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Censura a Sanremo 2012

2012-02-15 05:55 by Antonino Giorgianni (letto 683 volte)
Sanremo 2012: Polemiche e sospetti di censura sul palco dell'Ariston.

Si è chiusa la prima serata del Festival di Sanremo 2012 e, come di consueto, le polemiche sono all'ordine del giorno. Su tutti i quotidiani, lo spazio maggiore viene destinato alla "questione Celentano", come del resto era da aspettarsi. Si è parlato anche della conduzione, dell'intervento del duo comico Luca e Paolo, della ripetitività del format. Degli artisti si è detto poco e niente.

Sembra strano, ma quando si parla del Festival della canzone la musica passa in secondo piano.

Si è disquisito, dicevo, di Celentano, dell'intollerabile lunghezza del suo intervento, dell'inopportunità dei contenuti, del cachet mostruoso eccetera eccetera eccetera.

Curioso come la memoria della gente sia corta assai. L'anno passato ci siamo sciroppati un'edificante concione patriottica ad opera del buon Roberto Benigni, intollerabile e tedioso pistolotto di ben 52 minuti senza stacchi. Tale performance è costata "appena" 250mila Euro, 100mila in meno del cachet percepito da Celentano quest'anno per 50 minuti di telepredica e canzoni.

Curiosamente in molti articoli si rimpiangeva proprio Benigni, descritto come più sobrio ed appropriato... Mah!

Non entro nel merito del contenuto di entrambi gli interventi. Mi limito a constatare che, per durata e costi sono quasi equivalenti e, per la loro struttura di spettacolo autonomo, dei corpi estranei che poco c'entrano col Festival, appesantendone la struttura, rallentando la gara ed oscurando la visibilità degli artisti partecipanti. Del resto sembra che sia questo il prezzo da pagare per aumentare lo share.

Ecco un altro tasto dolente: gli ascolti. Non basta la pressochè totale assenza di concorrenza, vista la palese desertificazione dei palinsesti delle altre reti, bisogna inventarsi ogni anno sempre nuovi mezzi e mezzucci per tentare di pompare il più possibile l'audience. Così tra starlettes di dubbio valore, mostri sacri affamati di visibilità, guitti di mezza tacca, nani e ballerine, il programma del festival si satura di interventi che relegano in secondo piano la gara canora.

Già, la gara... Basta guardare la lista dei cosiddetti "big" in gara per farsi venire seri dubbi sulla validità artistica della competizione.

In linea di massima le canzoni proposte sono obsolete, inattuali e poco (o niente) rappresentative del panorama musicale odierno.

Continua a rimanere oscuro il criterio di selezione dei partecipanti. Desta infatti preoccupazione il fatto che, sistematicamente, calchino il palco dell'ariston due o tre sedicenti "big" che si producono in esibizioni indegne del peggior karaoke di provincia.

Riformare il format del festival, restituendo centralità alla musica e, magari, rendere meno oscuri i criteri di ammissione sarebbero mosse che porterebbero ad un netto miglioramento della situazione, alleggerendone durata e costi ed aumentandone la fruibilità.

L'unico problema è che a suggerire una cosa simile si viene presi per scemi, datosi che è di beghe e polemiche che campa il festival, non di musica.

Lascia perplessi la scelta della Rai di non includere l'intervento di Celentano nelle clip presenti sul sito ufficiale del festival. Praticamente manca solo il molleggiato... Sarà mica censura? Scelta oltre che discutibile anche inutile, visto che Adriano Celentano dovrebbe essere presente anche alla seconda serata. Dico dovrebbe perchè a tale partecipazione ci sono dei dubbi, che il picco di ascolti fatto raggiungere dal molleggiato (14.378.000 spettatori, 48,50% di share) dovrebbe facilmente polverizzare.

Staremo a vedere.



di Antonino Giorgianni

Redazione ELFA Promotions


 
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