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Festival di Sanremo 2014 - Prima serata

2014-02-18 22:03 by Lozirion (letto 563 volte)
Al via la kermesse sanremese, tra tensioni, canzone d'autore e amarcord

Al via anche quest'anno la kermesse più amata e odiata d'Italia, il Festival di Sanremo è all'edizione numero 64, e come l'anno scorso a dirigere i giochi troviamo Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

L'inizio non è dei migliori: 3, 2, 1, via! Il sipario si deve alzare ma non si alza, resta bloccato e Fazio è costretto ad entrare in scena sul primo problema tecnico della serata. Superato un piccolo imbarazzo iniziale, il conduttore attacca con un monologo sulla bellezza, che prende spunto dalla terrazza franata sulla ferrovia ad Andora per parlare della situazione in cui versa l'Italia. Dopo poche frasi il monologo viene interrotto da due uomini, due lavoratori del bacino di Napoli, che disperati perchè senza lavoro minacciano di gettarsi dalla balaustra. Fortunatamente dopo qualche minuto e la promessa di Fazio di leggere in diretta la loro lettera aperta, i due uomini desistono. Qualcuno urla già alla messinscena, ma è ora di cominciare.


Il primo artista a salire sul palco dell'Ariston è Ligabue, che esegue "Creuza De Ma", in omaggio a De Andrè che nasceva il 18 febbraio 1940. Al termine applausi scroscianti, più per il ricordo del compianto Fabrizio che per l'esecuzione di Luciano, forse non molto a suo agio con il dialetto ligure. Dopo di lui è la volta del trionfale ingresso di Luciana Littizzetto, che come l'anno scorso legge una letterina a San Remo ironizzando su Fazio, sui cantanti, sul sindaco, sui politici e sul Papa, insomma, la solita Lucianina...


Finalmente la gara entra nel vivo, con la formula dello scorso anno per la quale ogni concorrente in gara presenta, in questa prima fase, due canzoni tra le quali, con un televoto istantaneo, verrà selezionata quella che entrerà in competizione. Sono sette gli artisti che si esibiscono durante la prima serata: Arisa, Frankie Hi-Nrg, Antonella Ruggiero, Raphael Gualazzi con The Bloody Beetroots, Cristiano De Andrè, i Perturbazione e Giusy Ferreri, accompagnati da altrettanti ospiti incaricati di annunciare il risultato del televoto, tra i quali Tito Stagno, Cristiana Capotondi, Massimo Gramellini e il ricercatore di terapie geniche Luigi Naldini. Il livello delle canzoni, almeno al primo ascolto, risulta un po' sottotono rispetto agli anni scorsi, e anche la narrazione della serata, eccezion fatta per la solita, vulcanica Littizzetto, risulta molto lenta e abbastanza pesante da seguire. 


Ma c'è spazio ovviamente anche per gli ospiti, che - escluso Ligabue - in questa prima serata formano un vero e proprio filone amarcord, a partire dalla attesissima Laetitia Casta, già al fianco di Fazio nell'edizione 1999 del festival. Per l'occasione il conduttore si lancia in una sorta di gag cantata con la modella, che si conclude con un duetto sulle note di "Silvano" di Enzo Jannacci, eseguita al pianoforte dal figlio Paolo.


Il terzo ospite della serata è la sempreverde Raffaella Carrà, che entra cantando e ballando sulle note di "Fun fun fun" e "Ciao ciao": gli anni sembrano davvero non passare mai per la Raffa nazionale, che si guadagna a mani basse l'esibizione più divertente e coinvolgente di tutta la serata. Dopo un appello per la liberazione dei marò e una piccola intervista è la volta dell'annunciato duetto con Luciana Littizzetto, per l'occasione "travestita" da Raffaella Carrà. Inutile dirlo, si chiude con "Rumore" e "Fatalità", e meritati applausi a scena aperta, 70 anni e non sentirli...


