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Addio a Philip Seymour Hoffman.

2014-02-02 22:24 by elfa (letto 483 volte)
Addio a Philip Seymour Hoffman. Fu Truman Capote nel 2006 e vinse l'Oscar


03 febbraio 2014

Prima l’annuncio, poi la smentita e infine la conferma: l'attore americano Philip Seymour Hoffman è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan, al 35 di Bethune St. nel West Village. Lo riferisce il sito del quotidiano newyorkese Wall Street Journal. E secondo quanto riportato dal New York Post il divo sarebbe morto per overdose e, sempre secondo il giornale, sarebbe stato trovato con l'ago conficcato nel braccio nel bagno del suo appartamento. Se inizialmente sembrava che la notizia fosse una clamorosa bufala, con il passare dei minuti ha preso sempre più piede, trovando purtroppo conferma. Nel 2006 la sua interpretazione di Truman Capote nel film A sangue freddo lo consacra come uno dei massimi esponenti della cinematografia mondiale. Per questa interpretazione si aggiudicherà diversi premi internazionali, tra cui l'Oscar al miglior attore protagonista e il British Academy of Film and Television Arts. Viene nominato all'Oscar al miglior attore non protagonista per tre volte: nel 2008 per La guerra di Charlie Wilson, nel 2009 per Il dubbio e nel 2013 per The Master. Nel 2010 esordisce alla regia con Jack Goes Boating. Era anche un grande attore di teatro, con tre candidature ai Tony Awards. Nato nel 1967 in una famiglia middle class nello stato di New York, Philip Seymour aveva sfondato negli anni Novanta con film come Happiness, Boogie Nights e The Big Lebowski. Fin da ragazzo aveva voluto fare l'attore dopo aver visto a 12 anni una produzione locale di All My Sons: "Fu l'esperienza che mi cambiò per sempre", aveva detto in una intervista al New York Times: "Un miracolo. Ma questo tipo di amore così profondo per lo spettacolo ha un prezzo: recitare è una tortura perché sai che è una bellissima cosa. Desiderarla è facile. Cercare di essere grande, questa è la tortura".Hoffman aveva in passato lottato contro la tossicodipendenza, finendo in riabilitazione (rehab) poco più di un anno fa per abuso di eroina. Nel passato sentimentale una sola grande donna, la costumista Mimi O’Donnell, incontrata nel 1999 sul set dell’opera teatrale We’d All Be Kings, da lui diretta. Lascia tre figli: Alexander, nato a marzo 2003, e due figlie, Tallulah, otto anni, e Willa, di sei. Una piccola folla si è radunata sotto la casa al numero 35 di Bethune Street, subito cordonata dalla polizia. Un uomo ha deposto una rosa rossa sui gradini dell'edificio. Increduli gli amici: "L'avevo visto questa settimana in strada, dopo che aveva lasciato le figlie alla nostra scuola. Mi sembrava in forma, sono senza parole", ha commentato su Twitter Richard Turley, direttore creative di Business Week. Sotto shock e listati a lutto i commenti su una sponda e sull'altra dell'Atlantico: la notizia ha raggiunto molti vip mentre si recavano allo stadio per il Superbowl, l'evento sportivo per cui l'America si ferma e che quest'anno si gioca per la prima volta a East Rutherford di fronte a New York.





 
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