Online: 1 | LOGIN | English

Home Servizi Roster Parters Contatti

Scritti Inversi Naturelfa

Dannunziana - II° parte

2012-09-18 03:44 by elfa (letto 375 volte)

Purtroppo, quanto aveva temuto Andrea a quella festa si avverò. Elena non era passata inosservata e qualche mese dopo comunicò ad Andrea che sarebbe partita per la Spagna dove era stata scritturata per un film.Il ricordo di quel giorno sul Lungomare, gli era tornato alla memoria, in ogni suo particolare, elaborando la scena del gran commiato tra Elena Muti e Andrea Sperelli, avvenuta nel lontano 25 marzo del 1885:

"…la carrozza chiusa scorreva, con romore eguale, al trotto lungo la Via Nomentana. Le muraglie delle antiche ville patrizie passavano d'innanzi agli sportelli, biancastre, quasi oscillanti, con un movimento continuo e dolce. All'interno, Elena taceva, avvolta nell'ampio mantello di lontra, con un velo sulla faccia, con le mani chiuse nel camoscio. Andrea aspirava con delizia il sottile odore di eliotropio esalante dalla pelliccia, mentre sentiva contro il suo braccio la forma del braccio di lei…

A mezzo chilometro dal ponte, ella disse:

- Scendiamo

Nella campagna la luce fredda e chiara pareva un'acqua sorgiva e come gli alberi al vento ondeggiavano, pareva per una illusione visuale che l'ondeggiamento si comunicasse a tutte le cose.

Ella disse, stringendosi a lui e vacillando sul terreno aspro:

- Io parto stasera. Questa è l'ultima volta…"

Andrea aveva raffrontato più volte questa scena al loro commiato. Anche allora Elena era voluta scendere dalla macchina e guardando la distesa del mare azzurro e calmo gli rivelò che le loro strade stavano per dividersi. Sapeva di dargli un dolore e lo guardò con apprensione e tenerezza.

Malgrado fosse impietrito dal dolore, malgrado in un attimo gli passassero davanti agli occhi tanti momenti felici ai quali doveva rinunciare forse per sempre, la sua reazione fu ben differente da quella dello Sperelli. Non gridò: "Non partire, non partire! Io ti voglio ancora, sempre…"

L'amore è possesso, ma il grande amore è anche rinuncia se può significare la felicità dell'altro. S'accorse allora, ma anche Elena se ne accorse, che il suo era proprio un grande amore.

Le disse che per lei era una stupenda opportunità e le auspicò una brillante carriera cinematografica. Era sincero, veramente sincero ed Elena visibilmente commossa, si strinse al lui.

- Non pensi anche tu che sarebbe una cosa fantastica se un giorno venissi chiamata ad interpretare un film diretto da te? - e detto questo si attaccò alla sua bocca in un bacio interminabile e appassionato.

Erano trascorsi da quel giorno 14 anni. Andrea completati gli studi al centro di Cinematografia, aveva iniziato la trafila, prima come aiuto regista arrivando poi a dirigere un paio di film. Elena, diventata Maria Elena Marques, avendo avuto la fortuna e l'abilità di trovare i letti giusti era diventata una diva di successo impegnata molto all'estero.

Solo una volta a Cannes, avevano avuto modo di vedersi in mezzo a tanta gente. Andrea si era congratulato con lei per il film che aveva interpretato e lei, saputo che Andrea stava per affrontare la sua prima regia, nel fargli gli auguri lo spronò al fine di realizzare il loro sogno di girare un film insieme. Forse per il timore di dovergli rivolgere la domanda di Donna Muti:"soffriresti tu di spartire con altri il mio corpo?"Maria Elena aveva evitato di avere degli incontri intimi con lui, ma non aveva dimenticato quel loro amore giovanile, fresco, dolce e inebriante come la brezza, i colori ed il profumo della primavera. E appena si era trovata nella possibilità di imporre le proprie idee, era riuscita a far realizzare il loro sogno, facendo affidare ad Andrea la trasposizione cinematografica del romanzo che lui più amava.

Andrea aveva lavorato quasi un anno, per realizzare il progetto al quale credeva, impegnandosi nella sceneggiatura, nella ricerca del cast (con Maria Elena nel ruolo di Elena Muti) e delle location, nel pieno rispetto dell'opera di D'annunzio, particolarmente nei dialoghi, nei costumi e nelle scenografie. E dopo un anno di lavoro era finalmente giunto alla vigilia del tanto atteso primo ciak.

Dopo un'ultima occhiata alla facciata di palazzo Zuccari e alla Piazza, Andrea si diresse verso l'Hotel Hassler, dove in una delle sale si sarebbe svolta una conferenza stampa, con intervento dell'intero cast e il suo cuore trepidava nell'attesa di rivedere la sua Elena.