L'ultimo ospite della serata è l'apoteosi dell'amarcord, Cat Stevens. Il grandissimo cantante e songwriter britannico esegue tra gli applausi "Peace train" e una "Maybe there's a world" con parti di "All you need is love" dei Beatles. Grandi messaggi di pace, come sempre del resto nella musica di Yusuf (così si fa chiamare da quando si convertì all'islam nel 1977), e il pubblico apprezza nonostante qualche evidente calo nella voce. Ad intervistarlo arriva un Fabio Fazio abbastanza impacciato, non è ben chiaro se per la soggezione o per la banalità delle domande scritte sul copione, e al termine, ovviamente, l'esecuzione del superclassico "Father & Son", commovente oggi come nel 1970.


Con un video riassuntivo dei primi sette brani in gara la prima puntata si chiude, con un ritardo abissale (oltre un'ora) e con la sensazione - al di là dei risultati auditel che come sempre saranno buoni - di essere partiti forse con il piede sbagliato, o che la ricetta divertente dello scorso anno oggi appaia un po' stantìa, aspettiamo le prossime puntate e confidiamo che il ritmo aumenti, altrimenti non sarà soltanto Grillo a lasciare il teatro in anticipo...



Il pagellone di Ghostrider71


Ci risiamo! Anche quest'anno è iniziato il più famoso festival della canzone italiana, anche se onestamente mi chiedo perchè lo si chiami ancora così, visto che alla faccia delle novità e della contemporaneità tanto sbandierate da Fazio nelle scorse settimane, l'odore più intenso pare essere ancora quello della naftalina...


Si comincia con il botto! O meglio, fortunatamente senza nessun botto, soprattutto senza quello dei due uomini che interrompono il monologo iniziale di Fazio tenendo una lettera in mano e minacciando di buttarsi giù dalla balaustra. Sono istanti concitati, Fazio cerca di mediare e di far ragionare i due, e alla fine accetta, per quieto vivere di leggere in diretta la lettera dei due uomini, due lavoratori della zona di Napoli e Caserta rimasti senza lavoro e disperati, anche se onestamente il dubbio che fosse una messa in scena è venuto anche a me, ma si sa, io sono cinico... Comunque architettato o no nemmeno un tentato suicidio ci risparmia dal sermone buonista di Fazio, qualcuno lo fermi!!


Ripresi dal pisol...Ehm... Dall'ascolto dell'interessante monologo di Fazio si comincia con il primo ospitone, Luciano Ligabue, che esegue un tributo a Fabrizio De Andrè che nasceva il 18 febbraio 1940. Per l'occasione sceglie di cantare "Creuza De Ma", ora, onestamente Liga, ti pareva il caso? No, voglio dire, canzone splendida, testo intenso e forse di meglio non ce n'è, ma uno pseudo-rocker emiliano che canta una canzone d'autore in dialetto ligure è un triplo salto mortale con avvitamento! Il buon Luciano sembra non essere un campione di tuffi, se in più aggiungiamo una prosopopea un po' strafottente e le mani in tasca alla Fonzie... No Liga, non ci siamo! Voto: 4,5


Ora è il turno della reginetta del festival, l'atomica Lucianina Littizzetto che, come lo scorso anno, fa il suo ingresso in pompa magna, con tanto di ballerini e ballerine al seguito e vestito a balconata. Simpatica e irriverente come sempre, anche nella ormai classica letterina a San Remo, e anche se ogni tanto qualche battuta nuova la potrebbe tirar fuori noi le vogliamo bene così! E confidiamo in lei per resistere ai pipponi di Fazio. Voto: 7


Va bene la scenetta del suicidio e le presentazioni, ma sono passati 45 minuti, lo cominciamo 'sto festival?


