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Eurofestival 2011 - Serata Finale

2011-05-15 13:13 by Antonino Giorgianni (letto 1292 volte)
Gli Elfi salutano con piacere il ritorno dell'Eurofestival sui nostri schermi e, come di abitudine si divertono ad osservare e commentare quanto succede su uno dei palchi più importanti di Europa...


Dopo 13 anni torna sugli schermi italiani l'Eurofestival, grande kermesse musicale a livello europeo.. Come sempre, a farla da leone è la musica commerciale. Il panorama che ne risulta è desolante, la qualità livellata verso il basso. Solo alcuni brani si salvano dal baratro ma sono sufficienti a salvare la serata, perchè, oltre ad essere di ottima fattura, aprono sbocchi interessanti per la musica pop.


Diamo una rapida occhiata alle esibizioni:

  1. FINLANDIA Paradise Oskar Dam da dam. Banalotto, gradevole ed innocuo. 5

  2. BOSNIA ERZEGOVINA Dino Merlin Love in rewind. Il Mameli bosniaco presenta una gradevole marcetta che strizza l'occhio a sonorità tradizionali. Brano facile da ascoltare ed ancor più facile da dimenticare. 6

  3. DANIMARCA Friends in London A new tomorrow. Precotti, triti e ritriti. 5

  4. LITUANIA Evelina Sasenko C'est ma vie. Ottima interprete per un brano che si perde nel mare del già sentito. 6,5

  5. UNGHERIA Kati Wolf What about my dreams. Brano dance che nasce già vecchio. Dimenticabile. 5

  6. IRLANDA Jedward Lipstick. Esteticamente sgradevoli nel loro look "techno retrò", propongono un brano pop dance datato ed insulso, guazzabuglio di furti a man bassa senza alcun criterio. Sul finale si riconosce una parodia di tarantella. Terribili. 3

  7. SVEZIA Eric Saade Popular. Brano dance decisamente retrò dal groove efficace e gradevole. Classica colonna sonora da stabilimento balneare. 6

  8. ESTONIA Getter Jaani Rockfeller street. Brano efficace, brioso e divertente, ben interpretato e costruito (per gli standard del genere). Sembra un brano tratto da un musical per teenager. 7

  9. GRECIA Loucas Giorkas & Stereo Mike Watch my dance. Curioso mix di gangsta rap e musica melodica tradizionale greca. Ha un incedere solenne e fiero, forse eccessivamente rigido. L'esecuzione è rigorosa e precisa. Interessante. 7

  10. RUSSIA Alexey Vorboyov (Alex Sparrow) Get You. Intro pregno di sonorità tradizionali per un brano che strizza l'occhio agli A-Ha, agli UB40 ed al pop anni '80 in generale. Innocuo e trascurabile. 5,5

  11. FRANCIA Amaury Vassili Sognu. Insospettabile aria lirica (in lingua corsa) per una voce baritonale calda ed avvolgente. Inusitato ed assolutamente delizioso. Interpretazione forse leggermente calante ma comunque coinvolgente. 8

  12. ITALIA Raphael Gualazzi Madness of love (follia d'amore). Se la gode come sempre, il Gualazzi, cantando in versione bilingue questo suo successo, gode e gioca con le note come solo lui sa fare. Straodinario, ma lo sapevamo già. L'esibizione del nostro è una boccata di aria fresca in mezzo al piattume commerciale. Il pubblico entusiasta applaude a scena aperta. 9

  13. SVIZZERA Anna Rossinelli In love for a while. Brano fresco e spensierato che ricorda il miglior Bacharach e tanta pop anni '70. Interpretazione di alto livello per questo brano gradevole e senza tempo. 7,5

  14. REGNO UNITO Blue I can. Aridatece i Take That! 5

  15. MOLDAVIA Zdob şi Zdub So lucky. Un brano dall'atmosfera circense innestato su sonorità post punk. Interessante ma poco appetibile dal grande pubblico. 6

  16. GERMANIA Lena Taken by a stranger. La campionessa uscente si (e ci) regala un brano estremamente raffinato, dalle sonorità cupe ed eleganti e pervaso di una forte sensualità. Interpretazione di alto livello. E' una canzone che invita ad ulteriori, molteplici ascolti. 8

  17. ROMANIA Hotel FM Change. Brano terribilmente banale ma interpretato, nonostante tutto, con freschezza e perizia. Lascia il tempo che trova. 5