C'era già molta gente sia della stampa che della produzione e non mancavano gli attori, ad eccezione di Maria Elena Marques, che ci teneva a fare una entrata da Diva.

Andrea cercò di districarsi nel migliore dei modi tra presentazioni e strette di mano, quindi si volle intrattenere a parlare con l'attrice Danielle Fabre che avrebbe interpretato il ruolo di Donna Maria Ferres. Andrea l'aveva ammirata nel suo ultimo film in cui aveva interpretato una farmacista di un piccolo centro in Francia, costretta a traghettare la sua vita e quella dei suoi due figli tra le infedeltà e i colpi di testa del marito e le meschinità della vita di provincia. Per lui sarebbe stata l'interprete ideale della casta moglie che cerca con ogni mezzo, ma inutilmente, di resistere alla serrata corte di Andrea Sperelli.

Parlando con lei ci tenne a mettere in rilievo che il suo personaggio era ancora più importante di quello di Elena Muti e soprattutto più intenso. Si soffermò sullo stato d'animo della donna, combattuta tra l'amore che provava per l'affascinante conte Andrea e il suo dovere di madre e di sposa. Emblematica la scena in cui cavalcando nella pineta, fianco a fianco, con lui che le ripete "Voi mi amate, voi mi amate, voi non potete non amarmi! Ditemi che mi amate, ditemi che mi amate…", nella terribile esasperazione causata dalla sua voce incalzante, Donna Maria spinge il cavallo di carriera per la via appena tracciata nella densità dei tronchi, gridando "Vi amo, vi amo, vi amo!". Nel momento stesso in cui ammette il suo amore lo fugge…

Danielle l'ascoltava con interesse e una certa ammirazione che non era solo professionale. Per le chiacchiere che erano circolate dopo che, un po' a sorpresa, era apparsa la notizia che gli era stato affidata la regia di un lavoro così impegnativo, sapeva che tra lui e la Marques c'era stata una relazione amorosa e nel momento in cui lui le diceva che se Elena Muti rappresentava la passione, Donna Maria rappresentava l'amore, le venne di osservare:

- Ma è la Muti che Andrea Sperelli ama…- poi guardando oltre le spalle di Andrea lo avvertì che era arrivata Elena.

Andrea non capì se il fatto che l'avesse chiamata Elena e non Maria Elena, fosse da attribuirsi al personaggio che avrebbe interpretato o volesse alludere al periodo della gioventù, quando stavano insieme e lei era semplicemente Elena Marchetti. Si girò verso Maria Elena: malgrado fosse attorniata da gente, lo stava osservando e scorse sulle sue labbra un sorriso particolare. "E' proprio quella l'espressione che voglio, il sorriso con il quale Elena Muti osserva Andrea Sperelli al Concerto mentre lui è insieme a Donna Maria" gli venne di pensare, mentre Maria Elena chiesto il permesso a chi l'attorniava, andò verso di lui e l'abbracciò. Andrea le presentò Danielle e lei presentò il marito, quindi raggiante gli disse:

- Hai visto Andrea, i sogni, quando si desiderano fortemente, si realizzano. Ti ricordi quello che ci siamo detti quel giorno sul Lungomare?

"Chissà – si chiese Andrea – se ricorda altrettanto bene il lungo interminabile bacio appassionato che ci siamo dati? Chissà se un giorno potrà nuovamente essere mia?"

Danielle osservandoli lesse il pensiero di Andrea e le venne alla mente il brano dal quale era tratta la scena finale del film:

"Ad un tratto Donna Maria gli si svincolò dalle braccia con una terribile espressione d'orrore in tutte quante le membra, più bianca de' guanciali, sfigurata più ch'ella fosse allora allora balzata tra le braccia della Morte. Quel nome! Quel nome! Ella aveva udito quel nome!

Un gran silenzio le vuotò l'anima. Le si aprì dentro un di quegli abissi in cui tutto il mondo sembra scomparire all'urto di un pensiero unico. Ella non udiva altro; ella non udiva più nulla. Andrea gridava, supplicava, si disperava invano. Ella non udiva . Una specie d'istinto la guidò negli atti. Ella trovò gli abiti; si rivestì.

E dentro di se Danielle si disse:

" Se dovesse nascere qualcosa tra noi due, come sono sicura che avverrà, spero proprio che non faccia come lo Sperelli e non pronunci il nome di Elena, mentre faremo l'amore…"

a cura di Jean Claude Riviere

 
Mi piace Non mi piace


I PIU' POPOLARI

I PIU' LETTI