1) Arisa Lentamente: Ecco, va bene che dovevamo cominciare con il festival, ma proprio con Arisa? La canzone è carina, forse ad un secondo ascolto si apprezza di più, ma di ascolto per ora ce n'è uno solo e non è un granchè, forse poco immediata. Voto: 5 Controvento: Qui si cresce un po', è un pop abbastanza piacevole, avvolgente a suo modo anche se Arisa continua a ricordarmi una bambina allo zecchino d'oro, mancano soltanto le braccia giunte dietro la schiena e il movimento ondulatorio a ritmo e poi ci siamo. Vince il televoto questa, fortunatamente. Voto: 6


2) Frankie Hi NRG Un uomo è vivo: Lo devo dire subito, Frankie era il mio vincitore personale già prima che il festival iniziasse, ma ascoltando il primo pezzo un po' ho vacillato, la linea di basso è ottima, le parole come sempre per Frankie sono messe al posto giusto, ma manca un po' di carica, un po' di verve. Comunque una discreta esibizione, pecca forse un po' di ripetitività ma è comunque tutto oro che cola dopo Arisa... Voto: 6 Pedala: Questo è il vero Frankie Hi NRG! Ritmi reggae, un pizzico di dub, parole scandite allo stile della vecchia scuola del rap italiano e un testo più incisivo. Non una delle sue migliori, sia chiaro, e qualche scopiazzata da CapaRezza forse, ma comunque un pezzo decisamente godibile e soprattutto da ascoltare. Mezzo punto in meno perchè gli anni si fanno sentire anche per lui. Voto: 6,5


E' il momento del secondo ospite, e Fazio fa la sua apparizione vestito da imbecille. Tutina nera attillata e l'aria di chi non sta più nella pelle. I casi sono due, o è resuscitato Marcel Marceau oppure sta per arrivare Laetitia Casta. Purtroppo è la seconda. La modella entra in scena, bella come sempre, e partecipa ad uno sketch cantato insieme a Fazio, che vorrebbe essere comico forse, ma risulta più che altro ridicolo. Quel che mi tiene davanti alla tv è la speranza che almeno si concluda bene, e quantomeno le note di "Silvano" di Enzo Jannacci ripagano la sofferenza. Comunque un votaccio a questi due non lo leva nessuno. Voto: 4


3) Antonella Ruggiero Quando balliamo: Riprende la gara e, alla faccia delle novità e del contemporaneo, sale sul palco la sessantunenne ex Matia Bazar. Fortunatamente la voce è rimasta la stessa, splendida, morbida, avvolgente, e riesce a far passare in secondo piano una canzoncina senza arte nè parte. Voto: 5,5 Da lontano: Il secondo brano è una ballata di gran classe, e anche se tutti si sarebbero aspettati qualche acuto da spaccare i bicchieri, l'esibizione affascina decisamente. La classe non è acqua insomma. Se non passa il turno questa spengo tutto e me ne vado!... Ah, ok, per fortuna... Voto 6,5


4) Raphael Gualazzi & Bloody Beetroots Tanto ci sei: No no no, fermi tutti! Mi state dicendo che quello accanto a Raphael Gualazzi è davvero Bob Cornelius Rifo?? Potrebbe essere la svolta definitiva! Esatto, potrebbe... Una buona atmosfera, e bravo Gualazzi che dà molto spazio alla musica e meno alla sua voce, però il pezzo è un po' fiacco, e nemmeno l'eclettico noiser riesce a riparare. Comunque uno spunto artistico interessante, ma la sufficienza ancora non c'è. Voto: 5,5 Liberi o no: Eccola! La svolta che aspettavo! Bloody Beetroots si mette a fare quel che gli riesce meglio, e il ritmo sale, sale, e sale ancora, ci stiamo avvicinando alla dance e il dormitorio...Ehm...Il pubblico dell'Ariston apprezza. Ovviamente è questo il pezzo che entra in gara. Signori, abbiamo un favorito! Se non fosse per la voce stonata di Gualazzi il festival potrebbe chiudersi qui. Voto 8


