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AKRAM - IL ROCK COME STILE DI VITA

2012-12-15 03:33 by elfa (letto 557 volte)
Dopo mesi di attività d'ufficio stampa ed un intenso tour radio con ELFA Promotions, gli AKRAM possono essere considerati la rock band del momento.

Dopo mesi di attività d'ufficio stampa ed un intenso tour radio con ELFA Promotions, gli AKRAM possono essere considerati la rock band del momento. Energici, grintosi, determinati, i quattro ragazzi siciliani stanno scalando le vette del panorama musicale italiano. Gli AKRAM sono Mirko Pellicane (voce), Max Piro (chitarra), Francesco Pantano (basso), Domenico Inguaggiato (batteria). I testi e le musiche degli AKRAM evidenziano l'amore e il rispetto per la vita, la voglia di un mondo migliore, il rispetto verso tutte le etnie; le sonorità sono il frutto di una sintesi tra la melodia italiana e la ricerca di arrangiamenti anglo-americani, contaminati a tratti dal calore medio orientale.

D- Come si è formata la vostra band? AKRAM, perchè questo nome?     

Beh, non è difficile conoscersi artisticamente per noi che viviamo sulle Madonie. La concentrazione di musicisti, per forza di cose è bassina e subito si nota chi si distingue dalla normalità, anche solo per l’impegno e i sacrifici fatti in onore della musica. Quindi ci siamo innamorati a vicenda dei nostri ideali, della voglia di dare un segnale forte al resto del mondo, proveniente da un territorio così musicalmente disagiato, quali le alte madonie. “Akram” deriva dall’arabo e significa Generosità/Il più generoso, quindi abbiamo dedicato questo nome alla musica che è e sarà sempre la magia più generosa nei confronti di tutti.

D- Cos'è per voi la musica? In quale genere vi identificate? Una definizione del vostro stile?

Per noi è vita, stile di vita, ideale di vita. Possiamo definirci una band rock, specialmente live dove riarrangiamo il repertorio in stile anni 70; nel senso che il rock nasce: chitarra, basso, batteria e voce e noi ci divertiamo a suonare proprio con questa formazione. Senza aggiunta di basi varie o ricerca di tappeti che solo delle tastiere possono dare. Ci piace il rock puro. Tutto ciò associato a dei testi e a delle melodie tipicamente italiane. In definitiva possiamo definirci una band rock italo-americana.

D-Avete collaborato con personaggi di grande prestigio del mondo della musica, Patrix Duenas, Luca Volontè, per citarne alcuni. C'è stato qualche artista che vi ha supportato e sostenuto?

Beh, tutti ci hanno sempre e costantemente sostenuto. Patrix che oltre ad essere il bassista di Edoardo Bennato è anche un percussionista, ha inciso un brano contenuto nel nostro album e in base alle esigenze live ce l’abbiamo sul palco con noi. Luca Volontè, è già stato nostro ospite durante lo scorso tour e lo abbiamo coinvolto nella pre-produzione di un singolo molto soft, dove al piano avremo anche un altro grande nome che per adesso evitiamo di dichiarare. E poi, principalmente alla Produzione artistica abbiamo Massimo Vecchi (bassista e voce Nomadi).


D- Che ricordi avete del vostro primo live? Come avete vissuto il contatto diretto con il pubblico?

Venivamo tutti da esperienze diverse, più o meno di rilievo. Il contatto col pubblico è sempre lo stesso da una vita. Dare tutti noi stessi e sempre il massimo per avere in cambio il massimo da loro. Non siamo “artisti” quando saliamo sul palco, ma un angolo allargato dello spazio in cui ci stiamo esibendo. Noi siamo un angolo e il pubblico è il resto. Si canta insieme, si balla insieme, si ride e si scherza insieme e soprattutto si condividono pensieri e ideali, emozioni e stati d’animo.

D- Il vostro brano "Carpe Diem" sta riscuotendo enormi consensi, qual è il punto di forza di questo singolo?

Pensiamo fermamente che oltre alle sonorità molto americaneggianti e al ritmo rock-dance che abbiamo dato all’arrangiamento, il punto di forza maggiore è il testo e la melodia , attraverso la quale arriva il significato. E’ un testo rielaborato di una poesia di una scrittrice siciliana Nieta Gennuso, che arriva moltissimo in quanto diretto, profondo e passionale.

D- Secondo voi qual è la strada giusta per essere considerati una band di successo?

Beh, il problema non sta nell’essere o meno considerati una band di successo. Potremmo essere una band di successo e allo stesso tempo degli incapaci costruiti a pennello. Prima di tutto bisogna essere una band, con tutti gli attributi, affiatati, legati dalla stessa eterna passione per la musica vera, ambiziosi non in termini di successo ma di trasmissione di pensieri veri, reali, sinceri. E poi, non bisogna mai smettere di lottare. MAI!

D-Dopo mesi di attività d'ufficio stampa ed un intenso tour radio, quali sono i vostri prossimi impegni?

L’impegno imminente è quello dell’uscita dell’album, anticipato appunto dal nostro singolo. Pensiamo di uscire con questo lavoro a gennaio e promuoverlo in tutta Italia e anche all’estero tramite un tour che varierà tra piazze, teatri e locali. Momentaneamente continuiamo la promozione del nostro singolo che ci sta dando immense soddisfazioni.

Michela Zanarella


Riferimenti web:

Periodico Italiano

Roma Capitale Magazine

 
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