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FAST AND FURIOUS 5

2011-06-05 04:28 by Antonino Giorgianni (letto 1051 volte)
Veloci, disonesti, affascinanti, esagerati.

FAST AND FURIOUS 5

Veloci, disonesti, affascinanti, esagerati.


In principio era un car movie adrenalinico, divertente certo, assolutamente appassionante, pieno zeppo di riferimenti ai "mob movies" di serie B e C degli anni '70 e '80, il cui riferimento principale era palesemente "Point Break" di Katherine Bigelow. L'idea, non troppo originale a dire il vero, di ambientare nell'ambito delle corse clandestine la storia dell'amicizia tra un poliziotto infiltrato ed il criminale da lui perseguito però lascia il segno.

Ben presto si viene a sviluppare (con alti e bassi) una saga molto articolata, siamo già a 5 film, il cui perno centrale sono i concetti di amicizia e fratellanza.

E' una vera e propria famiglia allargata quella che Dom Toretto (Vin Diesel) crea attorno a se e che, man mano che la saga prosegue, vede aumentare il numero dei suoi membri.

Stiamo parlando di criminali, certo, tutti dotati però di un fortissimo senso di lealtà ed onore. Furfanti, si, ma in un certo qual modo onesti e, per questo, affascinanti.


Il quinto titolo della serie tira le fila delle trame fino ad ora dipanatesi chiudendo il ciclo narrativo in modo fragoroso ed estremamente spettacolare.

La trama è semplice: Dom e Brian (Paul walker) decidono di scomparire e rifarsi una vita, ma per farlo devono mettere a segno un ultimo colpo, ai danni di un grosso trafficante di droga. A tal scopo radunano introrno a se tutti i loro amici più fidati (visti nei precedenti capitoli della serie). Sono però marcati stretti da un poliziotto infallibile ed estremamente determinato...

Le scene sono possenti, il montaggio sontuoso ed estremamente adrenalinico, la sceneggiatura non priva di momenti ironici se non direttamente comici.

Gli ingredienti per farne un film estremamente riuscito insomma ci sono tutti, ma il regista, tanto per non farci (e farsi) mancare nulla decide di rincarare la dose.

Fa il suo ingresso nella saga il superpoliziotto Hobbs, fulgido esempio di difensore della legge adamantino e senza scrupoli, interpretato dal granitico (e palestrato) Dwayne Johnson, noto ai più come The Rock.

Lo scontro tra lui e Vin Diesel è inevitabile. Muscoli contro muscoli, volontà contro volontà, vera rilettura moderna degli incontri di lotta così ben descritti da Omero e Virgilio nei loro poemi immortali.


Scontri fisici, inseguimenti al fulmicotone, scene mozzafiato e, cosa che non guasta mai, una storia ben scritta, senza fronzoli e sbavature.

Non solo macchine, in quest'ultimo capitolo, ma anche momenti che ci riportano alle atmosfere di capolavori quali Oceans Eleven, La Stangata e consimili.

In definitiva ci si trova di fronte ad un film ottimamente costruito, dalla regia puntuale e senza sbavature, destinato ad incollare lo spettatore alla sedia anche ad una seconda (o una terza) visione.


Antonino Giorgianni

 
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