Altra pausa, altro ospite. Per risollevare le sorti di un festival dormiente ci vuole un uomo mascherato (Bloody Beetroots) e una settantenne, ma ce ne rendiamo conto?? Partono le note di "Fun fun fun" e non può che entrare lei, Raffaella Carrà, la serata si accende e l'esibizione è di quelle veramente esplosive. Credo che abbia un quadro in casa al quale invecchiano ossa e legamenti al posto suo, perchè non c'è altra spiegazione... E comunque grande Raffa! Vinci tu di sicuro! Ah, non è in gara? Peccato! Voto: 9


5) Cristiano De Andrè Invisibili: Troppo ritmo tutto insieme, e così Morfeo Fazio manda sul palco Cristiano De Andrè, nel giorno del compleanno del padre. Cristiano è bravo, su questo non si discute, e questo pezzo è molto intenso, però come si fa a goderselo dopo il delirio Beetroots-Carrà? Voto: 6 Il cielo è vuoto: Ok, il ritmo si è abbassato e forse proprio per questo "Il cielo è vuoto" colpisce forte. Grande intensità per una ballata sentita che fa riaslire l'asticella del voto di Cristiano. Ovviamente è questa la canzone che passa il turno, e volevo ben vedere! Voto: 7,5


6) Perturbazione L'unica: Peccato dover aspettare la mezzanotte per vedere qualche volto nuovo, davvero peccato! Anche se il primo pezzo colpisce poco, e strizza troppo l'occhio allo standard sanremese... E poi i perturbazione eleganti sono uno Shock! Incredibile, si qualifica questa! Voto: 5,5 L'Italia vista dal bar: Queste sono le melodie dei Perturbazione! Belle linee, tecnicamente ottimi, e poi la nostra Italia raccontata dal bancone del bar ha un non so che di fascinoso... Bella. Bravi! Peccato che il televoto la bocci, qui c'è da chiedere il riconteggio delle telefonate!! Voto: 7


7) Giusy Ferreri L'amore possiede il bene: Ma veramente? Giusy Ferreri di nuovo? No, non penso di farcela... No, infatti, non ce la faccio, dopo un minuto di canzone ancora non ho capito il perchè del titolo e soprattutto non ho capito perchè Giusy Ferreri sia in gara. Non possiamo fare cambio con la Carrà?? Voto: 4,5 Ti porto a cena con me: Forse un pelo meglio del primo, ma comunque un brano dall'atmosfera blanda, che vorrebbe essere caldo ma riesce a malapena ad essere tiepido e per questo si qualifica. Non convince, Giusy Ferreri decisamente la peggiore della serata. Dopo Fazio con la Casta, ovviamente. Voto: 5


Siamo arrivati alla fine! Anzi, no! E' il momento dell'ultimo ospite, quello più atteso, il grande, grandissimo Cat Stevens! Il sessantacinquenne britannico fa il suo ingresso e attacca cantando due bellissimi brani, che ovviamente nessuno del pubblico conosce, e infatti il cantautore è costretto a infilarci dentro il ritornello di "All you need is love" dei Beatles, 'chè per il pubblico medio italiano i Beatles sono quelli delle canzoncine, pensate un po' voi come stiamo messi... Yuzuf (Cat si fa chiamare così dalla conversione all'islam) è un po' acciaccato, e l'esibizione ne risente, certo, non ci fosse stata la Carrà prima si direbbe "Vabbè, ha una certa età", ma così purtroppo la scusa non regge, e allora ci vuole il superclassico. Dopo un paio di domande insulse di Fazio parte "Father and Son" e tutti nel pubblico a dire "Oh, finalmente una che conosco!". La voce è più roca e la barba è bianca, ma questo pezzo è un capolavoro. Punto e stop. Voto: 8


Ora siamo davvero alla fine! Fazio ha anche pianto durante "Father and son", quindi abbiamo avuto tutto, divertimento, noia, un tentato suicidio, un superospite a cui fare domande banali, e 7 canzoni che entreranno in gara. Una sola domanda: Al Bano non si è visto, domani arriva? No, perchè mi sto preoccupando...

 
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