  18. AUSTRIA Nadine Beller The secret is love. Brano che non sfigurerebbe in un disco di Withney Houston o Celine Dion, interpretato con voce elegante e potente. Classe e sentimento per l'interprete austriaca, che sembra destinata a grandi successi, Incantevole. 8,5

  19. AZERBAIJAN Eli & Nikki Running Scared. Duo estemporaneo formato da due interpreti giunti pari merito alle eliminatorie, ribattezzato "duo grazie zia". Stendiamo un velo pietoso. 4

  20. SLOVENIA Maja Keuc No one. Una voce che non ha nulla da invidiare a quella di Anastacia, un'interpretazione vigorosa e di alto livello per un brano pessimo, pallido clone di ben altri successi dance, piatto e banale. 5,5

  21. ISLANDA Sigurjòn's friends Coming home. Ensemble formato da buoni musicisti amici dell'autore del brano, ahimè prematuramente scomparso. Al di la del lato commovente di tutta la storia, ci si trova di fronte ad un pezzo discreto, scanzonato e gradevole, non originalissimo ma comunque efficace. 6,5

  22. SPAGNA Lucia Perez Que me quiten lo bailao. Un brano così fa sembrare la colonna sonora del "mondo di Patty un vero capolavoro. Basta con questa roba per carità! 4

  23. UCRAINA Mika Newton Angel. Robusto brano di genere non privo di un certo appeal. Buona l'esecuzione. 6,5

  24. SERBIA Nina Čaroban. Gustoso omaggio alla migliore produzione della Motown. Phil Spector ne sarebbe fiero. Divertente ed adatto per serate a tema. 6,5

  25. GEORGIA Eldrine One more day. Accattivante brano alternative rock dalla solida costruzione ed eseguito in modo aggressivo e coinvolgente. Altra piacevole alternativa alle proposte banali che hanno funestato la serata. 7


Alla fine della lunga ed estenuante serata finale, la classifica che ne risulta è la seguente:

  1. Azerbaigian
    2. Italia
    3. Svezia
    4. Ucraina
    5. Danimarca
    6. Bosnia Erzegovina
    7. Grecia
    8. Irlanda
    9. Georgia
    10. Germania
    11. Regno Unito
    12. Moldova
    13. Slovenia
    14. Serbia
    15. Francia
    16. Russia
    17. Romania
    18. Austria
    19. Lituania
    20. Islanda
    21. Finlandia
    22. Ungheria
    23. Spagna
    24. Estonia
    25. Svizzera


Il bel secondo posto del nostro Gualazzi è un risultato tutto sommato insperato e di tutto rispetto. La musica di qualità fa breccia in una platea così ampia come quella dell'Eurofestival (si parla di un bacino di oltre 100 milioni di ascoltatori in tutta Europa).

Gradevole (e del resto obbligata) la scelta di una formula "all music", in cui i 25 concorrenti si sono susseguiti sul palco senza sosta. L'assenza di orpelli inutili quali ospiti d'onore (musicali e non), cabarettisti e tuttologi di varia estrazione, rende la serata coinvolgente e piacevole da seguire. Tutto si consuma entro le 3 ore e mezza di trasmissione votazioni incluse!!! Una simile efficienza è pressochè sconosciuta alle nostre kermesse musicali, penso principalmente al Festival di Sanremo e a X Factor, veri e propri carrozzoni dove la competizione musicale è subordinata alla corte dei miracoli di ospiti (più o meno di valore), televendite più o meno mascherate e carabattole varie.

La conduzione italiana dell'evento è stata affidata a Raffaella Carrà e forse si poteva fare di meglio. L'anziana presentatrice non è sembrata completamente all'altezza del compito affidatole. Di sicuro mestiere e simpatia erano (fuor di dubbio) dalla parte dell'attempata conduttrice romagnola, cui sono però difettati una vera competenza musicale (nonostante i 22 album pubblicati) ed un pizzico di umiltà. Imbarazzante il suo tentativo, alquanto disperato per la verità, di parlare in inglese al momento del collegamento internazionale. L'aggettivo "maccheronico" qui appare persino riduttivo.

Indubbia comunque l'abilità della Carrà di sapere coinvolgere lo spettatore, nonostante le innumerevoli pecche, data la sua abilità tutta salottiera di gestire le conversazioni.

Serata finale tutto sommato soddisfacente, quanto meno diversa dalla solita programmazione precotta cui siamo abituati.

Aspettiamo piacevolmente la prossima edizione.



 
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