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Festival di Sanremo 2014 - Serata finale

2014-02-23 01:39 by Lozirion (letto 533 volte)
La kermesse sanremese giunge al termine e incorona Arisa regina di un festival loffio

Siamo alla serata finale di questo Festival di Sanremo 2014. Dopo la serata dei duetti e dopo l’incoronazione (ingiustificata) di Rocco Hunt tra i giovani si riprende con la gara dei big, e chissà quali pirotecniche sorprese tireranno fuori Fazio e i suoi... Ero ironico ovviamente...

Di nuovo un giovanissimo sul palco dell’Ariston! Primo ospite della serata... Terence Hill! Vestito da Don Matteo scende la scalinata in bicicletta, e questa sì che è una cosa ggggiovane!! Ormai il Girotti nazionale è entrato talmente tanto nella parte del prete buono della fiction che se una volta nelle ospitate improvvisava una scazzottata, adesso decide di sposare in diretta Fazio e la Littizzetto. Un  siparietto di una tristezza allucinante per il solito marchettone rai... Voto: 5

Giuliano Palma – Così lontano

Questa è la novità più sconvolgente di tutto il festival! Giuliano Palma senza occhiali da sole! Io pensavo che l’esistenza degli occhi di Giuliano fosse una leggenda metropolitana peraltro poco credibile... L’esibizione è discreta, ma la canzone è davvero troppo molle per il bluebeater, che noia mortale!! Voto: 5

Noemi  - Bagnati dal sole

Ma cosa succede? Vogliono farci crollare tutte le certezze? Noemi si presenta sul palco con un vestito che non fa incrociare gli occhi e una pettinatura quasi normale... Peccato che, forse sconvolta da questa novità (o forse anche lei dal’aver visto Giuliano Palma senza occhiali) scivola e stecca più di una volta... Non che ci si aspettasse l’esibizione del secolo, però è il secondo brano della serata, e se il buongiorno si vede dal mattino... Voto: 4,5

Ron – Sing in the rain

Ma perchè Ron? Perchèè?? Questa sottospecie di folk all’italiana è veramente improponibile, e il terzo ascolto proprio non lo si regge, dopo un minuto e mezzo metto il muto alla tv e vado sulla fiducia. Voto: 4,5

Arisa – Controvento

Qualcun l’ha spiegato ad Arisa che non è lo zecchino d’oro? Canta ingessata come sempre, non una grinza, non una smorfia, non un’emozione, eppure la gente applaude a scena aperta e in radio ci stanno già martellando i cosiddetti con la sua canzone... Che tristezza!... Voto: 5

Francesco Sarcina – Nel tuo sorriso

Ma Sarcina non aveva sempre fatto il personaggio alternativo e indie? Cos’è tutto sto ammiccamento continuo? Come se la canzone fosse un capolavoro poi... Il saluto finale al “bello di papà” è la goccia che fa traboccare il vaso, adesso giuro che me ne vado. A Sanremo. A picchiare Sarcina. Voto: 4, 5

E’ arrivato il momento di maurizio Crozza. Il comico inizia il suo pezzo da dietro le quinte, come voce fuori campo, sarà un test per evitare fischi e buffonate di qualche comparsa pagata come l’anno scorso? Non si sa, però quest’anno fila un po’ tutto liscio, anche perchè Crozza resta nel seminato e tira fuori il repertorio di battute più classiche. “Sellino intercooler” è la più bella di tutte, andatevela a risentire... alla fine Satira Fazio gli porta la parrucca e i denti da castoro per imitare Renzi e Crozza finge di non voler fare l’imitazione del nuovo premier. Divertente, almeno ogni tanto qualcuno che faccia ridere e non piangere al festival ci vuole. Voto: 6,5

Perturbazione – L’unica

Bombetta e papillon, Cerasuolo e i suoi Perturbazione convincono ancora, e forse siamo di fronte alla prima buona esibizione della serata. Bravi! Voto: 7

Giusy Ferreri – Ti porto a cena con me

Ma perchè qualcuno non porta lei a cena, possibilmente il più lontano dal palco del festival? Pessima lei e pessima la canzone, imbarazzante... Voto: 3

Francesco Renga – Vivendo Adesso

Vivendo adesso ci tocca ascoltare di nuovo la peggior canzone di un artista che una volta era un grandissimo, e non capisco perchè ce la facciano riascoltare, faceva ribrezzo prima e fa ribrezzo ora. Ovviamente è tra le favorite, siamo in Italia in fondo, cosa ci vogliamo fare?... Voto: 5

Ora è il momento della seconda apparizione di quest’anno per Ligabue sul palco dell’Ariston. Fortunatamente questa volta canta le sue canzoni, e tra “Il sale della terra” e “Certe notti” la gente applaude, si alza in piedi, si strappa i capelli, insomma, le solite cose che succedono quando arriva il Liga. Voto: 7

