in campo.

1) Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario feat. Neri Marcorè. Fino in fondo (Barbarossa) Che cosa triste triste il siparietto comico tra Barbarossa e Marcorè. Per il resto, questa interpretazione nulla toglie e nulla aggiunge al giudizio espresso la prima serata: il brano è gradevole.

2) La Crus feat. Nina Zilli .Io confesso. (Giovanardi - Curallo) La presenza della Zilli conferisce alla canzone l’appeal che mancava; la sua voce ha la levità che serviva per fare spiccare il volo al brano.

3) Anna Tatangelo feat. Loredana Errore. Bastardo. (Tatangelo - D’Agostino - D’Alessio) Se la Tatangelo ci sembrava inadatta al brano, purtroppo la pur brava Loredana Errore ci sembra addirittura un pesce fuor d’acqua e questo non giova alla canzone, che convince sempre meno.

4) Max Pezzali feat. Lillo e Greg. Il mio secondo tempo. (Pezzali) Quando Greg e Lillo cominciano a cantare si spera non smettano più, dato che riescono a rendere gustoso questo brano. Appena Pezzali apre bocca, la scena gli viene rubata dalle scenette di Lillo. Il tormentone del buon Max però sembra resistere ad un secondo ascolto, del resto la formula è collaudata e, anche se lisa, commercialmente valida.

5) Tricarico feat. Coro SiLaSol. Tre colori. (Mesolella) La presenza del coro SiLaSol conferisce al pezzo un “effetto Antoniano” che lo rende se possibile ancora più indigesto.

6) Giusi Ferreri feat. Francesco Sarcina. Il mare immenso (Bungaro - Ferreri - Bungaro - Calò) La canzone, già di buon livello, acquista in spessore ed energia grazie all’alchimia tra le voci della Ferreri e di Sarcina.

7) Luca Madonia e Franco Battiato feat. Carmen Consoli .L’alieno (Madonia) Tre fuoriclasse di questo calibro tutti assieme per lo stesso brano dovrebbero essere una gioia per le orecchie, invece qualcosa non va. Carmen Consoli sembra un corpo estraneo, avulsa alle logiche di questa canzone. Il motore si imballa fino quasi a grippare e si rimane con una strana sensazione di irrisolto che guasta il piacere dell’ascolto.

8) Nathalie feat. L’Aura. Vivo sospesa. (Giannitrapani) Nathalie ha la competizione nel sangue e lo dimostra perfezionando la sua interpretazione sera dopo sera. La presenza di L’Aura impreziosisce ulteriormente questa splendida canzone, rendendola se possibile ancora più vibrante e variegata. Credo si possa affermare che siamo in presenza di una delle favorite per il podio.

9) Roberto Vecchioni feat. Premiata Forneria Marconi. Chiamami ancora amore. (Vecchioni - Guidetti - Vecchioni) Eccola quì un’altra favorita! Straordinario l’arrangiamento della PFM, deliziosa alchimia sonora che avvolge i sensi e coinvolge in modo totale. Vecchioni se la gode un mondo a suonare con questa storica formazione che tanto lustro ha portato alla nostra musica e noi non possiamo che bearcene. Ragione e sentimento si sposano più che mai in questa canzone, raggiungendo un equilibrio pressochè perfetto. Che meriti il gradino più alto del podio?

10) Davide Van De Sfroos feat. Irene Fornaciari. Yanez. (Bernasconi) Esuberante questa versione, cui la presenza della Fornaciari conferisce un gradevole sapore irish e tanta allegria. Il dialetto laghè, a fronte dei numerosi ascolti, smette di essere un ostacolo, anzi impreziosisce ulteriormente questo brano d’eccezione.

11) Al Bano feat. Michele Placido. Amanda è libera. (Berlincioni - Carrisi - Paoletti) Per quanto detesti ripetermi, debbo confermare la precedente valutazione: la sempre straordinaria voce di Al Bano non basta a salvare questa canzone turgida e retorica, che il recitato di Placido rende pesante come un macigno pronto a schiantarsi sulla sopportazione del pubblico.

12) Modà ed Emma feat. Francesco Renga.Arriverà. (Silvestre - Zapparoli - Palmosi - Silvestre) Prezioso connubio, quello tra “Kekko” Silvestre dei Modà e Francesco Renga. Le loro voci danzano assieme, si intrecciano fino a fondersi ed alla fine s’innalzano verso il cielo... Peccato che Emma rimanga a terra, oscurata da dua cantanti di simile caratura. Che spettacolo per le orecchie però. Anche questo brano può aspirare ai piani alti della classifica.

Continuiamo a concentrarci sulla vera ragion d’essere del Festival: la musica, lasciando ad altri il compito di commentare tutto ciò che è accessorio, come la conduzione, i comici e ammennicoli vari. La gara è quello che conta veramente ed adesso tocca alla finale dei giovani, cui diamo il solito rapido sguardo.

1) Micaela.Fuoco e cenere (Santonocito - Nigro - Muggero) La giovanissima Micaela appare ancor più spigliata e decisa della prima serata. Sostanzialmente identico il giudizio: questo è un brano coinvolgente e meritevle di molti ascolti.

2) Raphael Gualazzi .Follia d’amore (R. Gualazzi) Gualazzi si gusta fino in fondo l’atmosfera dell’Ariston, sfoderando come il suo solito grinta e personalità. La tromba del maestro Bosso è delizioso contrappunto al cantato jazz. Il fuoriclasse urbinate gode nel suonare e noi con lui. Come sempre ci si trova immersi in un’atmosfera d’altri tempi, coinvolgente ed appagante.

3) Roberto Amadè .Come pioggia (Amadè). Qualcosa proprio non torna, in questo brano: si perde troppo facilmente l’attenzione. L’interpretazione continua a non convincere, risultando supponente ed antipatica.

4) Serena Abrami. Lontano da tutto (N. Fabi) Di simpatia non difetta la brava Serena che, sapientemente, la infonde nella canzone. Sente molto la gara e ne guadagna in grinta.

Risultati finale gara giovani:
1) Raphael Gualazzi
2) Micaela
3) Roberto Amadè
4) Serena Abrami

Gualazzi è il vero asso pigliatutto di questa sezione giovani: non solo si accaparra il primo posto nella competizione, si porta via anche il cosiddetto “golden share” assegnato dalle radio, il premio della regione Liguria ed il premio della critica Mia Martini. Un vero plebiscito!



In coda ci sono le eliminazioni dei due Big. Non vedranno la serata finale Tricarico (Deo gratias) e Max Pezzali. Su quest’ultima eliminazione ho qualche riserva visto che il suo brano, pur non stratosferico, forse meritava di far parte dei 10 finalisti. Erano ben altri, a mio parere, gli artisti che non meritavano di proseguire ma, mai come in questo caso, è il pubblico il giudice.

Redazione ELFA Promotions
a cura di Antonino Giorgianni

 
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