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American Hustle - Recensione

2014-01-03 11:44 by elfa (letto 517 volte)

American Hustle è l'ultimo lavoro ben riuscito di David O. Russell, dopo il grande successo dei recentissimi The Fighter (2010) e Il Lato Positivo (2013), da cui prende in prestito tutti gli attori principali. Da Christian Bale, che ora interpreta un calvo e panciuto truffatore di nome Irving Rosenfeld, sposato con l'alcolizzata e davvero simpatica Rosalyn Rosenfeld (Jennifer Lawrence), che interferisce maldestramente con gli affari del marito; alla bellissima e nudissima Amy Adams nei panni della socia/amante di Irving. Altra vecchia conoscenza è Bradley Cooper (l'ex bipolare Patrick "Pat" Solitano Jr.), questa volta nel ruolo dell'agente Richie DiMaso che, ossessionato dall'idea di ripulire il mondo dalla malavita e dai politici corrotti, costringerà la coppia criminale (retaggio inevitabile del duo Bonnie e Clyde), a collaborare con l'FBI. I fatti sono tratti da una storia vera: l'indagine federale della fine degli anni Settanta, conosciuta come operazione Abscam, che coinvolse diversi membri del Congresso degli Stati Uniti d'America, accusati di corruzione. Nuovo di pacca è invece Jeremy Renner che, con il suo ciuffo alla Elvis, dà vita al magnanimamente corrotto sindaco del New Jersey, Carmine Polito, che accetta tangenti solo per il bene della sua popolazione. Difficile dire di fronte a che genere cinematografico ci troviamo: le scelte musicali con cui interagiscono i vari personaggi, a sprazzi sembrano imparentare American Hustle al genere musical, d'altra parte il gangster movie è commisto a uno humor dilagante che avvicina la pellicola alla commedia piuttosto che al thriller.

Per non parlare dell'ambientazione anni '70 che ci catapulta in un mondo di vestiti attillati, capelli cotonati e camicie stile Tony Manero, cui si somma questo mix eterogeneo di caratteristi, i veri protagonisti della scena. Il personaggio interpretato da Cooper è piuttosto complesso, sembra essere spinto dalla voglia di smascherare la malavita del New Jersey, ma è spesso preda di un irrefrenabile entusiasmo che lo costringe a decisioni affrettate contro il parere del più posato Christian Bale che, come una sorta di ritornello, continua a ripetergli che le cose vanno fatte in sordina. Alla fine del film, Irving Rosenfeld ci dimostrerà quanto questa regola base del manuale del buon truffatore sia vera e, tra alti e bassi, riuscirà a capovolgere la situazione con un colpo di genio.


a cura di Francesca Cantore

si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4stelle.it


 
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