Renzo Rubino – Ora

Questo è forse l’unico brano di quest’anno a guadagnare agli ascolti successivi, o perlomeno a non dar fastidio alle orecchie, che comunque è già una gran cosa... Voto: 6,5

Antonella Ruggiero – Da lontano

La voce c’è ancora, la voglia di vivere pare proprio di no, la canzone più triste di tutto il festival, mamma mia che lagna! Ma un po’ di vita no? Richiamate la Carrà!!! Voto: 4

Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots – Liberi o no

Ormai è chiaro, la strana coppia convince un po’ tutti, peccato solo per la voce di Gualazzi che resta la solita voce di Gualazzi e fa perdere mille punti al pezzo. Voto: 6,5

Cristiano De Andrè – Il cielo è vuoto

L’unica vera canzone d’autore tra tutte quelle proposte quest’anno, davvero molto buona, peccato che Cristiano sia un po’ troppo distaccato nell’esibizione. Comunque è tutto grasso che cola dopo la Ferreri e la Ruggiero. Voto: 6,5

Frankie Hi NRG – Pedala

Ultimo nella classifica parziale, il rapper rischia di arrivare ultimo anche alla fine, e forse la canzone non se lo meriterebbe troppo, ma non è che nemmeno sia un capolavoro di quelli che sarebbe capace di fare il buon Frankie. Voto: 5

Gli ospiti di Fazio devono rispettare poche regole, principalmente 2: Avere più di 70 anni e parlare da almeno 30 sempre delle solite cose in tv, e non sarà certo Claudia Cardinale a portare una ventata di novità... Bella, bellissima, tutti i maschietti se la ricordano decisamente bene, e anche a 76 anni mantiene una gran classe. Ovviamente Banalità Fazio le chiede dei film di Luchino Visconti e della sua carriera, e lei sciorina le solite frasi che sentiamo da anni. Banale, ma non me la sento di dare un brutto voto alla Cardinale... Voto: 6

E’ il momento delle premiazioni! Incredibile ma vero questa volta non siamo abbondantemente oltre la mezzanotte, anzi, è pure presto... Il premio della stampa va ai Perturbazione, mentre quello della critica viene assegnato a Cristiano De Andrè. Per una volta sono d’accordo, mi spiace solo che questo significhi che nè uno nè gli altri vinceranno il festival...

Ospite internazionale in arrivo, e come in tutte queste sere la musica del festival cambia tono, sul palco sale Stromae, l’artista belga canta in francese, che personalmente ritengo la lingua peggiore per la canzone in generale, ma il respiro internazionale si sente e l’esibizione è decisamente piacevole. Voto: 7

Prima della proclamazione dei 3 finalisti che si esibiranno di nuovo (non sia mai che il festival possa finire ad un orario decente...) è il turno dello squalificato Sinigallia, l’unico escluso nella storia del festival a non sembrare nemmeno un po’ contrariato. Volemosebbene Fazio ha contagiato un po’ tutti... L’esibizione comunque è buona, peccato che l’ex-tiromancino si sia fregato con le sue mani cantando il brano qualche mese fa, ma in ogni caso non era tra i favoriti e nemmeno tra i papabili. Voto: 6,5

I tre finalisti della serata sono Renzo Rubino, Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots e Arisa. Sono quasi sconvolto, non c’è Renga! Per fortuna, se no ci toccava sorbircelo di nuovo!! Certo, adesso ci tocca Arisa, ma almeno gli altri due sono decisamente godibili...

Altro premio per Cristiano De Andrè, che si porta a casa il premio per il mglior testo. Avevate dei dubbi? Avrebbero potuto consegnarlo la prima sera...

La vincitrice del festival è Arisa!! No, come Arisa?? Tra quei tre proprio lei?? Siamo veramente un paese triste... Secondi classificati Gualazzi e Bloody Beetroots, terzo Rubino, in fondo c’era da aspettarselo... Perchè ogni volta mi illudo che cambi qualcosa? Mah, masochismo puro... L’unica nota positiva è che Arisa non si mette a piagnucolare come di solito succede, ed è un sollievo, perchè già ha fatto piangere noi...

E’ finito! Finalmente è finito! Pensavo di non vedere più la fine! Un risultato dei più classici, anche se tutti si aspettavano la vittoria di Renga, ma al di là del solito risultato che non rispecchia per niente la qualità della musica, la nota più dolente di tutto il festival è la lentezza, la lena triste e malinconica con cui Fazio e la Littizzetto hanno portato avanti la kermesse. E’ stato un festival all’insegna del buonismo e della finta contemporaneità, e va bene che la situazione del paese è quella che è, ma uno spettacolo deve essere un’occasione di svago, the show must go on, se fermiamo pure quello...

 
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